Il Popolo della Libertà di Lainate
Responsabile Sito: Smachetti Alessandro
Governo Berlusconi

DIREZIONE NAZIONALE: Il documento finale

DocumentoFinale

La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà sottolinea la vittoria del Centrodestra nelle recenti elezioni regionali e amministrative, con un risultato storico: oggi 40 milioni di italiani sono governati a livello regionale dal Centrodestra, contro i 18 milioni amministrati dal centrosinistra.
Il Centrodestra si è confermato maggioranza nel Paese in modo inequivocabile e il Popolo della Libertà si è riaffermato come la prima grande forza politica nazionale: questo è vero al Nord dove il Popolo della Libertà ha agito in alleanza ma anche in competizione positiva con la Lega; ed è vero nel Centro-sud, dove ha dimostrato di possedere un forte radicamento territoriale.

Tutto ciò rende paradossali alcuni aspetti della polemica interna sviluppatasi in questi giorni: tensioni all’interno delle grandi forze politiche possono manifestarsi, ma è incomprensibile che vengano provocate all’indomani di una grande vittoria, dopo due anni di successi in tutte le consultazioni elettorali e dopo due anni di grandi risultati dell’azione di governo certificati dal costante consenso dei cittadini, unico caso in Europa, durante un periodo di grave crisi economica in contro tendenza rispetto alla sfiducia che ha colpito tutti gli altri governi.
Anche il confronto che si è svolto durante i lavori della Direzione ha rivelato come certe polemiche pubbliche fossero pretestuose e comunque non commisurate ad un dibattito responsabile e costruttivo.

Nei prossimi tre anni il governo, la maggioranza e il Popolo della Libertà completeranno la realizzazione del programma che ci impegna principalmente
1. a ridurre e a razionalizzare la spesa pubblica,
2. a realizzare una riforma del sistema fiscale con l’obiettivo di ridurre le tasse, compatibilmente con i vincoli di bilancio,
3. a sostenere le famiglie, il lavoro, le imprese,
4. a proseguire nella riforma e nella digitalizzazione della Pubblica amministrazione,
5. a realizzare un Piano per il Sud,
6. ad ammodernare e potenziare il sistema delle grandi infrastrutture,
7. a realizzare una riforma organica del sistema giudiziario,
8. a realizzare le riforme istituzionali, ivi compresa la modifica dei regolamenti parlamentari,
9. a proseguire nella lotta alla criminalità organizzata che ha già prodotto risultati mai raggiunti nella storia della Repubblica.

Siamo convinti che una forte ed autorevole leadership, quale quella assicurata dal Presidente Berlusconi, garantirà il raggiungimento di tutti questi obiettivi. La leadership forte è ormai un tratto caratteristico dei moderni sistemi politici e gli italiani certo non rimpiangono le leadership deboli e i governi instabili del passato. Del resto i risultati elettorali ne sono una conferma e la stabilità rafforza altresì il prestigio internazionale dell’Italia.


Una leadership forte non significa affatto rinunciare al dibattito libero e democratico che è anzi previsto dallo Statuto ed è testimoniato sia dalle innumerevoli iniziative politiche e culturali, dal grado di libertà che connota il dibattito interno nelle sedi delegate e nelle riunioni dei gruppi parlamentari, sia dall’esistenza di fondazioni, riviste, centri di riflessione e di elaborazione. Tutte le scelte politiche, anche quelle che hanno riguardato le candidature per le elezioni regionali e l’alleanza con altre formazioni politiche, sono state compiute dall’Ufficio di Presidenza attraverso un dibattito dei suoi trentasette componenti aperto e libero.

In un grande partito democratico si deve poter discutere di tutto, ma a due condizioni: che non si contraddica il programma elettorale votato dagli elettori e che, una volta assunta una decisione negli organi deputati, tutti si adeguino al risultato del voto.

Il Popolo della Libertà non può contravvenire ai principi di quella democrazia degli elettori che ha fortemente voluto e che impone che il patto stipulato con i cittadini al momento del voto sul programma sia vincolante. Rispetto a quel patto non sono possibili deroghe: come è stato ribadito anche a piazza San Giovanni lo scorso 20 marzo dal Popolo della Libertà.

Così come non sono possibili deroghe rispetto alla nostra Carta dei Valori che è la stessa della grande famiglia del Partito Popolare Europeo e che enuncia i nostri valori fondamentali che sono: la dignità della persona, la libertà e la responsabilità, l’eguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà.

I temi che non rientrano nel programma elettorale e di governo possono essere invece oggetto di dibattito e di discussione nell’ambito degli organismi statutari. Non vi è nulla di negativo se in quella sede emergono opinioni diverse. Purché sia chiaro a tutti che il principio della democraticità del dibattito non esonera dalla responsabilità di assumere decisioni finali. E che una volta che tali decisioni siano state assunte, all’unanimità o a maggioranza, esse acquistano carattere vincolante per chiunque faccia parte del PdL, sia che le abbia condivise, sia che si sia espresso in dissenso.

In tal senso questa Direzione Nazionale dà mandato al Presidente e ai Coordinatori di assumere ogni iniziativa utile ad assicurare la realizzazione del programma e delle decisioni assunte dagli organi statutari, stabilendo il rispetto delle decisioni votate democraticamente.


Quando gli italiani che amano la libertà, che vogliono restare liberi, che non si riconoscono nella sinistra, si riunirono sotto un solo simbolo e una sola bandiera, scelsero che su quel simbolo e su quella bandiera ci fosse scritto “Popolo della Libertà” e non “Partito della libertà”.
Il riferimento al “popolo” deve quindi essere un principio costante dell’azione politica del Popolo della Libertà che deve sempre più radicarsi sul territorio e incardinarsi nella storia d’Italia. Non siamo un vecchio partito. Non vogliamo dividere ma unire. Siamo al servizio del popolo italiano e del suo bene comune. Le ambizioni dei singoli non possono prevalere sull’obiettivo di servire il popolo italiano.
Del pari le “correnti” o “componenti” negano la natura stessa del Popolo della Libertà ponendosi in contraddizione con il suo programma stipulato con gli elettori e con chi è stato dagli stessi elettori designato a realizzarlo attraverso il governo della Repubblica.

La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà approva quindi le conclusioni politiche del Presidente Silvio Berlusconi e gli conferma il proprio pieno sostegno e la propria profonda gratitudine.

