
Il Comune ha la responsabilità degli edifici scolastici per le
materne (oggi scuola dell’infanzia), elementari ( oggi scuola
primaria) e le medie ( oggi scuola secondaria di 1° grado): sul
nostro territorio vi sono quattro plessi elementari (Via Litta, Via
Lamarmora, Via Sicilia, Via Cairoli), anche due Scuole Materne,
(Via Lamarmora, Via Giovanni XXIII) e due Medie (E. Fermi a Lainate
e W. Tobagi a Barbaiana).
Oltre alla gestione ordinaria ed agli adeguamenti succedutesi negli
anni, gli interventi di ristrutturazione ed ampliamento più ingenti
hanno riguardato, nella seconda metà degli anni ’90, la scuola
elementare di Grancia, quella media e materna di Lainate.
Nel frattempo, soprattutto a Grancia Pagliera ed a Lainate centro,
si sono insediate tante nuove famiglie: tra Via Friuli e i
Girasoli, come in Viale Rimembranze – Manzoni. Negli ultimi mesi,
inoltre, il Consiglio Comunale ha approvato nuovi importanti
insediamenti residenziali alle ex Trafilerie in Via Manzoni ed alla
ex Parma di Via Re Umberto, ove speriamo possano insediarsi
numerose giovani coppie, che scelgono Lainate per la loro
prosperità.
L’incremento dei residenti e le mutate esigenze didattiche
impongono alla Comunità tutta ed alle sue Istituzioni
amministrative e scolastiche una riflessione di prospettiva per
valutare e decidere assieme come agire, tenendo anche conto che gli
edifici di Via Litta e Via Sicilia potrebbero presto essere
superati per spazi e per vetustà.
Proponiamo dunque un confronto sul tema coinvolgendo Famiglie,
Organismi scolastici, Insegnanti ed Istituzioni politiche locali,
che possa produrre programmi condivisi da attuare nel tempo,
sapendo appunto che dalle idee alle opere, spesso servono tempi
lunghi ed in tempi di ristrettezze.
Con l’occasione IL Popolo delle Libertà augura a tutti un Sereno
Natale e Felice Anno Nuovo.
I Coordinatori
Gory Antico - Augusto Anzani


Grande
successo della raccolta firme a sostegno di Silvio Berlusconi anche
a Lainate, Grancia Pagliera e Barbaiana.
Tra Venerdì 10 e Domenica 12 Dicembre gli attivisti del Popolo
delle Libertà hanno infatti raccolto nei banchetti e "porta a
porta" 738 firme a sostegno del Governo, contro il tradimento del
mandato elettorale.
“Il messaggio della gente è chiaro ed inequivocabile. Le congiure
di palazzo e i giochi di potere –sottolineano gli organizzatori-
risultano incomprensibili ed inaccettabili, tanto più con un
governo che sta realizzando le riforme e che ha tutelato il Paese
dalla crisi internazionale”.
“I cittadini chiedono alla politica serietà e responsabilità. Per
questo il Popolo della Libertà –concludono i militanti- senza
strilli ed urla e senza manifestazioni che provocano disagi e danni
ad alcuno, è sceso in piazza per dare voce ed espressione a quella
maggioranza moderata e liberale che vuole continuare a confermare
la propria fiducia e il proprio sostegno al Premier
Berlusconi”.
Coordinamento PDL Lainate

Sono
circa 200 le firme raccolte questa mattina in Piazza Vittorio
Emanuele II a Lainate a sostegno dell'esecutivo nazionale,
nell'ambito della manifestazione del Pdl "Grazie al Governo Berlusconi
firma anche tu a sostegno del Governo".
Abbiamo registrato con molta soddisfazione sin dalle prime ore del
mattino, un'elevata presenza di cittadini che spontaneamente si
sono recati in Piazza Vittorio Emanuele II a dare il loro sostegno
al Governo Berlusconi.
Una partecipazione che ha sottolinea come sia forte e vivace
l'interesse ed il sostegno al nostro leader, Silvio Berlusconi, che
alla guida del Governo ha dimostrato e dimostrerà quanto,
nonostante le difficoltà economiche internazionali, ha fatto e farà
per il nostro Paese.
Questo
grande successo dimostra anche la volontà di rispondere con
decisione a chi in questo momento sta tradendo il Pdl e gli
elettori del centrodestra e che martedì si appresta a votare
insieme alla sinistra.

(Clicca sull'immagine per ingrandirla)
Gentili
Signore ed Egregi Signori,
il Presidente della Provincia di Milano On. Guido Podestà
e la Sua Giunta incontreranno i
Sindaci, gli Amministratori, le associazioni della zona e tutti i
cittadini in un incontro pubblico che si terrà venerdì 22 ottobre 2010 presso
la Sala del Consiglio di Parabiago, in piazza della Vittoria, 7 a
partire dalle ore 11.30.
All'esterno della sala troverete il modulo per iscriverVi e porre
le Vostre domande: siete tutti invitati a partecipare!
Chiediamo, cortesemente, di dare conferma in caso di Vostra
presenza e di comunicarci entro mercoledì 20
ottobre p.v.
eventuali
interventi su tematiche specifiche.
I Comuni coinvolti sono: Lainate, Nerviano,
Parabiago.
Al termine dell'incontro sarà possibile intrattenersi ulteriormente
con gli Amministratori durante un buffet offerto
dall'Amministrazione comunale di Parabiago.
È possibile iniziare il dibattito sulla nostra piattaforma
multimediale per portare in sede pubblica eventuali istanze nate
dalla partecipazione di amministratori e cittadini sul sito:
http://giuntaperta.provinciadimilano.partecipami.it/
L'occasione ci è gradita per porgere i nostri migliori
saluti.
Alessandro De Chirico


Care
amiche e cari amici Promotori della libertà,
di fronte allo tsunami che sta mettendo a dura prova tutti i Paesi
europei, il partito dei pessimisti, il solito partito dei
pessimisti, è tornato a farsi sentire e a diffondere le solite
menzogne e i soliti veleni, attribuendo al nostro Governo il
proposito di varare a breve termine un insieme di provvedimenti
economici punitivi che, per l’ennesima volta, sono totalmente
inventati. E chiedo per questo il vostro impegno. Cioè non solo voi
dovete sapere ma dovete far sapere, che non uno dei fantasiosi
provvedimenti di “macelleria sociale” di cui si legge su certa
stampa in questi giorni, non uno risponde al vero. Noi stiamo
lavorando in stretto contatto con le parti sociali ed è
assolutamente falso che sia alle viste un aumento delle imposte.
Non verranno toccate né la sanità, né le pensioni, né la scuola, né
l’università. E’ sicuro invece che il nostro Governo continuerà a
tenere i conti pubblici in ordine come ha fatto finora con una
politica prudente, coniugando il rigore con l’equità e con il
sostegno allo sviluppo. Voglio ripeterlo: non aumenteremo le tasse.
Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani! Invece
cercheremo con ogni mezzo di combattere le spese eccessive e
naturalmente l’evasione fiscale.
Sino ad oggi siamo riusciti a tutelare le famiglie, a tutelare i
ceti più deboli, a tutelare le imprese, soprattutto quelle piccole
e medie, con provvedimenti mirati, con provvedimenti concreti ed
efficaci. Continueremo a farlo, nei limiti delle possibilità
naturalmente del nostro bilancio, portando avanti la politica di
buonsenso che abbiamo portato avanti negli ultimi due anni e con
una gestione economica che, mantenendo in ordine i conti pubblici
-questo è stato importantissimo- ha messo il nostro Paese al riparo
dalla crisi, e credo che questo merito ce lo debbano tutti
riconoscere, ci è stato riconosciuto da tutte le autorità monetarie
internazionali, anche quelle più severe.
Per il futuro continueremo a rispettare gli impegni che l’Unione
Europea impone a tutti i Paesi europei e cioè una riduzione del
deficit, del nostro disavanzo per il 2011 e per il 2012.
E questo per noi significa passare dall’attuale 5% di deficit
rispetto al nostro Prodotto Interno Lordo, al 3% nel 2012.
Faremo questa manovra e quando l’avremo messa a punto, quando sarà
definita in tutti i suoi aspetti, la faremo conoscere a tutti gli
italiani nel modo più diretto, nel modo più trasparente.
Invece penso che alimentare ogni giorno il pettegolezzo su questi
argomenti sia una grave responsabilità da parte
dell’opposizione.
Voi sapete bene che se il nostro Governo avesse seguito anche solo
una parte delle richieste di questa opposizione, cioè più spese,
più debito, l’Italia sarebbe finita come la Grecia, cioè sarebbe
finita male, molto male.
Noi invece abbiamo garantito la credibilità dei nostri Bot e Cct
sul mercato finanziario internazionale, che continua a investire
nei titoli del nostro debito pubblico e così facendo abbiamo
tutelato il risparmio delle famiglie, abbiamo assicurato la
pensione a quasi 17 milioni di pensionati, abbiamo assicurato lo
stipendio a 3 milioni e mezzo di dipendenti pubblici, senza mai
mettere le mani, voglio ripeterlo, nelle tasche dei
contribuenti.
Quindi, agendo sempre come il buon padre di famiglia che cerca di
non spendere più di quello che riesce a portare a casa, il nostro
Governo ha operato cercando di diffondere continuamente ottimismo e
fiducia. Perché senza ottimismo, senza fiducia, non si va avanti,
non si va da nessuna parte. Con gli ammortizzatori sociali, che
abbiamo esteso per la prima volta anche ai lavoratori autonomi,
abbiamo assicurato un sostegno a tutti coloro che hanno perso il
lavoro a causa della crisi. Cioè lo Stato non ha lasciato solo
nessuno. Abbiamo riportato lo Stato a fare lo Stato come ben
sapete, per risolvere le emergenze dai rifiuti di Napoli e della
Campania, per risolvere il dopo terremoto de L’Aquila, dove in
appena 150 giorni abbiamo costruito abitazioni confortevoli e
sicure per 30 mila abruzzesi a cui il terremoto aveva distrutto la
casa. Ma non solo questo.
Abbiamo rilanciato il programma delle grandi opere, dal Passante di
Mestre ultimato al Mose che è al 64% della sua realizzazione, fino
all’avvio del Ponte sullo Stretto che sarà un’opera epocale.
Abbiamo modernizzato le ferrovie con l'alta velocità che avevamo
iniziato nel 1994 e oggi lo straordinario “Freccia rossa” collega
Milano a Roma in meno di tre ore, in due ore e 45 minuti.
Ecco questi sono soltanto alcuni degli esempi di ciò che il nostro
governo ha realizzare in questi due anni di lavoro. E sono però
fatti concreti, per certi versi epocali, destinati a restare nella
nostra storia.
Quindi ricordatelo, ricordatelo a chi continua ad accusarci di
avere fatto poco. La sinistra continua a mettere in pratica una
massima che mi sembra sia di Voltaire: “Calomniez, calomniez
quelque chose restera” cioè “Calunniate, calunniate, qualche cosa
resterà”. Noi invece non denigriamo, non insultiamo nessuno, non
insultiamo i nostri avversari. E’ un altro segno del nostro
buonsenso, della nostra esperienza, della nostra capacità di
fare.
Continueremo così.
Auguro quindi a tutti Voi di riuscire a realizzare tutti i sogni e
tutti i progetti che avete nella mente e nel cuore.
Per Voi, per le aziende in cui lavorate e per i Vostri cari.
Ancora grazie.


