Il Popolo della Libertà di Lainate
Responsabile Sito: Smachetti Alessandro
Elezioni Regionali 2010

Per la Lombardia: 6258 voti (52,246%)

Formigoni

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Aperitivo in Musica con Sante Zuffada - "Lunedì 15 Marzo Bar Gelateria Aspesi"

Invito_Zuffada
Cara Amica e Caro Amico,
 
la campagna elettorale per le Elezioni Regionali della Lombardia del prossimo 28 e 29 Marzo è ormai entrata nel vivo, malgrado i maldestri tentativi di qualche manigoldo di “truccare” la libera espressione di voto dei Lombardi.
 
In questa competizione elettorale, oltre al voto alla lista del Popolo della Libertà, sarà fondamentale esprimere la propria preferenza, scrivendo il nome del candidato Consigliere a cui si vuole dare il proprio appoggio. Tra i molti che si presentano, ho deciso di appoggiare la ricandidatura di Sante Zuffada, già Consigliere Regionale uscente: è una persona onesta e leale, sempre dalla parte dei cittadini, sempre presente sul territorio, sempre disponibile ad aiutare i propri amici.
 
Senza trascurare che Sante Zuffada sta profondendo il suo massimo impegno anche per il nostro territorio: in particolare, si sta occupando del previsto spostamento del casello autostradale di Lainate, per cercare di farlo restare nel nostro Comune. Ma, oltre che impegnarsi per noi, Sante Zuffada si può anche vantare di aver già ottenuto un risultato concreto, per i lainatesi: si tratta della vicenda del sottopasso di Corso Europa, di cui si parlava da decenni e che, proprio in questi giorni, si sta concludendo con esito positivo, grazie al suo intervento.
 
Avere un amico come Sante Zuffada in Regione Lombardia è un vantaggio per tutta la nostra città. E' proprio per questo, per conoscere personalmente e meglio Sante Zuffada e per dimostrargli tutto il nostro supporto che Ti invito a partecipare all'Aperitivo in Musica con Sante Zuffada che si terrà Lunedì 15 Marzo dalle ore 18:30 alle ore 20:00 al Bar Gelateria Aspesi in via XXV Aprile (angolo via Grandi e Treves) di Lainate.

IL DECRETO CHE SALVA IL VOTO

Il decreto varato dal governo è un decreto interpretativo, che non prevede nessuna modifica della legge elettorale, delle procedure elettorali, che non riapre i termini per presentare le liste. scaduti lo scorso 28 febbraio.

Poichè interpretazioni difformi hanno creato situazioni contestate il governo ha dato una interpretazione autentica delle norme vigenti, senza modificarle, per consentire ai giudici del TAR di applicare la legge in modo corretto.

E’ uno strumento a disposizione della magistratura amministrativa. Saranno i TAR e non il governo a decidere se le liste escluse potranno rientare. Il governo si limita a dire quale è l’interpretatzione da dare alle norme vigenti, dato che sono state applicate in modo non corretto.

Ad esempio, nella circolare del ministero esplicativa del ministero dell’interno si dice con chiarezza che il cancelleire non può rifiuttarsi di ricevere le liste nemmeno se le giudica irregolari o se sono presentate fuori termine. A Roma questo non è accaduto.

Far decidere i TAR meglio e bene, sulla base della interpretazione corretta della legge. Per questo è un decreto salva diritto di voto, non salva liste.