TREMONTI: La sinistra non si trova più: abbiamo prosciugato l'antiberlusconismo

lista candidati regionali

Alla sinistra italiana resta solo la lotta ad personam e «se si preoccupa di rimettere in piedi una coalizione contro una persona fallirà ancora una volta». Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in un’intervista al Messaggero spiega che "dal ’94 il contrasto a Berlusconi si è incentrato su un doppio anti: anti-Berlusconi e anti-berlusconismo". Da un lato un’opposizione di tipo personale, «rivolta verso una figura politica moderna» e dall’altro un’opposizione ad un modello politico "che la sinistra rappresentava in termini sistematicamente negativi. Il punto politico fondamentale - dice Tremonti - è che nel pensiero politico prima di Forza Italia e poi del Pdl si è registrata una maturazione profonda derivata dalla analisi del mutamento della realta".

Secondo Tremonti il governo Berlusconi ha fatto "una politica opposta alle aspettative caricaturali della sinistra. Avendo avuto la fortuna di aver previsto in anticipo la crisi, la priorità è andata alla conservazione dello Stato sociale". Tremonti fa un’analisi più allargata e sottolinea come in Europa «non trovi più la sinistra» e «dove è al governo, è in crisi» e conclude: "Se il futuro della sinistra italiana si concentra sull’assemblaggio di una coalizione per battere Berlusconi nel 2013 e non sulla costruzione di idee autonome alla dialettica contra personam è una via che porta ad una nuova, anzi, alla stessa sconfitta".

"Riforma fiscale, serve prudenza e consenso». «Una riforma fiscale è una cosa complessa e servono insieme alla determinazione politica e all’ottimismo sempre necessario anche una grande prudenza e un grande consenso»: lo dice il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti che, in un’intervista al Messaggero tocca anche il nodo della riforma fiscale, «per la quale non possiamo fare errori perché bisogna tener conto di vincoli come il debito pubblico e di passaggi delicati come l’arrivo del federalismo fiscale".

"Una riforma fiscale non è una manovra elettorale - dice il ministro - non è neppure una manovra finanziaria, è qualcosa di enormemente più complesso. E’ una sfida che Silvio Berlusconi ha lanciato già nel ’94. Il discorso che abbiamo fatto col premier è che noi abbiamo un sistema fiscale che è stato disegnato negli anni 60, messo in legge negli anni 70 e poi per 40 anni infinitamente rattoppato. E’ diventato un labirinto. Abbiamo una infinita quantità di regimi fiscali che non corrispondono alla facoltà di comprensione della mente umana. Il fisco italiano riflette più la realtà dell’Italia. Con Berlusconi siamo convinti che non si può entrare nel nuovo secolo con gli strumenti di cinquant’anni fa". Tremonti non nasconde le difficoltà . "Tuttavia - aggiunge - abbiamo una serie di vincoli, a partire dal debito pubblico. Sappiamo che non possiamo fare errori, e dobbiamo tra l’altro combinare la riforma fiscale con il federalismo fiscale. E’ un meccanismo ad alta complessità".

Bonaiuti: riforma sì, ma non taglio delle tasse. «Lo diciamo da anni. Sappiamo che il reddito fisso è il piu tassato. Però per fare questo occorrono i tempi giusti e i momenti giusti, ma non immaginate che la riforma sia il taglio»: lo ha detto Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, intervenendo a Rainews24, a proposito della riforma del fisco. "Il fisco attuale risale al 1971, a una legge delega del 1971 - aggiunge Bonaiuti - E’ un fisco elaborato alla fine degli anni 60 e teneva conto del mercato comune europeo e non dell’Unione europea, quando c’erano le grandi aziende come la Fiat o la Olivetti che sostenevano città come Torino o Ivrea e non c’erano i sei-sette milioni di piccole e medie imprese che costituiscono il tessuto italiano; quando non c’erano i cellulari o Internet.

E’ chiaro che bisogna arrivare a una riforma, ma non si può immaginare che si faccia in un momento. La notizia è che intendiamo riformare il fisco - dice Bonaiuti riferendosi alla telefonata fatta ieri da Berlusconi agli europarlamentari del Pdl - Esce un’agenzia che parla di taglio delle tasse, la correggiamo e inizia il solito balletto. Una delle tante riforme è quella fiscale. Per fare le riforme ci rivolgiamo, in un clima costruttivo di dialogo, alla sinistra riformista. Ieri, ho detto che se c’è, Bersani batta un colpo. Ancora una risposta non la abbiamo avuta. Sulle riforme abbiamo lanciato un invito al dialogo, ma finora non c’è stata risposta".

Chi è l'aggressore

Uno del PD.
Istigato da: "Barbapapà", il semianalfabeta e i casinisti di turno.
Vergogna

Si chiama Massimo Tartaglia, ha 42 anni e risiede a Cesano Boscone l'uomo che ha colpito il premier Silvio Berlusconi lanciandogli una statuetta dopo il comizio in piazza Duomo. Il 42enne, in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano, bloccato subito dopo l'aggressione al presidente del Consiglio, è stato formalmente arrestato poco prima delle 22 per lesioni pluriaggravate dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa e dalla premeditazione.

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BERLUSCONI-TARTAGLIA


Tartaglia aveva in tasca un altro souvenir, un piccolo crocifisso, ma soprattutto una bomboletta di spray urticante al peperoncino. «Non sono io. Io non sono nessuno» avrebbe detto l'uomo subito dopo l'aggressione al premier, mentre le guardie di sicurezza lo portavano via. Tartaglia è stato prima trattenuto dalla folla che gli si è scagliata scontro. Poi è stato sottratto al linciaggio dagli uomini della società che si stava occupando di sicurezza durante il comizio. Agli agenti privati si sono subito sostituiti i poliziotti della Digos.