DOMENICA 29 NOVEMBRE 2009
ORE 10.00
PIAZZA VITTORIO EMANUELE

La GIOVANE ITALIA LAINATE si mobilita
per difendere l'esposizione del Crocifisso nelle scuole contro la
sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, che vorrebbe
relegare le nostre radici, la nostra identità e i nostri valori
religiosi e laici del rispetto, della tolleranza, dell'umiltà
espressi dal Crocifisso, a dispetto del comune sentire degli
italiani, oltre che della maggior parte degli europei.
Il Governo italiano ha deciso di ricorrere tempestivamente contro
la sentenza di Strasburgo.
la GIOVANE ITALIA vuole sostenere l'azione del governo a tutela di
un simbolo di portata universale e di grande valore umano, in
risposta alla miopia dei giudici laicisti di Strasburgo.
Con questa raccolta firme, tutti aderiremo ad un'azione doverosa
che sarà un passo importante per confermare le nostre radici
culturali e religiose, fondamento della civiltà e della democrazia
italiana ed europea.
Michele di Iasio

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Amministrative
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Provinciali
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Comunali

Provinciali

Casa del
Welfare
La sinergia tra Inps, Inail e Inpdap
avra' come obiettivo un accordo piu' ampio che porti alla
realizzazione della ''casa del Welfare'', cosi' come indicato dal
ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali.
Per costruire la ''casa del Welfare'' e' stato tracciato un
percorso condiviso di standardizzazione di processi e di sistemi,
che possa, nel tempo, poi consolidare attivita' e risorse in
un'unica sede fisica.
L'anno 2009 vedra' la nascita dei primi progetti pilota su scala
regionale.
Nel triennio 2010-2012 avverra' la graduale estensione del progetto
per giungere alla nascita di un'unica ''casa del Welfare''.
Davide
Boni per Gianluigi Carnovali
(Assessore Urbanistica e Territorio Regione Lombardia)
Clicca sulla
lettera per ingrandirla






Foto del Gazebo del 3 giugno 2009
(Candidati Presenti: Anzani, Cattaneo, Lattanzio, Mancini,
Smachetti)

Foto scattate da: Smachetti Alessandro
(Guarda tutte le foto della serata)
Serata allo spazio Antologico a
Milano.
Oltre alla Candidata alle elezioni Europee RONZULLI
LICIA
sono intervenuti tutti i "GRANDI" e i Candidati Sindaci del Popolo
della Libertà.
Ovviamente il PdL di Lainate
non poteva mancare
Come non Poteva Mancare Silvio Berlusconi
Scarica le foto ad alta definizione
Grande successo per la serata
allo Show Down Caffè di Lainate.

Foto scattate da: Smachetti Alessandro
(Guarda tutte le foto della serata)
Durante la presentazione dei
Candidati del PdL di Lainate sono intervenuti:
Ignazio La
Russa
il Candidato Sindaco di Lainate Gianluigi
Carnovali
Carlo Fidanza
Dott.ssa Carmen Colombo
Stefano Maullo
Scarica le foto in alta
Definizione (circa 205
MB.)


(I candidati al consiglio Comunale di
Lainate)
Ieri sera alla biblioteca Comunale di
Lainate (Sala Capriate)
sono stati presentati i Candidati del popolo della
libertà di Lainate.
In questa occasione sono venuti a darci il loro sostegno ed
incoraggiamento
esponenti politici di spicco:

Sen. Mario Mantovani
(Sottosegretario di
Stato)
Licia Ronzulli
(Candidata al Parlamento
Europeo)

Dott.ssa Carmen
Colombo (Candidata del PdL
alla provincia di Milano)
Sante Zuffada
(Consigliere Regionale "Regione
Lombardia")

Lara Comi
(Candidata al Parlamento
Europeo)
Mercato di
Barbaiana

(Gazebo Organizzato da Mancini e Superchi)
Guarda tutte le foto!
Piazza Vittorio
Emanuele
(Gazebo Organizzato da Anzani e Smachetti)
guarda tutte le foto!

(La Candidata alle Europee Licia Ronzulli
sarà presente
lunedì 18 maggio presso la biblioteca comunale di
Lainate)
Supera a
malapena il metro e 60 e non indossa mai la gonna. È carina, certo,
ma a prima vista colpisce di più il suo aspetto risoluto.
Licia
Ronzulli, quasi 34 anni,
insieme con Lara Comi e Barbara Matera, è una delle tre giovani
nuove candidate dal Pdl alle elezioni per il Parlamento europeo.
Non lavora nel mondo dello spettacolo né, come qualcuno ha
azzardato, ha mai fatto la massaggiatrice. È una dirigente
sanitaria che ha iniziato come infermiera.
Intorno alla definizione delle
liste ci sono state molte polemiche, soprattutto riguardanti le
presenze femminili. Qualcuno vi ha definito “veline”, Veronica
Berlusconi ha addirittura parlato di
“ciarpame”…
Tutto quello
che si è detto prima della presentazione delle candidature era
frutto di supposizioni. Certi nomi non credo siano mai stati
considerati, anche se a qualcuno ha fatto comodo
sbandierarli.
La
sensazione è che si sia fatta pulizia per non assecondare le
chiacchiere. È così?
Sono tutte malignità. I candidati che il Pdl ha scelto sono la
conseguenza di un’attenta selezione effettuata su mandato del
comitato di presidenza del Popolo della libertà ai tre coordinatori
nazionali e che nulla ha a che fare con la lettera della signora
Berlusconi. Io, comunque, non mi sono mai sentita coinvolta dalle
polemiche.
Quali
pensa siano le qualità per cui lei è stata
scelta?
Sono una giovane
donna con un curriculum professionale di tutto rispetto. Ci tengo
che sia chiaro: non sono la massaggiatrice facciale né la
fisioterapista di nessuno. Ho cominciato a fare l’infermiera 15
anni fa: dovevo pagarmi gli studi. Oggi mi occupo del coordinamento
delle professioni sanitarie di un’area critica dell’Irccs-Istituto
Galeazzi di Milano, un ospedale dove si svolge un’importante
attività di ricerca nell’ambito delle malattie dell’apparato
locomotore.
Da
quanto tempo conosce Silvio Berlusconi?
L’ho incontrato nel 2004, in occasione del decennale di Forza
Italia. Sono andata a presentarmi insieme con mio marito.
Quattro anni dopo il presidente
del Consiglio l’ha candidata alle elezioni politiche nelle Marche e
adesso alle europee. Come crede di aver conquistato la sua
simpatia?
Più che la sua simpatia credo di avere conquistato la sua stima.
Credo che sia stato convinto dalla passione con cui gli ho parlato
della mia professione e del mio impegno nel volontariato
missionario in Bangladesh.
Più
precisamente?
Progetto sorriso nel mondo: un’associazione, senza colore politico,
che opera in Bangladesh e in Congo. Curiamo le malformazioni
craniofacciali: nella cultura indù determinano l’emarginazione
dell’intera famiglia. Per questo, dopo l’operazione, li aiutiamo a
reinserirsi nella società.
Se ne
occupa in prima persona?
Ogni anno, a novembre, mi metto in aspettativa non retribuita o in
ferie e parto. Fa molto bene anche a me aiutare chi soffre. Ti fa
sentire migliore.
Dal
Bangladesh a Strasburgo: suo marito l’appoggia
sempre?
Condividiamo tutte le scelte: non avrei mai pensato di potermi
allontanare da lui se non fossi strasicura che è dalla mia parte.
Credo che, prima di tutto, una moglie debba essere l’alleata di suo
marito.

Nell'area riservata
del sito potete scaricare i vostri santini.
se non avete ancora ricevuto la password
contattatemi




Lainate
non è più un paesello di
provincia...
Lainate è una Città di oltre 25.000
abitanti.
Solo i Partiti Politici hanno le capacità di farla crescere e
migliorare.
Per il Bene di Lainate,
Vota il Partito del
Popolo della Libertà.
Giovedì 30 Aprile
2009 presso l'Auditorium di Barbaina è stato
presentato il Candidato Sindaco per il Comune di Lainate:
il Sig. Gianluigi Carnovali.


Clicca sulla Foto
per scoprire la nuova
Sezione Amministrative 2009:
www.pdllainate.it

Il più grande partito europeo dei
moderati, formatosi dalla confluenza di quei partiti che si
riconoscono nei valori della nostra tradizione cristiana, nei
valori irrinunciabili della vita, della libertà, della giustizia,
della tolleranza, della solidarietà, che sono tutti condivisi dalla
grande famiglia politica del Partito Popolare Europeo.
Il Popolo della Libertà è nato dalla libertà, per un paese sempre
più moderno, più giusto, che poggi le sue fondamenta nello sviluppo
economico e nella solidarietà.
Ha come obiettivo principale una società di persone libere e
responsabili, in grado di prendere in mano il loro futuro, anche a
Lainate soffia già il nuovo vento del PdL.
Esso si pone come fulcro per quei partiti che si riconoscono nelle
radici umanistiche ed illuministiche della nostra cultura classica,
e che condividono l'idea politica di coalizzarsi per concorrere
alla vittoria dell'elezioni amministrative del prossimo mese di
giugno, al fine di poter finalmente realizzare quel buon
governo tanto atteso da tutti i cittadini Lainatesi.
Grande è l'impegno esplorativo e valutativo alla ricerca di
sentieri possibili che portino ad una coalizione di governo senza
pregiudiziali di nessuna sorta.
Anche se non mancano spinte individualistiche di alcuni gruppi che
tendono a contrastare il clima intrapreso di grande
concordia.
Esiste ancora un'etica, ossia l'attività morale nelle
manifestazioni della vita pratica?
Noi rivendichiamo un grande motivo di orgoglio. Crediamo che
il Comune debba essere il servitore del cittadino e non
viceversa.
Perseguiamo pertanto il solo obiettivo di bene supremo di
tutta la cittadinanza di Lainate, con l'unico scopo di migliorarne
i vari aspetti sociali, amministrativi ed
economico-finanziari.
Come a livello nazionale Il PdL è stato definito il partito degli
Italiani, a Lainate lo vogliamo definire il partito dei
Lainatesi!