Primi Gazebi per le elezioni regionali

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FORMIGONI: PARTITA ROVESCIATA I NOSTRI AVVERSARI SENZA FIRME

Roberto_Formigoni
Da grande accusatore ad accusato. Dopo una giornata di controlli in Tribunale ora sono gli sfidanti a doversi difendere: «Sulle firme che accompagnano le liste di Filippo Penati sono state riscontrate numerose e gravi irregolarità». Roberto Formigoni passa al contrattacco. Riuniti i giornalisti all’hotel Gallia di Milano, il governatore ancora una volta spiazza tutti. «Le firme regolari per Penati sono meno delle 3500 necessarie. La sua lista non può dunque essere ammessa alle elezioni regionali».
Non è finita. Formigoni punta il dito contro l’ufficio centrale regionale della Corte d’appello del tribunale di Milano «che ha dapprima accettato la nostra lista, consumando in tal modo il suo potere. In seguito ha accettato il ricorso dei Radicali che era improponibile e inaccettabile ai sensi della legge. Non era nelle facoltà della Corte d’appello tornare a esaminare le nostre firme che erano già state ritenute valide».
Lo stesso ufficio ha poi commesso un’ulteriore irregolarità: «Ha dato libero accesso alle nostre liste senza avvertirci. I Radicali hanno potuto effettuare qualsiasi attività manipolatoria».

I controlli invocati dal governatore, effettuati oggi dal vice coordinatore regionale del Pdl
Massimo Corsaro, hanno portato a galla una verità diversa da quella urlata nei giorni scorsi dai grandi mezzi di comunicazione: «C’è stata manipolazione - taglia corto Formigoni -. Sono stati asportati documenti e apposti segni sulle firme». Di più: «Siamo in presenza di una manovra ordita da più soggetti per recare nocumento alle liste del centrodestra in Lombardia. Non si può scippare la democrazia in questo modo».

Parla di semplice «buon senso» il segretario nazionale della Lega lombarda
Giancarlo Giorgetti che, auspicando ora una soluzione rapida, si chiede: «Ma come si fa a pensare che la lista di Formigoni non sia sostenuta da almeno 3500 firme?».

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Formigoni: il Tar ci dara' ragione

Ricorso depositato "Sereni"



Guido Podestà e Massimo Corsaro hanno presentato il ricorso alla Corte d'Appello di Milano per l'ammissione della lista del presidente Formigoni

www.formigoni.it

Elezioni Regionali 28 e 29 Marzo - Roberto Formigoni

lista candidati regionali
Sono lombardo e come voi amo immensamente la Lombardia dove - fin da ragazzo e grazie a forti legami di amicizia - ho avuto la possibilità di realizzare la mia personale vocazione: un impegno umano e civile straordinario che mi ha portato fino alla politica.


NEL SEGNO DELL'AMICIZIA
Sono nato nel 1947, primo di tre fratelli, in una casa di due piani nel centro di Lecco, già dimora dell'onorevole Vittorio Calvetti, storico deputato della Democrazia cristiana, e dell'onorevole Guido Alborghetti del Partito repubblicano italiano: qui trovò sede anche la sezione lecchese del Partito socialdemocratico e, sempre qui, nacque Giulio Boscagli, futuro sindaco della città. Come vedete le premonizioni della politica abbondavano fin d’allora.

A Lecco ho respirato l'impegno sociale e politico, immergendomi pienamente nella vita della comunità del mio paese e vivendo le grandi battaglie degli anni Settanta. L'incontro con don Luigi Giussani e l'esperienza di Gioventù studentesca prima e di Comunione e Liberazione poi hanno rappresentato il terreno fertile su cui è germogliata la mia passione per la politica.

Ricordo ancora le giornate trascorse in via Ariosto a Milano con tanti amici tra cui Angelo Scola, ora patriarca di Venezia, Sante Bagnoli, fondatore della casa editrice Jaca Book, Pier Alberto Bertazzi, medico e professore, e un allora giovanissimo Giancarlo Cesana, oggi docente universitario. Dalla condivisione di quelle esperienze esaltanti ho tratto la forza per il mio impegno in quegli anni così affascinanti e tormentati: allora, nelle scuole e all'università, io e molti amici dovevamo combattere ogni giorno per affermare il diritto di tutti e di ciascuno a parlare e a difendere le esperienze di vita e di lavoro generate da una vera amicizia.