NESSUN PRECEDENTE PENALE - Tartaglia avrebbe come precedenti, stando a quanto risulta alla polizia, solo il ritiro della patente per motivi di viabilità. Nei confronti del 42enne gli investigatori non hanno alcuna segnalazione che possa farlo ritenere vicino a gruppi organizzati o dell'estremismo. Di fatto, è un completo sconosciuto alla Digos, che sta adesso sentendo l'uomo per capire cosa lo abbia spinto a colpire Berlusconi. L'ipotesi, al momento ritenuta più attendibile, è quella del gesto di uno sconsiderato.
FA IL GRAFICO, LAVORA CON IL PADRE - Secondo le prime informazioni raccolte, Massimo Tartaglia lavora come grafico nella ditta del padre e, secondo quanto si è appreso, conduce una vita sociale normale. È stato lui stesso a dire agli investigatori, che lo sentivano in questura, di essere in cura al Policlinico. Sul web sono comparsi in breve tempo diversi gruppi di fan, che inneggiano al suo gesto e che lo vorrebbero «Santo subito»; una fan addirittura si spinge oltre: «Sposami».
PERQUISITA L'ABITAZIONE - Oltre a sentire l'uomo che ha aggredito il premier, i funzionari della Digos hanno contemporaneamente avviato una perquisizione nell'abitazione di Tartaglia a Cesano Boscone, nell'hinterland milanese. Il padre Alessandro ha poi spiegato che la famiglia vota per il Pd, che il ragazzo «è psicolabile e in cura farmaceutica».
2 - IL PADRE: "IO, MIO FIGLIO, LA MIA FAMIGLIA, ABBIAMO SEMPRE VOTATO PD" Corriere.it
«Io, mio figlio, la mia famiglia, abbiamo sempre votato Pd, in passato ero socialista e votavo per Craxi, ma nessuno di noi ha mai avuto odio per Berlusconi». Così ha detto Alessandro Tartaglia, il padre di Massimo, ai cronisti che gli hanno rivolto alcune domande attraverso il citofono. Massimo Tartaglia vive infatti ancora con i genitori in una elegante palazzina nel centro di Cesano Boscone. Il padre ha accettato di parlare brevemente, dopo che carabinieri e digos hanno terminato la perquisizione in casa.

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MASSIMO TARTAGLIA, IL DEMENTE CHE HA COLPITO BERLUSCONI

«MAI FATTO DEL MALE» - «Massimo è una persona psicolabile, ma non ha mai fatto del male a nessuno - ha mormorato il padre sconvolto -. Anzi lui non ha mai fatto neppure politica attiva, è un volontario del Wwf». Alessandro Tartaglia ha raccontato che il figlio è uscito da casa stamattina verso le 11. «Ciao a tutti - ha salutato i genitori - vado a trovare un'amica non so quando torno».
In casa nessuno ha sospettato nulla. «Se avessi saputo cosa sarebbe accaduto avrei provato a farlo desistere - ha detto il padre -. Penso che questo episodio sia maturato dal clima negativo che sta montando in Italia». «In casa nostra abbiamo sempre commentato quello che succede in politica - ha detto ancora Alessandro Tartaglia - ma nessuno, e tanto meno mio figlio, ha mai mostrato un'esasperazione particolare».


CICCHITTO: E' inaccettabile che alcuni deputati del Pdl presentino il DDL sul voto ad immigrati con l'opposizione

Fabrizio Cicchitto
"E’ inaccettabile che su un tema cosi’ delicato quale quello riguardante il tema della concessione del voto alle elezioni amministrative agli immigrati residenti in Italia da cinque anni alcuni colleghi appartenenti al gruppo del PDL abbiano preso l’iniziativa di presentare un disegno di legge firmato con esponenti di tutti i gruppi dell’opposizione, senza che la presidenza del gruppo sia stata minimante interpellata e tenendo conto che questa proposta non e’ contenuta nel programma di governo".


Lo ha affermato Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl che ha osservato:
"D’altra parte la materia non rientra in quelle riguardanti la bioetica, come il testamento biologico, sulle quali vige la liberta’ di coscienza. Ricordiamo che in una riunione dell’ufficio di Presidenza i coordinatori nazionali del partito avevano preannunziato che si sarebbe svolta una riunione dell’organismo dirigente del partito, vista l’esistenza di diversi pareri sull’argomento. Evidentemente va fatta una scelta politica ricorrendo all’unico strumento decisionale possibile, quello costituito dal metodo democratico. Di conseguenza invitiamo i coordinatori nazionali a convocare riunioni degli organismi statutari che discutano e decidano.


In assenza di riunioni dell’Ufficio di Presidenza, ed eventualmente della direzione, su tutte le questioni in discussione, si verifica una situazione nella quale si sovrappongono le posizioni piu’ diverse senza che si sappia qual’e’ la linea del partito, con conseguenze negative. Auspichiamo la continuita’ dell’opera di governo, l’unita’ del PdL e l’omogeneita’ della maggioranza. Per favorire questo risultato e’ indispensabile che ci sia una sede, quella degli organismi di partito, di discussione e di decisione. In caso diverso nel PdL non ci sara’ certo un ’regime da caserma’, ma quello che De Gaulle chiamava ’lo chanlit’, con i rischi conseguenti che sono stati evocati ieri dal Presidente Schifani, che noi francamente vorremmo evitare visto che pensiamo alla passione politica dei militanti e degli elettori del PdL che ci hanno votato nel 2008 sulla base di un preciso programma che nessuno ha il diritto di annullare, ne’ con iniziative unilaterali ne’ con azioni cosiddette bipartisan. Noi riteniamo che esistano tutte le condizioni per andare avanti. Esistono opinioni comuni su tutti i problemi principali da parte di una larghissima maggioranza sia dei gruppi parlamentari, sia del PdL, aldila’ della stessa origine da Forza Italia, da AN e dagli altri partiti che si sono ritrovati nella formazione del partito unitario fondato sulla leadership politica e di governo di Silvio Berlusconi".

Noi, parliamo al popolo. Loro, parlano al vento

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Quando la sinistra viene scavalcata, surclassata e lasciata indietro grazie ai valori e ai principi di un centrodestra che sa essere più vicino alla gente che ai Palazzi, al popolo piuttosto che alle nomenclature, si grida allo scandalo! E’ bastato un sereno e sobrio richiamo al principio doveroso di perseguire un lavoro stabile e sicuro per tutti rispetto alla sbornia della finanza facile e della mobilità a buon mercato, per cogliere in contropiede quello sconfinato esercito di “farisei” che parlano sempre di Repubblica fondata sul lavoro, a patto di tutelare il loro e non quello degli altri. Ma c’è di peggio: il ministro dell’Economia ha trovato un consesso di banchieri dove svolgere questa riflessione che riprende un suo percorso culturale e che si sposa in pieno con la filosofia enunciata da Silvio Berlusconi a difesa delle famiglie (quelle che ci sono e quelle che si potranno formare) per inventare fantasiose divisioni all’interno della maggioranza e all’interno delle categorie sociali dato il buon esito che il richiamo ha prodotto nel sindacato.
Ancora una volta c’è da una parte il governo e i governanti che parlano al popolo di cui si occupano con argomenti che il popolo capisce e apprezza, e dall’altra i politicanti, con diversi tipi di tessere comprese quelle trasversali degli uomini di finanza, che si riempiono la bocca di parole al vento e di critiche rivolte sempre e solo a chi produce, a chi realizza, cioè a chi fa. E’ la differenza tra chi al lavoro ci crede e chi del lavoro riesce solo a parlare rendendolo sempre più provvisorio e quindi distante dalle possibilità dei più giovani.