Causa
Effetto

Clicca sulla Foto per scoprire la
nuova Sezione Strumenti Utili del Sito:
www.pdllainate.it

Clicca sulla Foto
per scoprire la nuova Sezione Filmati del Sito:
www.pdllainate.it

Concluso
da pochi minuti il Congresso del Pdl, con l’acclamazione per
“alzata di delega” di Silvio Berlusconi a Presidente, discorso
durato poco più di 60 minuti, e come aveva fatto venerdì, il
premier, nel suo intervento di chiusura al congresso romano, ha
toccato diversi temi, ed ha esordito dicendo: “Non esagerate,
perché l’emozione e la commozione a una certa età possono far
male…”.
Nasce ufficialmente al congresso della Fiera di Roma il Popolo
della Libertà. I 6mila delegati hanno infatti eletto Silvio
Berlusconi presidente del nuovo partito all’unanimità. A far votare
il Congresso, a invitare i delegati ad alzare il cartellino e,
infine, a proclamare l’elezione di Silvio Berlusconi è stata
Giorgia Meloni. In sala hanno poi iniziato a sventolare bandiere
tricolore e del Pdl.
Il rilancio: “Costruire ancora un miracolo italiano”
-
Berlusconi rilegge ai delegati del congresso del suo partito il
testo del suo primo appello, quello della ‘discesa in campo’ del
1994. Lo legge da una carta-pergamena che e’ stata regalata a tutti
i partecipanti del congresso.
”Vi regalo - dice Berlusconi - la carta-pergamena del mio primo
appello”. E inizia a rileggere sorridendo sul finale mentre
scandisce le parole: ”Dobbiamo costruire insieme un nuovo miracolo
italiano”.Sul
significato del nome del partito
“popolo perche’ la sovranita’ appartiene al popolo”, ribadisce il
Cavaliere, “liberta’ perche’ e’ il nostro valore di riferimento”.
Il premier mette in risalto i valori di riferimento di quello che
“altri chiamano il berlusconismo con buona parte di chi vuole
denigrarci”.
Il presidente del Consiglio sottolinea che “la persona deve venire
prima dello Stato” e parla della “difesa della famiglia
naturale”.
“Sono un po’ matto davvero” -
”Gianfranco Fini mi ha fatto i complimenti e mi fa piacere il
riferimento alla lucida follia. Ha colto nel segno, senza il Pdl
non sarebbe mai nato. Grazie davvero”:
cosi’ Berlusconi, all’inizio del discorso dal palco del
Congresso.
”Grazie per questo attestato. Un po’ matto - dice ancora il
Cavaliere - lo sono stato davvero”. Il
premier cita poi ancora una volta Erasmo da Rotterdam,
sottolineando di condividere il suo pensiero:
”la vera saggezza non scaturisce dal ragionamento, ma dalla
lungimirante visionaria follia, che credo mi abbia guidato in
questa avventura politica”.
“Porteremo l’Italia fuori dalla crisi” -
”Portare l’Italia fuori dalla crisi’‘.
E’ la ”prima, indefettibile missione” che Silvio Berlusconi indica
per il governo. Una crisi, torna a sottolineare, provocata da ”un
virus che viene dagli Stati Uniti”. Il
presidente del Consiglio rivendica i risultati del governo come
”innegabili successi, frutto della politica del fare”.
Ma sottolinea anche come ora si debba ”rivolgere lo sguardo al
futuro, stabilire le priorita’ per governo, maggioranza
parlamentare e partito”. L’obiettivo e’ quello di realizzare la
”rivoluzione liberale” che deve servire a mettere ”la persona prima
dello Stato”.
L’impegno per le donne -
In Italia esiste una ”questione femminile”, che parte dalle
differenze di salario rispetto ai colleghi maschi e dalla carenza
nella rappresentativita’ e il Pdl ha intenzione di intervenire per
trovare una soluzione.
”Il Pdl - ha detto Berlusconi - ha dato un primo segno di
rinnovamento alle ultime elezioni con molte donne candidate che
hanno anche ruoli importanti, ve ne sarete accorti anche qui al
congresso. Esiste una questione salariale, esiste una questione
femminile sulla rappresentanza”.
”Noi - ha concluso - abbiamo fatto da subito una legge sulla
violenza sulle donne che e’ gia’ stata approvata in un ramo del
Parlamento e tra questo e il mio precedente governo abbiamo varato
7 leggi in difesa delle donne, i governi precedenti non ne hanno
fatta nemmeno una. Vogliamo fare ancora di
piu”’.
“Rivitalizzare
la Costituzione” -
“Dobbiamo rivitalizzare e arricchire” la nostra legge fondamentale
dello Stato, dice Berlusconi.
Il presidente del Consiglio prende spunto dalle parole di
Gianfranco Fini:
“Una delle missioni della nostra maggioranza e’ ammodernare
l’architettura istituzionale dello Stato. Ha ragione Fini quando
usa la metafora del calabrone e della farfalla. Ora e’ il tempo di
passare dal calabrone alla crisalide ed e’ tempo che la crisalide
diventi finalmente farfalla. Noi faremo di tutto perche’ la
farfalla, che rappresenta la nuova Italia, spicchi il suo
volo”.
“La sinistra ferma le riforme…” -
E’ colpa di una ‘’sinistra irresponsabile” se le riforme
costituzionali sono rimaste al palo, dice Silvio Berlusconi. Quella
sinistra ”che oggi plaude a chi chiede riforme’‘ e
che invece, secondo il premier,
”nel 2004-2005 ha impedito con il suo no” di
realizzare la riforma costituzionale scritta dal centrodestra e
arrivata fino alla seconda lettura dell’esame parlamentare. Una
riforma, ricorda Berlusconi, che andava dalla devolution, al
rafforzamento dei poteri del governo, alla fine del bicameralismo
perfetto, al Senato delle Regioni.
“…ma noi andiamo avanti” -
Se, sulle riforme,
”ci sara’ un atteggiamento di confronto, saro’ il primo a
rallegrarmene e a darne atto ai leader della minoranza; ma nel
frattempo la nostra maggioranza e il Popolo della Liberta’ non
possono sottrarsi al dovere di fare la loro parte, sciogliere
questo nodo e offrire agli italiani la soluzione per un governo che
governi e un Parlamento che controlli”,
ha detto ancora Berlusconi ribadendo l’urgenza di modificare la
seconda parte della Costituzione, ‘’senza
stravolgerla”.
“Ridurremo le tasse col federalismo” -
‘‘Il
federalismo, quando sara’ a regime, portera’ a una riduzione delle
spese inutili. Tutto cio’ che sara’ risparmiato verra’ utilizzato
per diminuire le tasse”, ha
detto ancora il presidente del Consiglio. Berlusconi ha detto che
il federalismo ‘‘non
e’ un tributo pagato alla Lega”, ma ”qualcosa su cui abbiamo
profondamente creduto”.
“Rafforzare i poteri del premier” -
”Il Paese ha bisogno di governabilita’, l’esperienza recente ci ha
dimostrato” quante
responsabilita’ siano in capo al premier al quale vanno
attribuiti
”maggiori poteri rispetto a quelli attuali che di fatto sono
inesistenti, finti”, ha
detto il premier parlando ancora dal palco del congresso del
Pdl.
“Mi candido alle Europee” -
Silvio Berlusconi ribadisce che sara’ capolista del Pdl alle
prossime europee e sfida Dario Franceschini a fare altrettanto
perche’ un vero leader e’ cosi’ che si comporta.
“Io non ho esitazioni ad impegnarmi concretamente alle prossime
europee. Un leader deve avere il coraggio di farlo. Dicono che e’
una candidatura di bandiera? Ma e’ una bandiera dietro la quale
ogni vero leader chiama a raccolta il proprio popolo. Sarebbe bene
che anche un leader dell’opposizione, se esistesse un leader,
facesse altrettanto“,
scandisce il presidente del Consiglio.
La chiusura del Congresso
- Il
congresso del Pdl finisce con una ‘foto ricordo’: tutti i big del
Pdl sul palco, chiamati da Silvio Berlusconi attorno a se’ come
membri dell’ufficio di presidenza.
”Gradirei avere le dame qui vicino”,
dice il neo eletto presidente del Pdl, chiamando le ministre
Giorgia Meloni, Stefania Prestigiacomo, Mara Carfagna e Mariastella
Gelmini. Sul palco sale anche il coro: prima canta l’inno alla
gioia, poi l’inno di Mameli, e tutto il gruppo dei big (ministri,
governatori, capigruppo) si unisce. Finiti gli inni, parte la
canzone ”Meno male che Silvio c’e”’, che chiude la tre-giorni della
Fiera di Roma che ha sancito la nascita del Popolo della
Libertà.

Diretta del 1°
Congresso Nazionale del Popolo della Libertà
la diretta
avrà inizio venerdì alle 17




Care donne di Lainte,
il Dr. Fabrizio
Grignani è stato veramente
felice di festeggiare la festa della donna con voi in piazza a
lainate.
(per vedere tutte le foto cliccare
Qui)

| Per approfondire, vedi la voce |
Sabato 17 Gennaio 2009 si è svolto il
Consiglio Comunale Aperto presso l'Auditorium del
Centro Civico di Barbaiana.
Ordine del giorno "DECRETO
GELMINI E RIFORMA SCOLASTICA"
(Intervento del
Prof. Franci Franco)
In questa occasione
abbiamo voluto fare chiarezza ed
abbiamo invitato due esperti del PDL del settore scuola
;
Prof. Franci Franco e il
Prof. Scalese
Angelo .
“Slogan Oxfordiani a
parte, si spera che
qualcuno abbia finalmente capito gli intenti della
Gelmini.”
(Intervento del
Prof. Scalese Angelo)
Qui sotto vi riporto un articolo scritto dal
Prof. Scalese
Angelo che riassume tutti i
punti trattati anche in Consiglio Comunale.
La riforma della scuola

