"Ecco i brogli in Australia"
10/07/07 11:58 Archiviato
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PdL Lainate
ROMA - A lungo si è discusso sulle presunte irregolarità nelle
elezioni politiche dell'aprile 2006,
per il rinnovo del Parlamento, vinte di stretta misura dal
centrosinistra. Ma il voto all'estero, che alla fine risultò
decisivo, è stato il più contestato: sia nelle sedi locali, che
durante lo spoglio centrale a Roma.
Ora arriva a Repubblica.it
un video destinato a riaprire la discussione. E' girato in una casa
australiana ("di Sydney" dice la voce narrante, che è di Paolo
Rajo, candidato al Senato per l'Udeur all'estero), dove qualcuno,
ripreso di spalle, ha davanti a sè su un tavolo un mucchio di
schede elettorali, che compila in blocco, assegnando voti e
indicando preferenze in massa per l'Unione al Senato (scheda viola)
e, per errore, per Forza Italia alla Camera (scheda arancione). Le
schede vengono poi richiuse e sistemate nelle buste originali del
Consolato e sigillate. Sono almeno un centinaio.
"Il filmato l'ho fatto io stesso durante la campagna elettorale per
le scorse elezioni politiche in cui io ero candidato al Senato
nella lista Udeur di Mastella" spiega a Repubblica.it
l'autore.
Il racconto integrale.
"Mi chiamo Paolo Rajo lavoro come giornalista e presentatore nella
stazione radio Rete Italia, conducendo il programma del mattino.
Ero andato in giro a chiedere voti come facevano tutti i candidati
e sono capitato a casa di un conoscente con famiglia numerosa.
Essendo molto conosciuto e amato proprio per il lavoro che faccio,
sono stato accolto con estrema gioia da questa persona. Quando poi
gli ho spiegato il motivo della mia visita mi ha detto candidamente
"Ma Paolo, noi ti stiamo già aiutando, in garage c'è mo figghiu cu
ati boy frend che ti stanno a riempire le tue ballot paiper (leggi:
schede elettorali).
Resto spiazzato, lo ringrazio, poi ripensandoci, gli chiedo di
spiegarmi perché in garage e perché con altri amici?
Ti faccio vedere, vieni e mentre andavamo nel suo garage mi spiega
che era stato avvicinato da alcune persone che gli avevano detto:
"Se vuoi aiutare Paolo ti portiamo dei pacchi di schede e ti
diciamo cosa devi fare, poi passeremo noi a riprenderle e daremo
anche una cassa di birra ai ragazzi che ci aiuteranno".
Il mio stupore diventa allucinazione, pensavo di stare sognando,
comunque entro in garage e davanti a me, si para la scena di un
tavolo apparecchiato con tovaglioli, ma sopra invece che del cibo
c'erano tantissime schede pronte al voto in serie. Ovviamente non
si votava per me per l'Udeur ma per l'Unione.
Pacchi di schede, con ancora i plichi originali così come erano
stati spediti dal consolato. "Vedi, vedi come ti aiutiamo...!" Ho
fatto presente che non stavano votando me, ho anche detto, che
comunque quell'aiuto io non lo avrei mai accettato, almeno in quel
modo. Sapete com'è? Si è quasi offeso. Queste sono persone giunte
oltre 50 anni fa in Australia, in Italia forse non avevano mai
votato e quello che stavano facendo veramente lo facevano "di
cuore", incredibile ma è così.
Avevo con me il mio cellulare ed ho ripreso la scena cercando di
evitare i volti, non mi andava affatto creare problemi a quella
gente.
Questo succedeva, attenti, almeno una settimana prima che si
votasse in Italia, ed io quella ripresa l'ho subito inviata via
e-mail in allegato all'Udeur, il partito per il quale ero
candidato. Nessuna risposta, nulla, nemmeno un riscontro per dirmi
di aver ricevuto l'e-mail. Per timore che via Internet qualcuno
potesse metterci lo zampino, ho inviato tutto sempre al Partito,
via posta espressa. Nulla. Dopo il risultato delle elezioni ho
chiesto decine, forse centinaia di volte, spiegazioni, chiarimenti
sulle azioni da poter perseguire. Nulla, assolutamente nulla.
L'unica volta in assoluto che il partito mi ha contattato senza
minimamente accennare alla cosa è stato qualche mese fa quando mi
chiedeva di inviare al più presto la nota firmata per le spese
elettorali che avevo sostenuto in Australia ai fini del rimborso.
Rimborso, sia chiaro, per il partito, non per me.
Questa in breve è la storia del filmato. Dovete anche considerare
che la cosa allucinante è che in Italia si parla di riforma
elettorale ma non si fa accenno alle modalità del voto all'estero.
All'estero si è votato con il sistema postale, ovvero tutti gli
aventi diritto al voto hanno ricevuto le schede per posta, tutti.
Il voto postale è contemplato anche per altre nazioni, ma solo
riservato solo a quei cittadini che per straordinari motivi
contingenti non possono recarsi nel proprio Paese. Altrimenti si
vota all'estero con il sistema della costituzione dei Seggi
Elettorali con tanto di presidente e scrutatori e rappresentanti di
lista presso i rispettivi consolati e/o sedi da questi scelti per
l'occasione. Gli scrutini si fanno in loco e i resoconti vengono
verbalizzati dall'ambasciatore o ufficio addetto e quindi i
risultati inviati nella nazione di appartenenza.
Il voto degli italiani all'estero invece si è svolto in questo
modo:
1 Le schede elettorali, i certificati elettorali, e le stesse buste
sono state stampate in loco, non in Italia, sembra per mancanza di
tempo materiale. Quindi viene facile chiedersi: chi ha scelto la
tipografia? Chi ha controllato che non siano state stampate
quantità maggiori di schede, etc.
2 Le schede elettorali sono state spedite in alcuni casi a cura
delle stesse tipografie agli aventi diritto al voto. A Sydney,
prove alla mano, moltissime schede sono state spedite almeno con
tre giorni di ritardo, rispetto a quanto stabilito dalla legge
elettorale.
3 Lo stesso elettore doveva rispedire le schede elettorali con
busta preaffrancata al Consolato che raccolte le doveva poi inviare
a Roma, sotto scorta? Forse.
4 Il sistema di votazione era così convulso da mettere in
difficoltà anche quelli più preparati e avvezzi già al voto,
immaginiamo per quelle persone che hanno votato per l'Italia per la
prima volta e per giunta con questo sistema assurdo (questo per
l'80% dei votanti all'estero).
Ci sarebbero tantissime altre considerazioni da fare. Una cosa
molto importante che riguarda il filmato: fateci caso, il giovane
impegnato al voto commette un errore nel voto alla Camera, scheda
color arancione. Avuto le "spiegazioni" di votare il primo simbolo
in alto a sinistra, ponendo quindi il nome del candidato, questi,
nella scheda della Camera la cui predisposizione dei simboli era
diversa, vota sempre il primo in alto a sinistra (quindi Forza
Italia) scrivendo invece il nome del candidato dell'Unione,
Fedi".
Tag: Brogli Elettorali
della Sinistra