Chiusura Festa della Libertà

LAINATE_Festa della Libertà 2009

Foto Scattate da Smachetti Giovanni

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LA RUSSA: Ai soldati caduti a Kabul va la vicinanza di tutto il Paese

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"Le parole di cordoglio non sono mai, soprattutto in questi casi e per il Ministro della Difesa, adeguate ma sono sicuro di interpretare veramente il pensiero non solo di tutto il governo, non solo delle alte gerarchie militari ma di tutti gli italiani.

Esprimo la vicinanza vera e profonda a tutte le famiglie dei caduti, ai loro comandanti a tutti coloro che stanno operando in condizioni difficili in quel teatro, in quello scenario internazionale dove i nostri soldati stanno facendo fino in fondo il loro lavoro, con passione, con orgoglio con forte motivazione morale anche a costo dell’estremo sacrificio della vita".

Lo ha affermato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel corso della sua informativa urgente al Senato dopo l’attentato di Kabul che e’ costata la vita a sei militari italiani.

Rai-Ballarò/La smania del martirio

Il 15 settembre è una data storica, lo sappiamo da tempo: dopo appena cinque mesi – un tempo record - inizia la riconsegna di abitazioni vere e proprie ai terremotati d’Abruzzo. Ciò avverrà alla presenza del Presidente del Consiglio Berlusconi, che sin da subito ha fatto della sistemazione dignitosa per i cittadini colpiti dal sisma una priorità dell’attività di governo. È un evento per l’Italia intera, visto che il terremoto ha risvegliato un sentimento di solidarietà e dolore come deve accadere in tutte le tragedie che coinvolgono una nazione. Giusto e legittimo, dunque, che la Rai ne dia testimonianza in prima serata e sulla rete ammiraglia. Attraverso un approfondimento - incentrato anche sull’impegno del premier Berlusconi per la ricostruzione- di Porta a Porta. La trasmissione di Vespa, nei giorni del dramma, è stata tra i protagonisti nel raccontare la dignità di un popolo messo in ginocchio, tra le tendopoli e le catene di soccorso.

Tutto bene, dunque, salvo che anche in questa vicenda la sinistra trova l’ occasione per mettere in piedi l’ennesimo martirio. Con la messa in onda di Porta a Porta, infatti, è necessario spostare di un paio di giorni l’esordio stagionale di Ballarò, il salotto nazionale dell’intellighenzia progressista e giustizialista. Che due trasmissioni di approfondimento non possano coesistere nella stessa fascia oraria -se programmate in due reti televisive “alleate”-, è una regola acquisita. Ma questo, ovviamente, per l’opposizione non conta visto che è troppo ghiotta l’occasione di gridare per l’ennesima volta al bavaglio, portando di nuovo agli onori delle prime pagine i campioni della “sua” informazione. Anche a rischio di oscurare la notizia vera: che per i terremotati inizia il ritorno a casa.


Francesco Casoli - “Nessun precedente, nessun suggerimento da qualche palazzo tantomeno nessun tentativo di evitare domande scomode. Invece di lambiccarsi il cervello su dietrologie o ipotesi di complotti orditi da chissà quale mente, i vari consiglieri Rai e politicanti in cerca di visibilità pensino più semplicemente che un evento di tale importanza merita l’attenzione massima con uno spazio sulla rete ammiraglia”.

Giorgio Lainati - “Dal fortino di Raitre partono immediatamente all’attacco per un semplice spostamento tecnico di una puntata di Ballarò, una delle tante. Da bravi esecutori delle direttive del Pd questi signori si lamentano di tutto, anche di una giornata piovosa, attribuendone la responsabilità a Berlusconi e alla maggioranza. Tutto quello che apparentemente non consente ai signori di Raitre di esercitare la loro missione principale, cioè attaccare Berlusconi, il governo e la maggioranza viene denunciato come un odioso attacco alla libertà di stampa. A comando partono le denunce di presunte cancellazioni o oscuramenti, ma sinceramente provocano solo la più assoluta indifferenza”.

Mauro Mazza – “Un avvenimento così importante è giusto che sia diffuso dalla rete più importante. Non vedo niente di eccezionale. Non è dato in natura che due programmi di approfondimento si accavallino. Sarebbe da pazzi trasmettere due programmi dello stesso genere allo stesso tempo. Spostare Ballarò non è un compito che spetta a me. Alla Reteuno spetta cambiare il proprio palinsesto e fare spazio a Vespa in prima serata, spostando il programma di Antonella Clerici. Infatti ‘Tutti pazzi per la tele’ andrà in onda martedì prossimo, esattamente come Ballarò. Una cosa normalissima”.

Giovanni Mottola – “Di fronte ad un evento come la riconsegna delle prime case ai terremotati abruzzesi, il buonsenso dovrebbe indurre il mondo politico al rispetto di chi ora può finalmente vivere in un’abitazione dignitosa ed accogliente. Testimoniare questo risultato, frutto anche di una grande solidarietà nazionale, in prima serata e sulla principale rete del servizio pubblico non è solo opportuno ma anche un dovere. Per la sinistra invece quello che conta sono soltanto gli interessi di Santoro e dei suoi amichetti cattocomunisti”.

Gianfranco Rotondi – “Non è un attacco alla libera informazione, ma dispiace non poter assistere al debutto stagionale di Ballarò e di Floris.

OBAMA: Il governo Berlusconi esercita una leadership straordinaria

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"Il governo italiano sta esercitando una leadership straordinaria di cui gli siamo grati”. Lo ha detto oggi il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, al termine dell’incontro al Quirinale.
Questo è il miglior viatico per l’inizio del G8, rinforzato dalla promessa di Obama: "Contribuiremo alla ricostruzione dell’Abruzzo” in particolar modo della università de L’Aquila, e anche attraverso le borse di studio.".
Il presidente americano ha anche messo l’accento sulla cooperazione tra Italia e Stati Uniti "in posti come l’Afghanistan, dove lavoriamo fianco a fianco”, aggiungendo che "non si tratta di una collaborazione militare quanto quella fra due Popoli”.