Il ministro Mariastella Gelmini é partita con il piede giusto e
sta facendo davvero un buon lavoro.
L' introduzione dell' educazione civica, il maestro unico, il voto
in condotta, la sostituzione dei giudizi con i voti, sono tutti
provvedimenti che da insegnante ho sempre sognato ed ora che sono
andato in pensione me li vedo arrivare a tempo scaduto. Non
importa, sono contento lo stesso perché ne trarranno vantaggio i
miei colleghi e soprattutto gli allievi che finalmente potranno
frequentare una scuola un po’ più seria. Chi non vive nella scuola
non può capire quanto siano necessari questi
provvedimenti.
Partiamo
dal maestro unico. Dicono
che si vuole distruggere una scuola elementare che funziona a
meraviglia.Citano i dati OCSE che
collocherebbe la scuola elementare italiana ai primi posti nel
mondo. I dati OCSE dicono che i ragazzi di 15 anni sono agli ultimi
posti nella classifica mondiale in quelle abilità come la lettura
che si apprende alle elementari. Il deficit in matematica e scienze
viene attribuito alla sperequazione tra discipline umanistiche e
scientifiche. Purtroppo i nostri ragazzi non eccellono né nelle
materie umanistiche né in quelle scientifiche.All' inizio di ogni anno
scolastico ho sempre fatto la prova di lettura ai ragazzi
di prima media.
Poco meno di metà classe non sapeva leggere. Dopo cinque anni di
scuola elementare buona parte degli alunni non sa fare le divisioni
a una cifra, non riconosce le più semplici figure geometriche piane
e non sa le tabelline. Lo scorso anno ho provato a
chiedere agli alunni di seconda media: dove si trova Pordenone?
Qualcuno ha risposto: “in Calabria”. Allora mi sono spinto
oltre ed ho chiesto: "in provincia di Cosenza o di
Catanzaro?". Metà classe ha risposto Cosenza e l' altra metà
Catanzaro. Andando avanti nell' indagine ho scoperto che il
frumento costa di più del grano e che il granoturco è
diverso dal mais perché ha i semi più piccoli. Il dato
preoccupante di questa inchiesta domestica è che i ragazzi si sono
giustificati dicendo che
quelle cose non le avevano mai studiate. E’ possibile che in
cinque anni di scuola non ci sia il tempo per imparare quelle
nozioni di base che evitano ai ragazzi di sentirsi dei somari? Chi
è impegnato a decifrare i fonemi durante la lettura, non riesce a
cogliere il senso di quello che legge. E’ più importante saper
leggere bene o imparare a fare i pupazzi con la pasta di sale e a
dipingere, con la tecnica dell’ imbianchino, enormi tabelloni che
richiedono ore ed ore di lavoro? Quando dalle elementari arrivano
ragazzi in queste condizioni, c'è poco da fare. Il loro destino
scolastico è già compromesso. Dopo il triennio delle medie avranno
imparato a leggere e sapranno fare le divisioni, ma raramente
sapranno applicare le proporzioni nei problemi o sapranno applicare
il teorema di Pitagora all'esame di terza media. Dopo anni di
studio della lingua inglese, solo due o tre alunni per
classe riuscivano a rispondere alle semplici domande dell'
insegnante di lingue durante esami orali ai quali ho assistito
nella mia lunga carriera di insegnante. E le mie non erano scuole
del sud!Se si vanno a leggere i
programmi delle elementari c'è da rimanere stupiti. Un maestro
dell' area scientifico-matematica, nel suo programma aveva inserito
il calcolo statistico, lo studio di funzioni e i linguaggi di
programmazione. Una cosa impressionante, neanche fossero all’
università.
La domanda che mi pongo,
però, è questa:
chi ci garantisce che il maestro unico funzioni meglio dei tre
insegnanti su due classi? E poi, sapranno i maestri di adesso
essere bravi come quelli di una volta?
Io ritengo di si. Il
maestro di una volta faceva solo le magistrali mentre quelli di
adesso sono tutti laureati nelle discipline che formano non solo l’
insegnante, ma che ne fanno anche un ricercatore nel campo della
didattica (Il maestro non studiava Chomsky e la grammatica
generativo-trasformazionale). Bisogna dire poi che i contenuti
delle scuole elementari non sono così impegnativi da creare delle
difficoltà a chi deve insegnarli. Diverso è il discorso per le
medie e per le superiori. Un docente che ha studiato 30 anni fa la
teoria atomica di Plank e di Bohr avrà la necessità di conoscere
come si è evoluta la teoria della cromodinamica quantistica.
Oggi la ricerca ha fatto progressi notevoli in
moltissime discipline, sono nate nuove discipline come le
biotecnologie e le nanotecnologie e tutto questo richiede un
aggiornamento dei docenti proprio sui contenuti. Gli aggiornamenti
proposti a scuola, invece, spaziano dal corso sulla sicurezza a
quello sul pronto intervento a quello sulla privacy! C’è da
mettersi le mani nei capelli. Assodato che il maestro unico è in
grado di insegnare tutto, perché non deve valere il detto:
“three is meglio che one” ?Perché uno costa meno?
Anche! Perché scandalizzarsi del fatto che si risparmino i
quattrini del contribuente e si utilizzino magari per rendere più
decorose le scuole in cui andiamo ad insegnare? Ma non è il solo
buon motivo! Nella maggior parte dei casi le maestre vanno d’
accordo e spendono non poche ore per fare la programmazione, ma non
sono isolati i casi in cui le maestre non si trovano d’ accordo su
come lavorare insieme e allora son dolori. A volte la diatriba
sfocia in una guerra all’ ultimo sangue con seguito di dispetti
reciproci, i genitori che si schierano con l’una o l’altra fazione
e chi ci rimette? quel povero Cristo di bambino che si trova a
vivere in un clima che gli rende angoscioso l’ andare a scuola.
Quando invece regna l’ armonia, allora si esagera nelle cortesie e
si tende a strafare per dimostrare di essere gli insegnanti più
bravi del mondo, oppure si continua in classe quella programmazione
che nelle ore previste non è stata esaurita perché le ore non
bastano mai, anche se non riesco proprio a capire come si fa ad
occupare ben due ore settimanali per la programmazione! Un altro
motivo per cui uno è meglio di tre è dovuto alle simpatie che l’
alunno prova per l’una o l’ altra insegnante. Se l’ insegnante di
matematica è simpatica all’ allievo sarà simpatica anche la
disciplina e viceversa. Si potrà eccepire che se l’ insegnante è
antipatico il bimbo andrà male sia nell’ una che nell’ altra, ma
non è così. Quando un alunno va male in una disciplina e va bene
nell’ altra, il genitore ha la prova provata che la colpa è della
maestra cattiva perché con l’altra il figlio va bene e questa è la
rovina. Con il maestro unico se l’ alunno va male in qualsiasi
materia, il genitore lo mette sotto e lo fa studiare di più. Sia
ben chiaro che con il maestro unico, muore il modello scolastico
che Bertagna ha inserito nella riforma Moratti.Cosa
dice Bertagna in sintesi? Dice che lo studio per
materie porta al contenutismo fine a se stesso. Dice che l’
apprendere è bello e tutti gli uomini lo vogliono sperimentare (
non so perché ma mi ricorda tanto Padoa Schioppa quando diceva che
pagare le tasse è bello). Ci farei una scommessa, ma sono sicuro
che Bertagna non è mai entrato in una classe ad insegnare
altrimenti non direbbe queste cose. Dice anche che quando si
insegna una disciplina in realtà se ne insegnano molte altre e che
bisogna avere la coscienza di ciò che si trasmette all’ allievo.
Nel processo di apprendimento non è in gioco soltanto il si insegna
(il sapere), né soltanto il ma conta altrettanto il . Egli
distingue
le conoscenze dalle abilità e dalle competenze. La riforma Moratti, che è
permeata da questi contenuti, ha mandato in soffitta i vecchi
programmi calati dall’ alto ed ha introdotto le più macchinose
“unità di apprendimento”. Ogni allievo ha diritto ad un piano di
studi personalizzato. I genitori, insieme ai docenti, programmano e
concordano tale percorso. Se l’ allievo ha acquisito, anche fuori
dalla scuola, delle competenze (certificate da chi, dal genitore?),
queste devono essere allegate al “portfolio delle competenze”.
Questa è la riforma Moratti. E’ demagogico dire che un allievo ha
diritto ad un percorso didattico personalizzato in una classe con
27 alunni? Per carità! E’ una bestemmia!Questa è stata la mazzata
finale data addosso ad un docente sempre più in crisi, sempre più
incapace di stare in classe e di trovare motivazioni per fare un
lavoro delicatissimo e fondamentale per lo sviluppo di un
Paese. Per certificare le competenze, vale a dire per
dimostrare che le conoscenze e le abilità apprese vengono
utilizzate dall’ allievo in un contesto applicativo, è necessaria
l’ attività laboratoriale. Questi ultimi anni sono stati tremendi
per i docenti. Come si fa a certificare le competenze se non si
fanno le attività laboratoriali? Si inventa! Si sono fatte le
sedute psichiatriche per realizzare le “unità di apprendimento”.
Ogni insegnante ci metteva quello che aveva capito della riforma.
Risultato? Si cercava di scopiazzare dai modelli che pubblicavano
le varie riviste, ma il risultato di tutta questa confusione quale
è stato? La scuola italiana è balzata ai primi posti nella
classifica mondiale? Neanche per sogno. Se non siamo peggiorati,
siamo rimasti li.
Cosa
dicevo sulla riforma Moratti? La colpa non è dei
Ministri che di volta in volta si accingono a riformare la scuola
se non si riesce mai a capire il senso che hanno i cambiamenti che
ci propongono, (pensiamo al progetto Berlinguer che prevedeva
contemporaneamente l’ iscrizione alla prima superiore delle seconde
e delle terze medie con un fantasioso meccanismo di estrazione a
sorte sostitutivo della promozione), ma nel significato equivoco
che assume la parola “riforma”. Anzi è il prefisso “ri” che è poco
serio rispetto a molti altri che svolgono un ruolo ben preciso ed
inequivocabile. Se infatti viene anteposto alla parola nascere
assume il significato (metaforico) di nascere una seconda volta.
Basta porlo davanti a muovere che assume ben altra funzione. Se
pensiamo a cosa combina davanti a gettare e ferire ci accorgiamo
che è un prefisso di cui non ci si può fidare. Limite del
linguaggio, dove Wittgenstein si è arreso e dove Aristotele è
naufragato tra anfibolie e paralogismi, che assolve ogni
Ministro dal dover compiere qualcosa di sensato nel mettere mano
alle questioni che riguardano la scuola.
Eppure questa sembrava la
volta buona. Finalmente prevale il pragmatismo!Messi da parte i grandi
pensatori, quelli che sanno di: Piaget, Tyler, Bloom, Gagnè,
Skinner, Guilford, Mager ( mi scusino gli altri se non li ho citati
), si ripristina il voto di condotta perché finalmente qualcuno è
entrato nelle classi ed ha capito che metà del tempo del docente
viene speso per inutili interventi disciplinari.Benissimo! Si sono accorti
anche che il docente vigilante in mensa è sprecato? Ma bene! Vuoi
vedere che stavolta fanno piazza pulita di tutti quei progetti che
hanno ridotto la scuola a livello di oratorio in cui i docenti si
improvvisano, senza alcuna abilitazione specifica, esperti di
teatro, di informatica, di scacchi, di erboristeria, di
cinematografia e così via? Non sembra vero! Finalmente qualcuno ha
capito che il tempo che impieghi a studiare gli scacchi ti manca
poi per il teorema di Pitagora. Da anni, infatti, arrivano alle
medie ragazzi che sanno tutto sulla riproduzione delle piante
perché hanno seguito il progetto “adottiamo un giardino” ma
non sanno leggere e scrivere.In questa mia
rappresentazione
perspicua dei problemi scolastici non
può mancare una lamentatio
sullo studio
delle lingue straniere.Le classi di prima media
vengono formate con alunni che hanno studiato, alle elementari, la
lingua inglese, altri che hanno studiato il francese, altri lo
spagnolo e altri ancora il tedesco. In base a quale criterio? Il
criterio della maestra. Ma che criterio è? E’ il criterio che se
una maestra ha fatto il corso di 600 ore di tedesco il bimbo impara
il tedesco e se lo ha fatto di francese impara il francese. Ma è
sicuro che la maestra dopo 600 ore sappia insegnare le lingue e
soprattutto è sicuro che l’alunno le impari? Che importa. Tanto
poi, quando arriva alle medie, ricomincia tutto daccapo. L’esito?
Basta assistere agli esami di terza media: dopo otto anni di studio
delle lingue il povero allievo non riesce a mettere due parole in
croce in nessuna delle tante lingue studiate. E i genitori sono
anche contenti perché i loro figli hanno fatto il bilinguismo e il
progetto lingua 2000.Non fatemi tirare in ballo
Lenneberg e Chomsky per documentare quanto siano importanti i primi
anni di età per l’apprendimento delle lingue, sicuramente non
mancano al Ministero quelli che ne conoscono anche di altri, fatemi
dire però che non ha senso far insegnare le lingue alle maestre che
hanno fatto un semplice corso, quando abbiamo una fila
interminabile di laureati in lingue straniere e che hanno
anche frequentato il corso di specializzazione biennale (i famosi
corsi SISS) che abilita all’insegnamento. Se le lingue venissero
studiate seguendo un percorso didattico che va dalla prima
elementare alla terza media, dopo otto anni di studio di una
lingua, l’esito sarebbe certamente diverso da quello
attuale.La lamentatio
non è completa
se non si mettono in piazza anche i problemi del tempo
prolungato.Il tempo prolungato è un
servizio? Benissimo ma perché deve essere
intermittente?Il lunedì si il martedì no.
Abbiamo scoperto che la compresenza nel tempo prolungato è uno
spreco di risorse? Utilizziamo queste risorse ed estendiamo il
tempo prolungato a tutti i giorni della settimana. Si vuole offrire
un’ opportunità in più a chi non ce la fa? Gli si imponga di
frequentare la scuola al pomeriggio visto che in Italia la
bocciatura è un tabù e le scuole professionali sono una
discriminante sociale.Se in Scienze si studiano
gli “oggetti della natura” e in Tecnica gli “oggetti
dell’uomo” perché i primi devono essere obbligatori e i secondi
facoltativi?Perchè gli insegnanti di
Educazione tecnica non possono insegnare anche scienze visto
che spesso sono costretti a spiegare prima il fatto scientifico e
poi quello tecnico?Perché con il grande
bisogno che abbiamo di parlare bene almeno la lingua inglese si
riducono le ore obbligatorie di inglese nelle scuole
medie?Si
possono risolvere questi problemi con una riforma che introduce il
criterio delle materie facoltative? E con quale criterio si
stabiliscono le materie facoltative? Con il criterio della
maestra?Non riesco proprio a capire
che senso abbia una riforma del genere.Forse,
per tornare all’inizio, il termine “riformare” sta assumendo nella
scuola italiana il significato che ha quando si va a fare la visita
per essere arruolati. Come
vedete stiamo ancora parlando degli stessi
problemi.La
Gelmini ha ripristinato il voto di condotta? Bene! Era ora!
Riuscirà a mantenerlo? Dipende anche da noi. Non dobbiamo lasciarla
sola a combattere, bisogna sostenerla e
incoraggiarla. Anzi, sul fronte della
disciplina bisogna fare ancora di più. Una volta gli allievi erano
terrorizzati dai docenti, oggi avviene il contrario. Quello che
accade nelle classi è incredibile e sono convinto che anche voi che
mi leggete pensate che stia esagerando. Ci sono classi in cui
viene l’ angoscia all’ idea di entrare a fare lezione. Prima
di ottenere il silenzio passano dieci minuti. Si entra in classe e
pare che non sia entrato nessuno, i ragazzi continuano nel loro
lavoro di pubbliche relazioni, di compilazione del diario, che poi
viene consegnato alla compagna o al compagno, c’è chi copia i
compiti per la lezione successiva oppure chi ascolta le
canzoni registrate nell’ ultimo ipod. Appena entrato in classe il
docente deve respingere l’ assalto di due o tre allievi che
chiedono di andare in bagno ad ogni cambio dell’ ora. Altri dieci
minuti servono per rispondere alle note che il docente riceve dai
genitori perché non ha mandato il figlio in bagno il giorno prima o
perché ha sequestrato il telefonino utilizzato per filmare il
sedere della compagna che sta davanti che con i pantaloni a vita
bassa mostra la marca delle mutande e non solo
(viva il grembiule obbligatorio). Dieci minuti vanno via per
verificare che nessuno ha fatto i compiti, perché ormai la maggior
parte dei ragazzi ha perso l’abitudine di studiare a casa e il
resto serve per fare lezione a quei quattro o cinque che hanno
ancora voglia di imparare qualcosa. Se un alunno manda l’
insegnante a quel paese, questi
deve avere l’ autorità di sospenderlo seduta
stante.
Oggi invece per sospendere un alunno maleducato, bisogna convocare
il consiglio di classe, far perdere mezza giornata ai colleghi
convocati e, se il regolamento lo prevede, dopo quindici giorni
arriva la sentenza: “sospensione di un giorno con obbligo di
frequenza”. E’ un non senso? Sembra incredibile ma le cose
stanno proprio così.Se vogliamo bene alla
scuola bisogna avere il coraggio di cambiare queste storture. La
scuola italiana è davvero allo sbando. Un alunno delle scuole
elementari costa ai contribuenti circa 5000 euro l’ anno, è mai
possibile che dopo aver speso 25.000 euro metà di questi non
sappiano nemmeno leggere?
La
Gelmini ha reintrodotto il voto numerico.
E’ un messaggio chiaro e comprensibile a tutti. Sapete quante ore si spendono inutilmente nei consigli di classe per mediare su giudizi in cui si litiga se l’impegno è costante, quasi costante o abbastanza costante? Non ci credete? Lo so, sembra impossibile ma è così. I giudizi mediati a colpi di aggettivi risultano, dopo estenuanti litigi, delle frasi prive di significato frutto di un contorsionismo dialettico raggiunto per stanchezza. Anno dopo anno ci siamo abituati a questo teatro dell’ assurdo e non riusciamo più a renderci conto di quanto siamo fuori dalla realtà.Non è meglio avere il maestro unico nella scuola elementare ed utilizzare il personale che avanza per dare il tempo pieno anche alle scuole medie? Se in una famiglia lavorano entrambi i genitori, i ragazzi che restano a casa il martedì e il giovedì sono abbandonati a se stessi, non hanno la mensa, sono soli a casa e potete immaginare cosa può succedere. C’ è poi la necessità di eliminare lo spreco di risorse dovute a tutte quelle attività che interrompono il lavoro che il docente fa in classe. Fin dal mese di novembre arriva il docente di musica che vuole 6 ragazzi per preparare il saggio di Natale, poi ci sono quelli che si devono allenare per la gara di pallavolo, poi c’è la collega di lettere che chiede tre alunni bravi in informatica che vengono lasciati da soli nel laboratorio a scrivere la poesia di un autore sconosciuto o a scrivere il giornalino della scuola che tiene lontano dalla classe i ragazzi per mesi. Il tutto per la gioia dei genitori e dei docenti che espongono le loro vanità durante le feste della scuola. Io che insegnavo agli allievi di prima media a fare le pagine web, a quelli di seconda a programmare i robot e a quelli di terza gli argomenti per la patente europea non ero nessuno, perché non esponevo nulla dei lavori fatti dagli allievi e le mie attività non venivano nemmeno menzionate dalla preside quando presentava la scuola ai genitori delle elementari. Eppure non credo che ci siano molte scuole in Italia dove si insegna robotica!Il problema della valutazione non si risolve solo con il ritorno al voto numerico. Nella scuola media si sono abolite le valutazioni trimestrali e introdotti i quadrimestri per dare più spazio alla didattica. Purtroppo, in numerose scuole, i presidi, presi dalla smania di tenere informati i genitori, hanno costretto gli insegnanti ad aggiungere ai quadrimestri altre due valutazioni intermedie e così ai primi di novembre, ci troviamo davanti i genitori che ci chiedono come vanno i loro ragazzi. Ora ditemi voi come si fa in un mese e mezzo a fare un pezzo di programma e valutare 25 alunni! E’ assurdo, ma soprattutto, è una gran perdita di tempo che viene sottratta all’ attività di apprendimento. Inoltre, bisogna prendere atto che la natura non fa crescere tutti gli alunni con gli stessi ritmi così come pretende la scuola. C’è chi matura prima e chi un po’ più tardi, ma questo non deve essere vissuto come un dramma né dalle famiglie e nemmeno dai docenti. Bisogna capire a cosa serve la valutazione. A volte capita che un alunno che dà fastidio in classe, non studia e si assenta molto, venga promosso per “toglierselo dai piedi” e quindi va avanti negli studi senza aver acquisito gli strumenti necessari per affrontare gli studi successivi. Ci sono dei professori che vivono la bocciatura come un insuccesso personale e hanno il terrore di essere giudicati negativamente. A me è capitata una collega di lettere che dava a tutti ottimo e distinto nel tema d’esame di terza media, per impedire al consiglio di classe di bocciare quelli che all’ orale facevano scena muta. Ovviamente molti temi contenevano errori di grammatica gravi e il contenuto era insussistente. Non sarà facile cambiare una mentalità molto radicata nel corpo docenti: si tende a giustificare sempre l’ insuccesso scolastico con motivazioni di ordine sociologico e familiare. (il bimbo non studia perché i genitori litigano tutti i giorni. Come fa un ragazzo a fare i compiti se un giorno sta a casa della mamma e un altro a casa del papa?). Per non dire del danno che fanno i Presidi impegnati a tutelare l’ immagine della scuola che votano quasi sempre per la promozione di alunni che non conoscono e non hanno mai valutato. Bisogna escluderli dalla valutazione. Ritornare alla scuola meritocratica significa promuovere gli allievi che studiano e bocciare quelli che non sanno. Di fatto la scuola italiana è già meritocratica perché, in un modo o nell’ altro, la selezione avviene comunque se pensiamo che solo il 19% degli studenti italiani arriva alla laurea. Se questo è vero qual è il problema? Il problema è che la scuola rifiuta ipocritamente di certificare il reale livello di apprendimento dell’ allievo e lo induce a un percorso scolastico che non è in grado di affrontare, condannandolo al fallimento scolastico. All’ allievo viene negata la possibilità di prendere coscienza delle proprie carenze e di porvi rimedio per tempo, arrecando un danno irreversibile allo studente e alla società. Il sistema dei debiti formativi e del recupero estivo non risolve il problema. Occorre invece ridurre, come già propone la Gelmini, l’ orario scolastico delle lezioni per trovare quelle risorse che consentono alla scuola di offrire un sistema di recuperi disciplinari che devono durare tutto l’anno. Tanto per fare un esempio. Un allievo che non ha raggiunto la sufficienza in matematica, l’ anno successivo frequenterà le ore di lezioni ordinarie e in più verrà assegnato ai corsi di recupero in cui dovrà colmare le lacune accumulate nell’ anno precedente. Ovviamente, sarà possibile sostenere questo sforzo solo per un paio di discipline; nel caso in cui le insufficienze fossero di più si dovrà ripetere l’ anno.L’ obiettivo del docente deve essere quello di attrezzare l’ allievo per affrontare il corso di studi successivi e quindi sarebbe opportuno capire quali sono le conoscenze e le competenze richieste da chi sta a monte nel sistema scolastico. Bisognerebbe procedere alla valutazione non alla fine del corso di studi ma all’ inizio. Gli allievi di quinta elementare dovrebbero fare l’ esame di ammissione alla prima media. I docenti che valutano l’ allievo sono quelli che si assumono anche la responsabilità della sua formazione e per la quale dovranno rispondere ai docenti del corso di studi successivo. Con questo sistema si introduce anche un criterio oggettivo di valutazione del docente. Non è possibile, per ragioni ovvie, che i genitori o gli allievi valutino i docenti e nemmeno il preside che pur avendone le capacità, non è in grado di capire, se non per gli aspetti marginali, legati alla capacità di tenere la disciplina in classe, quanto valga un docente quando fa lezione. Invece se un docente si assume la responsabilità di accogliere un allievo che non sa leggere, deve anche sapere che corre il rischio di consegnare al docente delle scuole superiori un allievo che poi verrà respinto perché non è stato ritenuto idoneo. Valutare i docenti in base ai corsi di aggiornamento frequentati o in base ai progetti che presenta è una sciocchezza. Ci sarebbe la corsa ai progetti e ai corsi di aggiornamento più strani, si spenderebbero soldi ma la qualità della scuola non migliorerebbe. Si dovrebbe costituire un organismo che valuti i programmi che il docente intende svolgere, mentre il preside dovrebbe controllare che questi programmi vengano effettivamente realizzati. Faccio un esempio. Se un docente di tecnologia, si ostina, e ce ne sono molti, a rifiutare di insegnare informatica, continua a proporre i soliti lavoretti di falegnameria oppure fa fare ai ragazzi i circuiti in cui si accendono le lampadine, il programma del docente avrà un punteggio più basso. Come sarà bassa la valutazione di quei docenti che svolgono la metà degli argomenti di altri, perché se la prendono comoda e il tutto risulta debitamente scritto nella programmazione. Ovviamente diventa essenziale il controllo esercitato dal preside sull’ effettivo svolgimento del lavoro progettato. Potrebbe accadere che non in tutte le scuole si riescano a realizzare le attività proposte dai docenti perché prive degli strumenti necessari; questo spingerebbe le scuole a dotarsi degli strumenti e i docenti ad andare nelle scuole in cui possono lavorare meglio.La scuola italiana va riformata profondamente soprattutto nei contenuti degli insegnamenti proposti. Bisogna anche fare in modo che i docenti che non sanno insegnare vengano dirottati su altri lavori; non si può rovinare la vita di tanti allievi solo perché non si ha il coraggio di guardare in faccia la realtà. Ci sono ancora molti docenti che non sono laureati e che sono diventati obsoleti sul piano professionale. Ci sono docenti che insegnano matematica e non l’ hanno mai studiata. Bisogna rivedere le classi di concorso e sistemare certe stranezze che si trovano solo nel sistema scolastico italiano. C’è uno squilibrio tra discipline umanistiche e scientifiche. Lo studio delle lingue dovrebbe seguire un percorso parallelo a quello scolastico, con momenti di valutazione autonome finalizzate alla certificazione dei livelli standard di apprendimento (toefel). Se un allievo frequenta per otto anni un corso di lingua straniera senza le interruzioni dovute al cambio delle classi, i risultati sarebbero straordinari. Le attività di laboratorio si dovrebbero svolgere, come già avviene nelle università, al pomeriggio, destinando la mattina all’ apprendimento delle conoscenze. Oggi accade che tra un’ ora e l’altra di lezione gli alunni si mettono in fila per andare nel laboratorio di informatica, poi c’è la fila di quelli che vanno in palestra, poi c’è la fila del laboratorio di scienze, poi la fila che va a fare musica e poi quella di artistica. Insomma un via vai di ragazzi che si spostano avanti indietro per la scuola, perdendo tempo prezioso e creando non pochi disagi e accade spesso che l’ insegnante dell’ ora successiva stia in classe ad aspettare che gli alunni tornino dalla palestra o dagli altri laboratori. Le ore del mattino andrebbero ridotte perche il periodo che va dalle 8 alle 13 e 45 è troppo lungo. Alle attività di laboratorio si potrebbero destinare i docenti non laureati, le maestre in esubero e i docenti neoassunti. C’è poi da regolamentare le attività di sostegno e le modalità di inserimento nelle classi degli alunni immigrati. Attualmente vengono inseriti nella classe in base all’ età anagrafica. Se questo non sa leggere, non conosce la lingua italiana e sta in classe ad annoiarsi non importa. Basta che socializzi. Questo è l’ imperativo della scuola di oggi!
Grande successo per la raccolta firme e per i festeggiamenti
Natalizi con i cittadini di Lainate. (Clicca
qui per vedere tutte le foto) oppure clicca sulla
foto per vedere lo slideshow.