IL MIO SESSANTOTTO

Per questo, per me, resta indimenticabile l'esperienza come direttore del
Crocevia, giornale studentesco del liceo Manzoni di Lecco: fu uno spazio di confronto dove poter liberamente esprimere idee e opinioni, anche in contrasto con il comune sentire dell'epoca.
Sono sempre stato un anticonformista: il percorso aureo di un ragazzo lecchese degli anni Settanta prevedeva di diventare ingegnere, commercialista o medico.

Io sono andato contro le regole iscrivendomi alla facoltà di Filosofia dell'Università Cattolica di Milano, dove mi sono laureato l’11 novembre 1971 (erano circa le ore 13) con 110 e lode e bacio accademico. Cosa mi attraeva allora? Organizzare cooperative di lavoro per aiutare e favorire le relazioni nel lavoro e la cultura.


QUANDO LE PASSIONI SI TRASFORMANO IN POLITICA
Il mio approdo in politica è stato il modo più naturale di continuare a coltivare queste passioni, nella consapevolezza di potermi rendere maggiormente utile assumendo pubblicamente la difesa delle cose che io, e tanti altri come me, avevamo costruito attraverso le cooperative e i centri culturali.

Era necessario, anche in campo politico, realizzare un progetto che aiutasse queste opere a vivere e desse voce alle persone che credevano in tale percorso. Questo era il progetto politico del Movimento popolare di cui sono stato fondatore e presidente fino al 1987 e che ha dato vita a straordinarie iniziative la cui più nota è certamente il Meeting per l’amicizia fra i popoli a Rimini che nel 2010 giungerà alla trentunesima edizione: difendere la libertà di tutti, credenti e non credenti. Difendere la creatività sociale di tutte queste persone. Il mio concetto di politica è ancora difendere la società e rispondere concretamente alle sue domande.


ROCK, MILAN E LETTERATURA: GLI AMORI DI UNA VITA
Gli anni Sessanta e Settanta sono stati non solo anni di grande impegno politico, ma anche di grande musica rock dai Beatles ai Rolling Stones fino ai Jefferson Airplane, senza dimenticare il grande Lucio Battisti: l’ascolto della musica era - e lo è ancora (nel mio ipod, oggi, ho anche Mina, Elisa, Beethoven, Mozart, i Red Hot Chili Peppers e gli AC/DC) - una delle mie passioni insieme al Milan, alla scherma (mio maestro il plurimedagliato Dario Mangiarotti), al basket, alla corsa e ai grandi nomi della letteratura mondiale da Pavese a Kerouac a Péguy.

Ma non ho mai dimenticato neanche il primo amore, quello per il giornalismo: la comunicazione è, a mio avviso, fondamentale in ogni ambito. Non a caso è stata per me una grande gioia quando, nel dicembre 2004, sono stato insignito della laurea honoris causa in Scienza e tecnica della comunicazione dalla Libera Università di Lingue e Comunicazione.


DALL'EUROPA A ROMA CON LA LOMBARDIA NEL CUORE
Sono stato eletto al Parlamento europeo
nel 1984. L'Italia aveva vinto il Mondiale di calcio due anni prima, ma non riuscì a qualificarsi agli Europei. Nel 1989 - rieletto al Parlamento europeo di cui sono stato vice-presidente - ho visto cambiare l'Europa e i confini che la dividevano dal proprio futuro. Conosco da vicino anche le stanze dei bottoni di Roma, dopo essere stato eletto per la prima volta al Parlamento italiano nel giugno del 1987, rieletto nel 1992 e nel 1994. Altra musica - quella degli anni Novanta - con l'avvento di quella che è stata definita la seconda Repubblica: proprio negli anni in cui i Queen registravano i loro ultimi due album e il cd mandava in soffitta le cassette.

Nel 1993-94, mi sono occupato da vicino di questioni ambientali, come sottosegretario al ministero dell'Ambiente. Un'esperienza molto interessante in un settore che, all'inizio degli anni Novanta, non aveva ancora conosciuto il clamore mediatico di oggi. Da allora ho imparato che la responsabilità ambientale è dettata anche dalla capacità di far crescere nelle giovani generazioni una sensibilità su questi temi e che milioni di piccoli gesti virtuosi fatti nelle nostre case, negli uffici o per le strade, possono davvero migliorare le prospettive nostre e del mondo in cui viviamo.