La Casa Bianca ha inoltre definito oggi "falsa” la notizia che gli Stati Uniti avrebbero fatto telefonate agli sherpa del G8 per preparare l’agenda del vertice per sopperire a presunte inadeguatezze italiane. "Non è assolutamente vero - ha detto Mike Froman, il funzionario della Casa Bianca che è anche lo sherpa Usa al G8 -. Abbiamo fatto una conferenza telefonica per preparare il G20 di Pittsburgh a settembre. Ma questo non ha niente a che fare col G8”.
Oltre alla Casa Bianca, anche Il governo tedesco promuove l’organizzazione del vertice del G8 da parte dell’Italia. "Non ci sono dubbi sul fatto che l’Italia abbia organizzato il vertice in modo molto scrupoloso e organizzato ovviamente anche per quanto riguarda la scelta del luogo". Lo ha detto il vice portavoce del governo federale, Thomas Steg: "Sul piano dei contenuti non abbiamo critiche da muovere all’organizzazione. La nostra impressione è che l’Italia abbia organizzato il vertice in modo molto accorto", ha concluso Steg.

SILVIO BERLUSCONI: Lettera aperta agli italiani

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Avrei voluto usare la campagna elettorale per spiegare l’importanza dell’Unione Europea e confrontarmi sul ruolo dell’Italia in Europa. Invece in queste ultime settimane l’opposizione, spalleggiata dai suoi giornali e dai suoi programmi televisivi, ha fatto una campagna basata soltanto su ignobili e scandalosi attacchi personali.
Non credevo davvero si potesse arrivare a tanto.
Mi conforta tuttavia l’affetto di tanti italiani, anche non miei elettori, che hanno capito come questa opposizione senza ideali e senza programmi, abbia tentato la carta della disperazione.
Mentre loro rimestano nel torbido, il mio governo ha continuato a lavorare per dare più sicurezza ai cittadini: dai primi di maggio abbiamo dato il via ai respingimenti delle imbarcazioni degli immigrati clandestini. Lo abbiamo potuto fare grazie allo storico accordo firmato il 31 agosto 2008 con il leader libico Gheddafi.
Questo accordo è uno dei frutti dell’autorevolezza che ci deriva dagli ottimi rapporti internazionali che abbiamo costruito in questi anni e che abbiamo messo a disposizione dell’Europa per risolvere numerose delicate situazioni: il conflitto tra Russia e Georgia, quello tra Israele e i palestinesi, la “crisi del gas” tra Ucraina e Federazione russa, lo sblocco del veto della Turchia alla scelta del nuovo segretario generale della Nato.
Sembrano fatti “lontani” ma sono invece importanti, perché la politica estera è oramai diventata politica “interna”, per le ricadute che essa ha sui destini di tutti gli italiani. Per questo motivo abbiamo dedicato un mare di tempo e di lavoro alla politica estera, in Europa e nel mondo. In questo modo siamo riusciti a difendere gli interessi italiani in Europa: il nostro governo ha rinegoziato con successo il pacchetto clima (che penalizzava fortemente le nostre aziende senza difendere l’ambiente), abbiamo ottenuto il raddoppio (da 200 a 420 milioni) dei fondi a nostra disposizione per importanti opere energetiche, abbiamo sbloccato i fondi europei per i lavori del MOSE, la barriera mobile che difenderà Venezia dal fenomeno ormai ricorrente dell’“acqua alta”.
Non appena si è profilata la crisi finanziaria globale, abbiamo convinto Europa e Stati Uniti ad affrontarla con interventi coordinati, basati su questi punti fermi: non consentire il fallimento di nessuna banca, proteggere i risparmi dei cittadini, garantire le fasce più deboli, sostenere le imprese e i lavoratori. Il nostro Governo ha dato l’esempio a tutta Europa: abbiamo messo al sicuro i conti pubblici con una legge finanziaria valida per la prima volta non per uno ma per tre anni; siamo stati i primi, il 10 ottobre 2008, a garantire che nessuna banca italiana sarebbe fallita e a proteggere i risparmi depositati nelle nostre banche.
Siamo quelli che in Europa hanno stanziato più fondi a favore delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese e dell’economia reale, per un totale di 55,8 miliardi di euro: 17,8 miliardi per rimettere in moto le grandi opere bloccate dalla sinistra, 9 miliardi di misure a protezione dei più deboli, 2 miliardi per le imprese dei settori più colpiti, 9 miliardi nel fondo a disposizione della Presidenza del Consiglio per rilanciare le imprese in crisi, 9 miliardi per gli ammortizzatori sociali cosiddetti “in deroga”, perché estesi, per la prima volta, al di fuori della Cassa Integrazione ordinaria e straordinaria, ai lavoratori delle piccole imprese, a quelli interinali, agli apprendisti, ai collaboratori a progetto. Per la ricostruzione dell’Abruzzo, superata la fase dell’emergenza, abbiamo avviato interventi per 8 miliardi di euro e coinvolto l’Europa attraverso il Fondo di solidarietà per le calamità naturali. Abbiamo lanciato ai leader internazionali la proposta di “adottare” un’opera d’arte, un monumento storico, una chiesa da ricostruire com’era e dov’era. Abbiamo deciso di tenere la riunione del G8 a L’Aquila, per avvicinare la capitale dell’economia alla capitale del dolore.
E dalla prossima settimana iniziano i lavori per la realizzazione di abitazioni per 15 mila persone.
Questi sono fatti, non parole.
Forte di questi fatti, anche stavolta mi espongo direttamente al giudizio dei cittadini, impegnandomi come capolista in tutto il Paese, così da rappresentare l’Italia in Europa con una investitura popolare diretta che nessun altro leader europeo potrà vantare.
Per questo motivo sabato 6 e domenica 7 giugno invito gli italiani a votare per il Popolo della Libertà e a scrivere il mio cognome accanto al simbolo. Per metterci in grado di lavorare con maggior forza per il bene di tutti: più forti dell’invidia, più forti della calunnia, più forti dell’odio.

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Vincerà al primo turno

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"L’entusiasmo che ci circonda e’ tale che dobbiamo essere certi che gli elettori daranno la vittoria a noi, a Guido, gia’ al primo turno elettorale."

Lo ha affermato il presidente Silvio Berlusconi, intervenuto telefonicamente a Milano all’apertura ufficiale della campagna elettorale del nostro candidato alla Provincia Guido Podestà.


"Un anno fa, gli italiani ci hanno dato il compito di governare il paese. In questo anno abbiamo affrontato e risolto molte emergenze che abbiamo avuto in eredita’ dal passato governo e ora con lo stesso spirito stiamo affrontando emergenze ben piu’ gravi come la crisi economica e il terremoto in Abruzzo. Il consenso che gli italiani ci dimostrano e che ora verificheremo con le elezioni europee e amministrative ci dice che siamo andati e stiamo andando nella giusta direzione". Il presidente Berlusconi ha poi ricordato le prioritarie aree di intervento su cui si concentrera’ l’opera della nuova maggioranza alla provincia, il sostegno all’economia, le infrastrutture, la sicurezza: "Sono quelle su cui abbiamo costruito il nostro accordo politico vasto, che comprende anche la Lega Nord fin dal primo turno: la dimostrazione dell’unita’ e dell’accordo che sono premessa ottima per garantire che governeremo bene".