Si
e' vista la partecipazione non solo dei giovani di Lainate , ma
anche dei rappresentanti di Azione Giovani dei paesi vicini, Arese,
Rho ecc.
Inoltre erano presenti le delegazioni di tutti i partiti di
minoranza invitati,Lega, Lista Anzani,
Lainate nel Cuore e rappresentanti dei giornali
locali.
Infine si e' suggellata ancora di piu' la profonda intesa con gli
amici e colleghi di ex-FI, con i quali si ' e' collaborato a
stretto contatto di gomito in maniera solidale e con grande spirito
di amicizia verso la buona riuscita e la realizzazione della
serata.
Interessanti,e
per alcuni versi veramente brillanti, sono stati gli interventi dei
relatori.
In particolare si e' messo in evidenza che la politica deve si'
contribuire a mettere tutti sulla stessa linea di partenza, dando
pari opportunita' , ma deve poi consentire che i migliori possano
andare avanti. Un'uguaglianza di partenza per tutti , non
un'uguaglianza di arrivo per tutti! Con una sana competizione che
ci distingue fondamentalmente dalla sinistra, che porta invece alla
massificazione ed all'appiattimento della societa'!
I giovani, e' stato poi detto,si devono aggregare sui temi della
politica, devono fare gruppo e corporazione , al fine di difendere
i loro interessi come cittadini di una societa' , che oggigiorno
non li considera nella loro giusta dimensione.
Essi sono infatti non solo succubi rispetto ad altre corporazioni
piu' potenti da un punto di vista sociale ed elettoralistico, come
gli anziani , i lavoratori ,ecc,ma anche schiacciati da un sistema
sociale che di fatto scarica su di loro molti problemi del nostro
tempo, come il lavoro precario, la difficolta' di un mutuo, la
spalmatura dei debiti contratti dalle cartolarizzazioni degli
ultimi anni sulle future generazioni.
E non dimentichiamo: noi abbiamo una visione spirituale della vita,
non crediamo che tutto si riduca a pura merce di scambio , a pura
materia! Di conseguenza ci ancoriamo ad un sistema di valori che
vanno nella profondita' dell' essere, e che sono la ricerca della
propria identita', l' appartenenza, la famiglia,il merito , l'
impegno , la responsabilita'.
A tutti un sentito ringraziamento per la buona riuscita della
serata.