Sia al Parlamento europeo che alla commissione Esteri del Parlamento italiano, ho maturato un'ampia esperienza anche in campo internazionale, con particolare attenzione agli interventi umanitari. Nel 1990, alla vigilia della guerra, ho portato a casa dall'Iraq 250 cittadini italiani ostaggi di Saddam Hussein, quasi tutti artigiani brianzoli e tecnici lombardi dell’Eni: i loro volti li ho ancora stampati nella mente e non potrò mai dimenticarli.

 
IN CIMA AL PIRELLONE, UN ATTO DI FEDELTÀ ALLA MIA REGIONE

Nel 1995 è iniziata la mia avventura come presidente di Regione Lombardia. Sono stato rieletto nel 2000 con il sostegno del 62,5 per cento dei votanti. Tra i significativi risultati della VI e della VII legislatura ci sono stati il varo di un'avanzata e articolata politica ambientale, con il Libro azzurro della mobilità e dell'ambiente, il piano socio-sanitario, l'innovativa legge sui servizi di pubblica utilità e la realizzazione del polo esterno della Fiera di Milano, uno dei più grandi al mondo.

Ho voluto inoltre promuovere il sistema socio-economico lombardo in campo internazionale, attraverso progetti come il Club delle Regioni, e missioni istituzionali di altissimo livello che toccano tutti e cinque i continenti, come quella in Cina insieme ai Quattro Motori per l'Europa, quella in Sud Africa e quella in Australia. Mostro ancora con orgoglio le mie foto con Tony Blair, Josè Aznar, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, Lech Walesa, Michail Gorbaciov, Nelson Mandela, Kofi Annan e Arnold Schwarznegger.

La guida della più importante Regione italiana, che realizza un quarto del Pil del Paese e attrae il 50 per cento degli investimenti esteri, è stata anche l'occasione per sperimentare modelli di sviluppo che, in molti casi, si sono poi diffusi a livello nazionale: per questo rappresenta una straordinaria occasione di innovazione e di dialogo con le forze più vitali del Paese.

Un percorso che è proseguito anche dopo il 2005, quando sono stato riconfermato presidente: in quel momento ho rinnovato il mio impegno a portare a termine i progetti intrapresi nel cammino di modernizzazione, a dare forma stabile alla sussidiarietà, a sostenere la competitività e a mantenere fermo il timone del federalismo.


DALL'IMPEGNO PRESENTE AL FUTURO
Per l'VIII legislatura (2005-2010) ho posto come priorità strategiche il consolidamento di una governance fondata sulla sussidiarietà e il rilancio dell'attrattività della Lombardia. È nata così l'esperienza del comitato strategico per la competitività, che raccoglie i protagonisti dello sviluppo industriale e tecnologico italiano tra cui Mario Monti, Alessandro Profumo, Corrado Passera, Marco Tronchetti Provera e Santo Versace. Insieme a loro, viene messo a punto il manifesto per la competitività: un progetto organico e integrato di interventi che ha generato iniziative di rilievo quali un'innovativa legge per la competitività; è nato anche un accordo di programma con il sistema camerale per creare sinergie di progetti e risorse, in particolare su ricerca, innovazione e internazionalizzazione.

Grazie anche alla riforma del quadro normativo riguardante istruzione, formazione e mercato del lavoro, e al deciso impulso dato all'adeguamento infrastrutturale, è stato creato un contesto favorevole al pieno protagonismo e alla crescita delle persone e di tutto il sistema Lombardia. Per questo, quando nel 2006 sono stato eletto al Senato, ho valutato insieme agli stessi cittadini, agli amici e ai miei collaboratori che fosse più importante rimanere presidente della Regione per continuare - da questa posizione - a lavorare al servizio dei lombardi. È quello che continuo a fare tutti giorni, dal 1995.

Con più passione di prima, con una convinzione e un entusiasmo crescenti.