In collegamento telefonico con il Teatro Dal Verme, Silvio Berlusconi ha annunciato l’intenzione del governo di superare le province e si e’ augurato che anche il centrosinistra e l’Udc sostengano la riforma costituzionale per l’istituzione delle citta’ metropolitane, come previsto nei loro programmi a Milano. "Le province sono una dimensione e uno strumento vecchio e abbiamo intenzione di superarle - ha osservato Berlusconi - e in queste grandi aree urbane come quella di Milano intendiamo realizzare la citta’ metropolitana". Affermando che l’istituzione delle citta’ metropolitane e’ inserito anche nei programmi del Pd e dell’Udc in corsa per Palazzo Isimbardi, Berlusconi ha auspicato che anche i loro gruppi parlamentari sostengano questa posizione. "Sono contento che il Pd e l’Udc abbiano inserito questo traguardo nei loro programmi alle provinciali ma questo assomiglia ad un inganno perche’ la riforma non la fara’ il consiglio provinciale ma la deve fare il Parlamento. Sara’ la nostra maggioranza alle Camere casomai che la votera’ e speriamo che (Pd e Udc, ndr) mantengano la parola che hanno messo nei programmi e diano il loro voto in quella occasione".

Europee 2009: "Vota Berlusconi"

Berlusconi: Entro l'estate alloggi per tutti i terremotati d'Abruzzo

alloggi per i terremotati d'Abruzzo

"Il governo non intende costruire baraccopoli ne’ tendopoli, ma dare un alloggio a tutti, grazie anche alla disponibilita’ delle associazioni alberghiere e alla generosita’ degli italiani che hanno messo a disposizione le proprie case. Quindi prima del freddo dell’autunno chiuderemo tutte le tendopoli".

Lo ha affermato il presidente Berlusconi che, in visita a Poggio Picenze, ha ribadito l’impegno suo e di tutto il governo di permettere alla popolazione terremotata d’Abruzzo di abbandonate le tendopoli prima che torni il freddo dell’autunno. "Chi vuole ricostruire la propria casa dov’era o in un altro luogo avra’ il sostegno dello Stato. Le speculazioni non sono possibili perche’ queste case le dobbiamo fare in sei mesi. Ci sara’ un bando, niente speculazioni e niente mafia. Ci saranno controlli rigidissimi contro le speculazioni e la mafia. Faremo case tecnologicamente avanzate, appartamenti da 50 metri a 102-104 super sicure perche’ saranno costruite su una piastra che separa il tutto dal terreno e percio’ anche se arriva qualsiasi tipo di scossa non accade nulla. Saranno anche piacevoli dal punto di vista estetico".

Il presidente del Consiglio ha sottolineato che sull’una tantum sui redditi alti per contribuire alla ricostruzione in Abruzzo non e’ stata presa nessuna decisione: "Questa tassa qualcuno l’ha evocata tra le ipotesi. Io assolutamente ho detto che non c’e’ stata nessuna decisione".

I Fatti del Buongoverno: Assegno agli sfollati del terremoto

BuonGoverno


C’è anche un assegno per gli sfollati fra le misure approvate dal governo a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma. La misura è contenuta in un’ordinanza della Protezione civile discussa dal consiglio dei ministri. In virtù del decreto sullo stato di calamità, infatti, la Protezione civile è autorizzata a adottare misure (anche di spesa), che sono garantite dal ministero dell’Economia.

L’assegno per gli sfollati (che può salire del 67% in caso di handicap) andrà a tutte le persone costrette ad abbandonare la casa per il sisma, ed ospitate nelle tendopoli o negli alberghi della costa abruzzese. L’ammontare dell’assegno sarà intorno ai 400 euro al mese.

Queste sono le altre misure predisposte dal consiglio dei ministri di oggi:

Bollette. Viene sospeso il pagamento delle utenze domestiche. I residenti nei comuni colpiti dal sisma non pagheranno per diversi mesi le bollette di luce e gas.
Mutui. Viene prevista la sospensione dei versamenti dei ratei di mutuo per le persone colpite dal sisma. Con un successivo decreto, il governo stabilirà le modalità d’interazione con le banche.
Straordinari. Viene aumentato il monte-ore straordinari delle forze dell’ordine e forze armate coinvolte nell’emergenza-terremoto. Viene forfetizzato un aumento legato allo straordinario sforzo sostenuto dai soccorritori.


Agricoltura. Viene previsto dall’ordinanza un contributo di 4.000 euro per i coltivatori e gli allevatori che hanno subito danni nelle proprie aziende.
Farmacie. Il governo rimuove tutti i vincoli di legge previsti per i farmacisti. Potranno vendere i farmaci senza prescrizione medica.
Ammortizzatori. Viene allungato di ulteriori sei mesi il periodo massimo di cassa integrazione per i lavoratori della provincia dell’Aquila. In più forme di ammortizzatori sociali sono previste per i lavoratori autonomi (bar, artigiani, piccole botteghe), nella forma di un assegno mensile di 800 euro.


Contributi. Tutti i datori di lavoro delle aree colpite dal sisma, sono esentati dal pagamento dei contributi ai diversi enti.
Tasse. L’agenzia delle entrate ha avviato la sospensione del pagamento delle imposte sia delle persone fisiche sia delle imprese residenti nelle aree colpite dal sisma.

Inoltre il governo ha stanziato altri 70 milioni di euro (che porta a 100 quelli immediatamente disponibili) per le spese relative a questi primi giorni di emergenza.

Berlusconi: Pene severe contro gli sciacalli del terremoto

Pene Severe per gli sciacalli

"Le pene saranno molto, molto severe, per chi si renderà colpevole del reato di sciacallaggio”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che nel corso di una conferenza stampa a L’Aquila ha annunciato un suo nuovo progetto: "Dividere in cento le zone da ricostruire e affidarne la responsabilita’ ognuna a una provincia italiana". Cento cantieri avviati dopo l’indizione di gare di appalto.
 
Berlusconi ha ribadito l’intenzione di costruire "new town" a cominciare dai luoghi interessati dal sisma, parallelamente alla riedificazione dei beni artistici e culturali, come le Chiese. "Pensiamo a costruzioni piccole, ma dotate di tutti i comfort, moderne, con zone verdi, parchi, per nulla somiglianti a ghetti emarginati dal resto del paese". Il nostro premier ha assicurato, quindi, che il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha reperito risorse per la ricostruzione immediata della casa dello studente e delle altre strutture scolastiche: "Sono 16 milioni, un segno di speranza per la ricostruzione".
 