A
Michele di Iasio un' encomio per l' impegno
profuso.
E un augurio di cuore che porti avanti con successo l' obiettivo di
diventare un punto di riferimento per i giovani di Lainate e
dintorni.
Un cordiale saluto.
Gory Antico



Il Governo è a favore della portabilità dei mutui (la
possibilità di stipulare presso un’altra banca un nuovo contratto
di mutuo ad estinzione del mutuo originario, senza nuova iscrizione
ipotecaria, ma trasferendo la garanzia reale originaria) e
farà in modo che i
costi dell’operazione siano azzerati. Lo ha spiegato il ministro dell’Economia,
Giulio Tremonti, in occasione della conferenza stampa di
presentazione dell’accordo sui mutui. "Noi siamo a favore della
portabilità dei mutui e sarà cura del Governo fare in modo che i
costi siano azzerati, ossia che la portabilità sia gratuita".
Tremonti ha osservato che la possibilita’ concessa alle famiglie di
rinegoziare il mutuo da tasso variabile a tasso fisso, "non e’ un
miracolo, e’ un sollievo. E’ una opportunita’ in piu’ che si
aggiunge alla portabilita’ del mutuo gia’ prevista.”
Nell’attuazione delle nuove disposizioni sulla rinegoziazione dei
mutui, ha chiarito il nostro ministro dell’Economia "saranno
coinvolte le associazioni dei consumatori che saranno ’convitati’
non di pietra". L’operazione sui mutui, gia’ annunciata
dall’esecutivo al Consiglio dei Ministri di Napoli "e’ nello
spirito che questo tempo richiede ad un governo. Quella sui mutui
non è solo una partita economica, credo sia una partita civile
perche’ il provvedimento incrocia il risparmio e la casa. La
materia e’ complessa, e’ stata disposta con l’Abi e oggi e’ giunta
una indicazione positiva dell’Antitrust". In sostanza, le famiglie
che sono strette nella "trappola" da stipendio fisso e mutuo
variabile, potranno rinegoziare con la banca il mutuo
trasformandolo da tasso variabile e tasso fisso con la rata fissata
a quella mediamente pagata nel 2006. Al termine della durata del
contratto, se i tassi saranno cresciuti, il cittadino dovra’
continuare a pagare la rata fissa per un periodo piu’ lungo. Ma se
nel corso degli anni i tassi si saranno ridotti, e’ previsto il
rimborso”.
La convenzione firmata da governo e Abi per la rinegoziazione dei
mutui a tasso variabile potra’ essere applicata anche alle famiglie
morose. "Attiveremo - ha sottolineato Tremonti - anche il fondo
previsto dalla scorsa finanziaria per sostenere la casistica di
pignoramenti e procedure esecutive. Lo stabiliremo con i
consumatori".