Berlusconi ha mostrato diverse foto scattate da elicotteri o aerei delle zone colpite dal terremoto che sono monitorate dall’alto in modo da avere un’idea piu’ chiara di dove andare a intervenire con piu’ rapidita’. "I tecnici - ha osservato il premier - sono gia’ a lavoro. All’inizio abbiamo pensato a circa 1000 vittime. Adesso siamo a 260 morti accertati, di cui 16 bambini. Le zone sono state organizzate in centri operativi, cinque, a cui ne verra’ presto aggiunto un altro. Sono 2962 tende installate che hanno accolto 17772 persone. Siamo a posto per quanto riguarda le attrezzature, brande coperte e torri faro. Ci sono in totale 31 tendopoli, e abbiamo installato gia’ 24 cucine da campo e 14 ambulatori".
 
Berlusconi e’ poi ritornato a parlare degli aiuti: "Sono commosso dall’onda di solidarieta’ e dal lavoro dei soccorritori, ma devo dire che non c’e’ bisogno di mandare vestiti, scarpe e generi alimentari. È meglio che siano inviati fondi, anche ricavati dalla vendita di quel materiale, da destinare su un conto corrente nazionale". Inoltre il presidente del Consiglio ha parlato dei detenuti trasferiti dalle carceri della zona in altre strutture: "Sono 140 i detenuti trasferiti a Spoleto, Pescara e Rebibbia a Roma, perche’ dicevano, giustamente, di sentirsi ’topi in gabbia’ all’interno degli edifici allocati nelle zone colpite dal sisma. 81 di questi sono in regime speciale di 41 bis, uno e’ detenuto per terrorismo".
 
Rispondendo alle domande dei giornalisti, il nostro premier ha spiegato che non e’ "fuori luogo" quello che ha detto ieri alle popolazioni sfollate in merito al trasferimento negli alberghi della costa: "Abbiamo invitato e continuiamo a invitare le persone a usufruire degli alloggi alberghieri, ne abbiamo gia’ 17 mila a disposizione e 10 mila posti sono stati riempiti. Poiche’ ci sono 17 mila persone nei campi, 7 mila possono andare subito nelle prossime ore negli alberghi e abbiamo la possibilita’ di reperirne altri".

Berlusconi: Tempi rapidi e certi per la ricostruzione di L'Aquila

Ricostruzione Zone Terremotate


"Saro’ qui ogni giorno e mi mettero’ a disposizione per quello che serve. Fa parte della mia attivita’ ed e’ il mio dovere". Lo ha affermato il presidente Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa in cui ha spiegato la situazione in Abruzzo dopo il terremoto. Il pericolo delle scosse telluriche non e’ ancora passato, tuttavia il nostro premier ha rivolto agli abruzzesi l’invito "di non rientrare nelle proprie case, rassicurandoli sul fatto che “i nuovi palazzi saranno costruiti con il sistema anti sismico”.

Berlusconi ha poi fatto un bilancio della situazione: 150 persone estratte vive dalle macerie, gli interventi per cercare eventuali superstiti dureranno ancora 48 ore perche’ nulla deve essere lasciato intentato. Le vittime complessivamente, fino ad oggi, sono state 207, 190 identificate e 17 ancora da identificare. I dispersi sono 15, 1.000 i feriti, e fra questi 100 sono in condizioni difficili; 179 feriti sono stati trasportati in ospedali abruzzesi. Complessivamente nella zona dell’Aquilano colpita dal terremoto lavorano piu’ di 7mila soccorritori. Sono presenti sul luogo con ambulanze, cucine, tende, 12 regioni.

Il nostro presidente ha lodato tutti i soccorritori perche’ c’e’ stata una "gara tempestiva di solidarieta’ grazie alla quale sono state installate 20 tendopoli e 16 cucine da campo, piu’ di 2mila le tende gia’ preparate per 4.500 persone. Altre 2mila tende saranno allestite in caso di pioggia in siti in via di definizione. Tutti i volontari lavorano ininterrottamente da tre giorni e per questo siamo ammirati e grati". Poi il Presidente del Consiglio ha voluto smentire alcuni titoli di stampa stranieri che hanno parlato di alberghi requisiti per ospitare gli sfollati: "Nessun albergo e’ stato requisito le stanze occupate sono state offerte a prezzi naturalmente scontati grazie al grande spirito di solidarieta’ manifestato da tutti gli abruzzesi".

Il presidente del Consiglio ha inoltre fatto gli auguri al nuovo prefetto de L’Aquila Gabrielli, nella speranza che possa presto integrarsi nelle operazioni di ricostruzione. Quindi il premier ha parlato dai beni culturali colpiti dal terremoto ed ha annunciato un inventario ed un piano d’intervento specifico per i beni culturali. "Il bilancio di queste ore dopo il terremoto - ha spiegato Berlusconi - e’ assolutamente positivo. Domani iniziera’ l’inventario dei danni alle case colpite dal terremoto e 1.500 tecnici valuteranno le condizioni in cui si trovano le abitazioni colpite dal terremoto".

Berlusconi ha raccontato di quante e quali siano state le offerte del mondo internazionale che e’ stato molto vicino all’Italia nel dolore del terremoto. Offerte che il Governo ha rifiutato perche’ non c’e’ stato bisogno di aiuti particolari. "Siamo un popolo fiero, un Paese capace e non abbiamo bisogno di aiuti per questo tipo di emergenza". Accettiamo invece, come il premier ha spiegato allo speaker della Camera degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, eventuali raccolte di fondi per la costruzione di edifici.

Nel corso della conferenza stampa, Silvio Berlusconi ha anche parlato del Presidente degli Stati Uniti Obama, sottolineando come i rapporti con la nuova amministrazione Usa siano ottimi. "Obama mi ha manifestato la sua grande stima. D’altra parte le proposte che io gli ho fatto sono state tutte accettate, prima fra tutte l’incontro con la Russia che c’e’ stato recentemente". Il Presidente del Consiglio ha annunciato inoltre di estendere la Cassa Integrazione anche a quei lavoratori autonomi, commercianti e artigiani che hanno perso il lavoro a causa del terremoto. "La linea del Governo e’ quella dell’economia sociale dello Stato, vale a dire che i cittadini non devono sentirsi emarginati, nella malattia o nelle calamita’. Lo Stato, dunque, e’ vicino ai cittadini che sono in difficolta’ sia per la crisi economica che per il terremoto, insomma, people first, vale a dire prima i cittadini.