Cari
amici,
l'euforia per questa grande vittoria è ancora alta ed è
giusto
assaporarla fino in fondo, anche perchè ci aspetta un periodo
di
grande impegno per iniziare a riparare i danni del governo
Prodi.
E' stata senza dubbio una campagna elettorale strana, dove c'era
chi
temeva la tanto conclamata rimonta ed il tanto temuto pareggio,
dove
c'era chi pensava che la causa dell'antipolitica sostenuta da
due
giornalisti prezzolati e da un comico avrebbe determinato un
astensionismo da record, dove c'era chi pensava che bastasse
fare
imparare a memoria il bigino del fascismo a chi fino ad ora
aveva
frequentato solo salotti per essere degni di rappresentare una
storia
che nessuno può pretendere di rappresentare. E invece...!
Invece il Popolo Italiano non ha creduto a questo insieme di
fandonie
e ci ha regalato questo successo incredibile e prezioso.
Non ha creduto che Veltroni potesse rappresentare il nuovo,
non
ritenendo sufficiente nascondere Prodi nell'armadio per cancellare
i
due disastrosi anni del suo governo. Non ha creduto ai
patetici
appelli di Casini che sosteneva tronfio che la cura per salvare
una
situazione di presunta instabilità sarebbe stata un governo guidato
da
lui. Non ha creduto alla facile demagogia della Santanchè che
parlava
di mutuo sociale con la villa a Cortina e lo yacht ancorato in
Costa
Smeralda...
Gli Italiani hanno dato fiducia a chi, senza indugiare in
facile
promesse, ha avuto il coraggio di presentare un programma
articolato e
coerente ed a chi ha proposto un bipartitismo sano che ha dato
nuova
linfa allo spirito più autentico del bipolarismo. Hanno dato
fiducia a
chi ha avuto il coraggio di mettersi in gioco formando una
lista
unitaria, rinunciando a correre con il proprio simbolo. Le
Cassandre
che erano già pronte a sostene che AN si sarebbe nascosta e
che
avrebbe disperso i propri voti senza portare valore aggiunto al
PDL
sono state smentite. Non è stato così. Anzi! I risultati
finali
dimostrano che il PDL ha superato di ben tre punti il totale
raggiunto
alle scorse elezioni politiche sommando i voti di FI e di AN.
Inoltre, nonostante il grande successo della Lega al Nord, grazie
alla
affermazione omogenea del PDL in tutta Italia abbiamo,
contrariamente
al passato, una Nazione unita, che fa ben sperare per cercare
di
colmare il divario tra Nord e Sud che resta uno dei
principali
problemi da risolvere.
La soddisfazione più grande, a mio avviso, non è come per molti
la
scomparsa della sinistra radicale dal Parlamento che,
comunque,
sosteneva apertamente quello che il Partito Democratico sostiene
di
nascosto, ma la sconfitta dei poteri forti, della grande stampa
che
fino all'ultimo, pur di remarci contro, si è inventata
macchinose
teorie sul voto disgiunto.
Paola Frassinetti


E la Sinistra se
ne torna a casa...Cantando BELLA CIAO


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Care donne di Lainte, il
Coordinamento Cittadino di Forza Italia Lainate è stato veramente
felice di festeggiare la festa della donna con voi in piazza a
lainate.
La
leggenda della fabbrica Cotton
Per approfondire, vedi
la voce Incendio della fabbrica Triangle.
Purtroppo l'origine di questa
giornata è stata oggetto di strumentalizzazioni; una di queste
riguarda in Italia il settimanale "La
lotta", edito dalla sezione bolognese
del Partito Comunista Italiano, che nel 1952 pubblicò una storia rivelatasi
poi un falso storico. Il
settimanale comunista sostenne in un suo articolo che l'origine
della festa sarebbe risalita ad un grave fatto di cronaca avvenuto
nel 1908 a New York: alcuni giorni prima dell'8 marzo, le operaie
dell'industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per
protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l'8 marzo Mr.
Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di
uscita; lo stabilimento venne devastato da un incendio e le 129
operaie prigioniere all'interno non ebbero scampo. Questo falso
ebbe ulteriore seguito nella stampa comunista: l'Unione Donne
Italiane nello stesso 1952 distribuì alle iscritte libretti con un
resoconto dell'incendio. Nel 1954 "Il Lavoro", settimanale della
Cgil, aggiunse un fotomontaggio di Mr. Johnson con la bombetta che
si fa largo tra la massa di donne tenute dalla
polizia.In
realtà non esiste alcun documento storico su questa fantomatica
industria Cotton e sul suo incendio.
Nonostante si sia rivelato un
falso, recentemente l'incendio della Cotton è stato riportato come
la vera origine della festa della donna dai telegiornali italiani
creando così una "leggenda".
Questa leggenda è la strumentalizzazione romanzata di un gravissimo
incidente realmente avvenuto, l'incendio che nel 1911 colpì la
Triangle Shirtwaist Company di New York. Le lavoratrici non erano
in sciopero, ma erano state protagoniste di una importante
mobilitazione, durata quattro mesi, nel 1909. L'incendio, per
quanto le condizioni di sicurezza del luogo di lavoro abbiano
contribuito non poco al disastro, non fu doloso. Le vittime furono
oltre 140, ma non furono tutte donne, anche se per il tipo di
fabbrica erano la maggior parte. I proprietari della fabbrica si
chiamavano Max Blanck e Isaac Harris, vennero prosciolti nel
processo penale ma persero una causa civile. L'incendio della
Triangle è uno dei principali fatti commemorati dalla Giornata
Internazionale della Donna, ma non fu quell'incendio a dare origine
a questa Giornata: infatti avvenne un anno dopo della tradizionale
data di nascita della festa (il 1910) e l'8 marzo non ha nulla a
che fare né con lo sciopero (iniziò il 22 novembre) né con
l'incendio (avvenne il 25 marzo).
Bibliografia
8 marzo: storie miti riti della giornata internazionale della donna
- Tilde Capomazza, Marisa Ombra - Roma : Utopia,
1987.

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"Quello
che è successo al senatore Mastella
è di una gravitaí
inaudita. Mi dispiace per lui
e per sua moglie Sandra e rinnovo a tutti e due l'espressione della
più convinta ed affettuosa solidarietà già espressa in Parlamento
dall'onorevole Bondi a nome mio e di Forza Italia.
Ma al di là dell'aspetto umano c'è un problema politico che è
ancora più grave.
Il ministro della Giustizia ha detto oggi in Parlamento le stesse
cose che dico io ormai da molti anni e che mi hanno fruttato gli
attacchi non solo della magistratura, ma anche di tanta parte della
maggioranza di governo.
Che faranno e che diranno adesso questi signori davanti alla
drammatica denuncia del Ministro della giustizia? La condividono? E
come mai in Parlamento tutti hanno dato a lui la solidarietà che
non hanno mai dato a me? Era finta e solo a parole o nasceva dalla
condivisione di quel giudizio e di quella denuncia? E che dicono il
Presidente del Consiglio e il Governo della "emergenza democratica"
, della "giustizia ad orologeria", del "pacchetto di mischia" e
della "trappola scientifica mediatico-giudiziaria" denunciate in
Parlamento dal loro Guardasigilli?



Ti proponiamo l’intervista di
Silvio Berlusconi ad Affari Italiani del 3 dicembre
2007...
"Veltroni ha interesse ad affrancarsi dall’abbraccio mortale
dell’estrema sinistra. Sicché il suo Pd pareggia il conto con il
blocco liberale del nostro Popolo della libertà. In sostanza si
vuol procedere entrambi sul modello delle grandi democrazie
europee: un bipolarismo vero, libero da veti e ricatti".
Già,
ma che cosa vede l’ex premier in fondo al tunnel di questa lunga
transizione? Forse che per favorire questo bipolarismo e le riforme
necessarie si va verso un governo istituzionale?
"No, assolutamente no", afferma deciso il leader dell’opposizione.
"Se c’è la crisi e cade Prodi, che è stato indicato come leader
dagli elettori, come si fa a mandare un altro, chiunque altro, al
suo posto?", obietta ricorrendo a una domanda retorica. E completa
il suo pensiero, definitivamente: "Se cade Prodi la strada maestra
è una, una sola: il voto".
C’è
chi dice però che la rigidità di questo diniego potrebbe piegarsi
davanti a una convergenza bipartisan nei confronti di un candidato
che sta nel suo cuore, ma non dispiace a Veltroni: Gianni Letta. E’
così, presidente? E’ vero che lei sarebbe favorevole a Letta
premier, come è stato detto? Niente da fare, pollice verso (ma con
dolcezza) del Cavaliere all’ipotesi di Letta premier:
"Si son dette tante cose al riguardo.
E non c’è dubbio che Letta è persona stimata da tutti. Ma non è una
persona sola che può risolvere il problema, non è una questione di
persone. Ci troviamo di fronte a nodi
politici".
Dunque, presidente, che cosa
c’è in questa ’liaison dangereuse’ (come molti la bollano) tra lei
e Veltroni? "C’è una
coincidenza di obiettivi. Entrambi vogliamo un bipolarismo di
sostanza. Un forte partito da una parte e un forte partito
dall’altra, come tra i popolari e i socialisti di Zapatero in
Spagna, i laburisti e i conservatori in Inghilterra, i
socialdemocratici e i cristianodemocratici in Germania".
Ma
allora, si fa la riforma elettorale e poi si vota?
"No, su questo si sono manifestate
tesi contrapposte tra me e Veltroni. Noi abbiamo detto prima e
ripetuto nel corso dell’incontro con i vertici del Pd: si fa la
nuova legge elettorale e poi si va a elezioni anticipate. Ma
Veltroni invece vuole, prima di andare al voto, non solo la riforma
elettorale, ma anche le riforme istituzionali e dei regolamenti
parlamentari".
Dunque, fate le riforme
elettorali e istituzionali nel 2008? Vi siete accordati per votare nel 2009? "Su
questo non ci siamo accordati".

L'inquilino
Prodi
Puli puli puli pù
fa el Prodi
ciap ciap ciap ciap
fan i comunisti
cù cù cù cù
fan tutti gli altri
e di noi che cosa sarà
Se gan de di quei de Forza Italia
che ciapen frec a tirà su i firmi
a la mattina quand leven sù
ciapen tuta "luniun" e i
ghel pichen 8 miliun de
firmi in del ...
Puli puli puli pù
fa el Veltroni
Qua qua qua qua
fa l'Ochetto
ci ci ci ci
fa il Fassino
Mandate via l'inquilino
e di Voi che cosa
sarà

Sembra
sia in arrivo l'ennesima tassa a caso, questa volta una specie di
"tassa di esistenza", un'imposta fissa e non un'aliquota
proporzionata al reddito del contribuente, questo per circa 900.000
autonomi.
Si legge, su Il Sole 24 Ore, che il Fisco studia una
semplificazione a tutto campo del prelievo e degli adempimenti che
punta a coinvolgere almeno 900.000 titolari di partite Iva con
ricavi fino a 30.000 euro.
Questo 'tributo minimo' sostitutivo di Irpef, Ires, Irap e Iva
sarebbe versato annualmente anche a rate dai soggetti interessati
nelle casse dello Stato, senza doversi imbattere nei calcoli per la
determinazione dell'imponibile. Il meccanismo, che il Governo sta
studiando con le associazioni degli autonomi, con tutta probabilità
troverà posto nella prossima Legge Finanziaria.
Il presidente Confesercenti Marco Venturi dice: “una
semplificazione positiva perché significa dare una prima certezza
sulla quantità delle imposte da pagare, può determinare un effetto
di allungamento della sopravvivenza delle imprese ed aiutare a
combattere la concorrenza sleale facilitando l’emersione
dell’abusivismo commerciale”.
“Ma è solo un primo passo. Molte le cose che rimangono da fare a
sostegno delle pmi: il superamento dello scontrino fiscale per
tutti, l’esenzione delle imprese dal pagamento dell’Irap fino a
15mila euro, la riduzione dell’Iva sul turismo”.
Potrebbe essere senza dubbio positivo il fatto di non dover perdere
intere giornate di lavoro per adempiere a tutti gli obblighi
burocratici, resta da vedere quanto ci potrà "costare" tutta questa
improvvisa libertà...