Infine Berlusconi e’ tornato a parlare della sua idea di costruire nuove citta’ nelle vicinanze dei capoluoghi di provincia E non ha nascosto che la prima “new town” gli piacerebbe fosse costruita a ridosso de L’Aquila. Per quanto riguarda la ricostruzione l’Italia potra’ contare su un cospicuo fondo dell’Unione Europea e quelli che mancano li mettera’ il Governo stesso ma, ha garantito, i tempi della ricostruzione "saranno rapidi e certi". A chi gli ha fatto notare che forse era meglio mettere in sicurezza gli edifici piuttosto che costruire il ponte sullo Stretto di Messina, Berlusconi ha risposto che "per l’Italia il ponte sullo Stretto e’ un’opera prioritaria che dara’ ai siciliani lo status di cittadini italiani".

Berlusconi:Già pronti i soldi per ricostruire al città di L'Aquila

TerremotoAquila

"I soldi per la ricostruzione gia' ci sono. Ho convocato un Consiglio dei ministri ad hoc". Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa alla scuola della Guardia di finanza dell'Aquila parlando del sisma che la scorsa notte ha devastato gran parte del territorio del capoluogo di regione.

Con Berlusconi c'erano i ministri Roberto Maroni e Altero Matteoli, il capo della protezione civile Bertolaso, il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, e la presidente della Provincia Stefania Pezzopane. Berlusconi ha spiegato che si sta operando tra le macerie con mezzi non meccanici, facendo ricorso anche a telecamere a infrarossi per accertare la presenza di superstiti. "Ne abbiamo salvati gia' molti", ha spiegato il presidente, "ma c'e' ancora molto da lavorare. "Ho fatto un giro con l'elicottero sulla zona colpita dal terremoto ed effettivamente si vedono molte macerie ma di edifici vecchi o molto vecchi. Anche qui dove ci troviamo ora sono caduti dei calcinacci ma se le strutture sono ben fatte il terremoto ha potuto provocare solo lesioni non particolarmente importanti".

Berlusconi ha spiegato che l'epicentro del sisma ha avuto una profondita' tra i 10-15 chilometri, tenendo a precisare che "c'e' stata una concertazione immediata tra tutte le istituzioni e gli enti interessati. La parola d'ordine e' garantire i soccorsi, salvare chi e' sotto le macerie, non c'e' nessuno che sara' lasciato solo". Berlusconi ha poi annunciato che stanno arrivando all'Aquila diverse migliaia di persone con colonne mobili costituite praticamente da tutti i Corpi. "Abbiamo un numero di soccorritori assolutamente adeguato" e ha aggiunto di "aver ricevuto la solidarieta' dei presidenti degli Usa e della Russia".

Il nostro presidente ha poi rivolto un invito ai cittadini a non entrare nelle case lesionate ma di recarsi, nei punti di raccolta istituiti presso la caserma Rossi, lo stadio Fattori, piazza d'Armi, e i campi sportivi di Centi Colella e Acquasanta, cose ribadite subito dopo da Bertolaso, il quale ha ricordato che Palazzo Chigi ha deciso immediatamente lo stato di emergenza. Berlusconi infine ha tenuto a precisare che "il terremoto e' un evento che purtroppo non possiamo prevedere, non c'e' nessuno che possa dire che ci saranno o meno altre scosse. Questo ce lo hanno ulteriormente confermato tutti i maggiori esperti della rete sismica italiana interpellati. Ora e' tempo di reagire".

Nel suo intervento Bertolaso ha ricordato come proprio all'Aquila si sia riunita nei giorni scorsi la Commissione grandi rischi. "C'erano tutti esperti di chiara fama che hanno stabilito che dopo la scossa di fine marzo del quarto grado della Scala Richter non era assolutamente prevedibile ipotizzare o meno altre scosse. L'unica cosa che si poteva fare era quella di organizzare il sistema, e noi lo abbiamo fatto. La nostra missione fondamentale e' di quella di intervenire tra le macerie con la massima delicatezza".

Berlusconi: è l'ora delle riforme

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Silvio Berlusconi torna a parlare, intervistato dalla trasmissione Porta a Porta, della nascita del nuovo soggetto politico, ribadendo che si tratta di un partito che "raccoglierà l'adesione e il voto della grande maggioranza degli italiani che ama la libertà, vuole difendere la libertà e non si riconosce nella sinistra". Quanto al futuro leader del Pdl, per Berlusconi "tutti possono essere i miei successori".

"Spero che, quando un successore avanzerà e sarà riconosciuto dagli altri come il leader del futuro, io possa diventare il padre nobile del partito e godermi qualche anno di riposo cosa cui massimamente aspiro".

Il presidente del Consiglio ha poi escluso eventuali problemi di coabitazione tra le ex componenti di Alleanza nazionale e Forza Italia: "Non credo. Io ho sempre mediato tra tutti gli alleati che hanno fatto parte prima del Polo della Libertà e poi della Casa delle Libertà e sino a ora nel mio governo e della nostra maggioranza. Quindi non vedo nessuna difficoltà, anzi direi che adesso da qui in avanti le difficoltà sono cadute anche perchè tutti si sono riconosciuti in me".

Stesso discorso per quanto riguarda il rapporto con la Lega Nord che, ha tenuto a precisare il premier, "sarà come prima", ovvero "molto buono". La Lega "naturalmente ha dei suoi obiettivi in cui anche noi ci riconosciamo come il federalismo fiscale che, secondo noi, avrà non soltanto il merito di responsabilizzare di più gli amministratori locali ma - ha aggiunto - avrà anche il merito di contrastare l'evasione fiscale".

In merito alle accuse di essere un "ducetto", Berlusconi sottolinea come sia "esattamente il contrario". "Nell'architettura istituzionale italiana il presidente del Consiglio è primus inter pares, non ha nessun potere personale. Ha soltanto quello di redigere l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri".

E allora, si chiede il presidente del Consiglio, "che cosa metto in campo? La mia autorevolezza personale e politica per convincere gli altri a fare ciò che mi sembra giusto. Insomma io non posso, anche per la mia natura sono così, obbligare qualcuno a fare cose di cui non è convinto".

Capitolo riforme. Berlusconi apre al dialogo con l'opposizione ("devono essere fatte possibilmente con il concorso di tutti"), ma se non sarà possibile "i nostri elettori ci hanno dato mandato di portare avanti il nostro programma e – conclude - lo faremo quindi con i nostri numeri".