“Da un campione di 3mila
persone intervistate durante la manifestazione del 2 dicembre a
Roma, emerge che almeno 5 milioni di italiani sono pronti a tornare
a Roma per chiedere di ritornare alle urne e mandare a casa
l’attuale governo”.
Il Cavaliere sfodera un altro dei
suoi sondaggi alla “scuola di politica” della fondazione Europa
Civiltà, organizzata alla Fiera di Milano dal presidente della
regione Lombardia, Roberto Formigoni. Durante l’appuntamento,
Silvio Berlusconi ha sferrato una serie di attacchi. Nel mirino
anche l’ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.
Infatti, nel parlare della legge elettorale “è una buona legge”, ha
detto che Ciampi, in quanto “uomo della sinistra”, con il suo
intervento allora “determinò un premio di maggioranza al Senato a
livello regionale”. Per il leader di Forza Italia, la legge in
vigore si potrebbe “correggere mettendo il premio di maggioranza
nazionale al Senato e uno sbarramento, se non del 5% almeno del
4%”. E, alludendo all’ex ministro leghista Roberto Calderoli, si è
detto dispiaciuto che l’attuale legge fu definita da questi “una
porcata”.
Berlusconi ha poi lamentato il
fatto che, durante la scorsa campagna elettorale, è stato costretto
ad andare in Tv per rispondere alle “stronzate di Prodi”, invece di
avere la possibilità di esporre ciò che il suo governo aveva fatto
in cinque anni di mandato. “Volevo andare in tv a rendicontare sul nostro
operato, ma mi hanno limitato a rispondere, solo per due minuti,
alle domande dei giornalisti e a replicare alle stronzate di
Prodi”, ha detto il cavaliere, che rivolgendosi ai giovani in
platea: “Vedo che apprezzate il mio linguaggio rozzo ma efficace!”.
Altra critica alla politica del No che per Berlusconi viene
agevolata dal governo nonostante sia caratteristica di una
minoranza di italiani: “Lo Stato ha abdicato all’uso legale della
forza. Trecento persone alla stazione Tiburtina bloccano un intero
Paese, un manipolo di persone dice no alla Tav, in questo Paese ci
possono essere delle minoranze che bloccano opere pubbliche e
servizi. Lo Stato non li contrasta, abdica all’uso legale della
forza, perché al Governo c’è una sinistra che vede queste
manifestazioni come esercizio di democrazia”. Il discorso si è poi
spostato sul partito unico del centrodestra. “Il partito unico, -
ha detto il leader di Fi – resta l’obiettivo da perseguire. Anche
se al momento non sembra essere vicino a diventare realtà e non
rientra tra le intenzioni degli attuali eletti, so che è nel cuore
di molti elettori”. Berlusconi ha ricordato come dentro la Casa
delle Libertà si sia sentita “la necessità di fare un passo avanti
e si sia iniziato a parlare di una federazione delle libertà sulla
quale all’inizio sembrava fossero tutti d’accordo, Udc compreso.
Poi dopo le elezioni, è saltato tutto per aria ma, ripeto, il
partito unico rimane un obiettivo da perseguire”. Anche per,
secondo l’ex premier, Udc e Lega a parte, l’idea del partito unico
trova il consenso di Alleanza Nazionale: “Fini si è espresso anche
di recente in modo molto positivo sulla cosa e la sua fondazione
partecipa ad uno studio per una ipotesi di statuto del partito
unico delle libertà. Si tratta di una ispirazione che nasce dal
basso, non di una fusione a freddo tra i vertici di due partiti con
la finzione delle primarie su un leader già deciso”. Infine, i
Circoli della Libertà, guidati da Michela Brambilla, che per l’ex
premier “possono essere avanguardia del partito delle libertà,
visto anche che la Brambilla è un caterpillar”.

Qualsiasi
conversazione telefonica, una volta intercettata, registrata e
trascritta, assume un tono sinistro da “carbonaro”. Non c’è da
stupirsi quindi se le intercettazioni di D’alema, Fassino & co.
hanno oggi riempito le pagine dei giornali italiani.
C’è però da dire che frasi come : «Dobbiamo vederci personalmente,
stai attento alle comunicazioni» e «Sto abbottonatissimo» lasciano
qualche perplessità sulla bontà degli intenti..
L’interessante saga delle intercettazioni telefoniche ci sta
facendo vivere una sorta di reality show che in qualche modo si
dimostra più appassionante del classico Grande Fratello. Ma ci
rendiamo conto ? Tutto ciò incorpora il meglio del Reality Vip, del
Gf, di Un giorno in Pretura e sono pronto a scommettere che, se
inseriranno anche le nomination, il format così confezionato ci
darà un bel pò di soddisfazioni anche in termini di
audience...



Il governo Prodi sta operando
per distruggere una per una le riforme varate dal governo
Berlusconi, nonostante gli
indubbi risultati positivi che queste leggi hanno permesso di
raggiungere, nell'interesse di tutti gli italiani.
Per impedire ciò e rendere ancora più forte e incisiva
l'opposizione al governo, il Coordinamento nazionale di Forza
Italia ha raccolto l'idea lanciata da Ludovico Festa su Il Giornale di formare comitati in tutti i centri italiani,
grandi e piccoli, per la difesa delle leggi e delle riforme varate
dal governo Berlusconi, in particolare la legge Biagi sul lavoro, la legge Maroni
sulle pensioni, la legge sulla riforma della
scuola e dell'università del
ministro Moratti e i provvedimenti sulle grandi opere
pubbliche del ministro
Lunardi, la
legge Bossi-Fini sull'immigrazione.
Forza Italia mette a disposizione le proprie strutture territoriali
e chiama a raccolta cittadini e associazioni, per diffondere nel
modo più capillare possibile le ragioni per le quali tutti dobbiamo
impegnarci contro un governo che sta saccheggiando il presente e
rubando il futuro degli italiani.







Consideriamo la proposta di legge
del ministro Amato che concede la cittadinanza italiana agli
immigrati in soli cinque anni e in automatico ai figli di immigrati
che nascono in Italia pericolosa e disgregante per il tessuto
sociale e politico della nostra Italia. Per questo motivo Forza Italia ha presentato una
propria proposta di legge (a
firma dell’on. Jole Santelli e del senatore Marcello Pera)
che rende la
cittadinanza un traguardo da verificare con attenzione e da
concedere dopo dieci anni di permanenza in Italia.
Come ha ricordato Marcello Pera, la
cittadinanza richiede accettazione piena dei principi e dei valori
della nazione della quale si entra a far parte e comporta una
attribuzione della sovranità, che si esercita attraverso il voto e
la possibilità di essere eletti.
Contro l’iniziativa di Amato, ti invitiamo a mobilitarti, aderendo
alla petizione popolare che trovi in http://www.forzaitalia.it/petizione.
Puoi firmare on line, puoi stampare il modulo, raccogliere le firme
su carta e rispedircelo, puoi eventualmente esporre sul tuo sito o
sul tuo blog il banner della campagna.
Grazie per la tua attenzione. L’obiettivo è raggiungere le 500.000
adesioni entro Natale. Facciamo sentire la nostra voce contro
questo provvedimento totalmente sbagliato. Forza, diamoci da
fare...
on. Antonio Palmieri




Decisioni a senso
unico di questa
amministrazione
di sinistra
in Consiglio
Comunale minoranze imbavagliate.
Invitiamo tutti i cittadini a contattarci per esprimere le
proprie opinioni e considerazioni su l’attuale Amministrazione
Comunale, e ad evidenziarci problematiche sulla nostra
città.



Da questa
sera potrete gustarvi le ultime vignette di satira Politica del
mitico Giorgio
Forattini.
Date un occhiata a : l'ultima
mascalzonata.........Ogni
Settimana questa sezione verrà aggiornata con le ultime
vignette.

Alle
politiche del 9 aprile il centrodestra milanese ha
vinto sul centrosinistra 52,5
a 47, cinque punti e mezzo di differenza.
Letizia
Moratti ha vinto le
elezioni comunali di Milano con il 52% mentre l’ex prefetto
Bruno Ferrante si è fermato al 47 per cento. Ma vista la
percentuale dei votanti, quasi crollata rispetto alle ultime
politiche del 9 aprile e in regresso anche rispetto alle precedenti
comunali, la percentuale di Letizia Moratti vale molto di piu’.
Quanto agli altri dati, la Lista Moratti ha raggiunto il 5% e
Forza Italia ha superato il 32%.
"Il programma concreto che ho proposto ai milanesi diventera’
realta’, non sono promesse elettorali ma impegni precisi che
manterro"’, ha dichiarato Letizia Moratti, la quale ha garantito
che il suo programma diventera’ realta’ e gia’ dal prossimo
bilancio comunale ci sara’ "la riduzione dell’Ici e della tassa dei
rifiuti". Il neosindaco ha spiegato che sara’ "il sindaco di tutti
i milanesi" e che si tratta della "vittoria di valori di Milano,
una vittoria dei riformisti e dei moderati. Una vittoria che pone
Milano ancora una volta all’avanguardia dei valori di generosita’,
di attenzione alla persone, di modernita’, di sviluppo, che sono i
valori di questa citta’ che e’ il motore del paese".
Letizia Moratti,
prima donna sindaco nella storia di Milano, ha poi aggiunto che "noi forse siamo piu’
attente ai particolari, ad avere una gestione efficiente delle
cose, in fondo ci occupiamo delle famiglie che sono delle piccole
aziende. Le donne poi sono molto piu’ capaci di ascoltare degli
uomini e questo e’ molto utile". Ha poi ringraziato "tutta la Cdl
che e’ stata molto unita’ e che lo sara’ anche nel governo di
Milano" e Silvio Berlusconi che "ha avuto un ruolo positivo con il
suo impegno e lo si e’ visto nel risultato di Forza Italia".
Letizia Moratti si e’ detta infine "molto soddisfatta" del
risultato della sua lista civica "che era veramente civica a
differenza di quella di Ferrante" e della lista dei giovani che
l’ha sostenuta.



Questo è quanto ha fatto questa amministrazione in Via Redipuglia (zona oratorio) vi era un riga gialla che delimitava la pista ciclabile, e proteggeva l'uscita dei bambini dall'oratorio, come evidenziato nelle foto oggi non esiste più, e mette in pericolo l'uscita dei ragazzi. Con la mozione fatta dalla minoranza in consiglio Comunale del 9 Maggio 2006 e votata da tutti i presenti anche dai Consiglieri di Maggioranza hanno dimostrato che l'assessore alla viabilità ha sbagliato tutto, pertantanto verrà ripristinata la pista ciclabile. E noi paghiamo.