Il Popolo della Libertà di Lainate
Responsabile Sito: Smachetti Alessandro

Lainate sostiene Silvio Berlusconi

Lainate dice si al governo Berlusconi

Grande successo della raccolta firme a sostegno di Silvio Berlusconi anche a Lainate, Grancia Pagliera e Barbaiana.

Tra Venerdì 10 e Domenica 12 Dicembre gli attivisti del Popolo delle Libertà hanno infatti raccolto nei banchetti e "porta a porta" 738 firme a sostegno del Governo, contro il tradimento del mandato elettorale.

“Il messaggio della gente è chiaro ed inequivocabile. Le congiure di palazzo e i giochi di potere –sottolineano gli organizzatori- risultano incomprensibili ed inaccettabili, tanto più con un governo che sta realizzando le riforme e che ha tutelato il Paese dalla crisi internazionale”.

“I cittadini chiedono alla politica serietà e responsabilità. Per questo il Popolo della Libertà –concludono i militanti- senza strilli ed urla e senza manifestazioni che provocano disagi e danni ad alcuno, è sceso in piazza per dare voce ed espressione a quella maggioranza moderata e liberale che vuole continuare a confermare la propria fiducia e il proprio sostegno al Premier Berlusconi”.

Coordinamento PDL Lainate

Grande successo per la raccolta firme

Grazie al Governo Berlusconi firma anche tu a sostegno del Governo

Sono circa 200 le firme raccolte questa mattina in Piazza Vittorio Emanuele II a Lainate a sostegno dell'esecutivo nazionale, nell'ambito della manifestazione del Pdl "Grazie al Governo Berlusconi firma anche tu a sostegno del Governo".

Abbiamo registrato con molta soddisfazione sin dalle prime ore del mattino, un'elevata presenza di cittadini che spontaneamente si sono recati in Piazza Vittorio Emanuele II a dare il loro sostegno al Governo Berlusconi.

Una partecipazione che ha sottolinea come sia forte e vivace l'interesse ed il sostegno al nostro leader, Silvio Berlusconi, che alla guida del Governo ha dimostrato e dimostrerà quanto, nonostante le difficoltà economiche internazionali, ha fatto e farà per il nostro Paese.

Questo grande successo dimostra anche la volontà di rispondere con decisione a chi in questo momento sta tradendo il Pdl e gli elettori del centrodestra e che martedì si appresta a votare insieme alla sinistra.

Domenica 12 Dicembre banchetto in P.zza Vittorio Emanuele II dalle ore 9.00

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Mettiamo in Comune la Provincia


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Gentili Signore ed Egregi Signori,

il Presidente della Provincia di Milano
On. Guido Podestà e la Sua Giunta incontreranno i Sindaci, gli Amministratori, le associazioni della zona e tutti i cittadini in un incontro pubblico che si terrà venerdì 22 ottobre 2010 presso la Sala del Consiglio di Parabiago, in piazza della Vittoria, 7 a partire dalle ore 11.30.

All'esterno della sala troverete il modulo per iscriverVi e porre le Vostre domande: siete tutti invitati a partecipare!

Chiediamo, cortesemente, di dare conferma in caso di Vostra presenza e di comunicarci
entro mercoledì 20 ottobre p.v. eventuali interventi su tematiche specifiche.

I Comuni coinvolti sono:
Lainate, Nerviano, Parabiago.

Al termine dell'incontro sarà possibile intrattenersi ulteriormente con gli Amministratori durante un buffet offerto dall'Amministrazione comunale di Parabiago.

È possibile iniziare il dibattito sulla nostra piattaforma multimediale per portare in sede pubblica eventuali istanze nate dalla partecipazione di amministratori e cittadini sul sito:
http://giuntaperta.provinciadimilano.partecipami.it/

L'occasione ci è gradita per porgere i nostri migliori saluti.

Alessandro De Chirico

Festa Nazionale del Popolo della lIbertà

FestadelPDL

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Buone Vacanze

Forza Italia nel cuore

IL PRESIDENTE BERLUSCONI : "NON TOCCHEREMO SANITA', PENSIONI, SCUOLA E UNIVERSITA'. NON AUMENTEREMO LE TASSE."

messaggio di Silvio Berlusconi

Care amiche e cari amici Promotori della libertà,
di fronte allo tsunami che sta mettendo a dura prova tutti i Paesi europei, il partito dei pessimisti, il solito partito dei pessimisti, è tornato a farsi sentire e a diffondere le solite menzogne e i soliti veleni, attribuendo al nostro Governo il proposito di varare a breve termine un insieme di provvedimenti economici punitivi che, per l’ennesima volta, sono totalmente inventati. E chiedo per questo il vostro impegno. Cioè non solo voi dovete sapere ma dovete far sapere, che non uno dei fantasiosi provvedimenti di “macelleria sociale” di cui si legge su certa stampa in questi giorni, non uno risponde al vero. Noi stiamo lavorando in stretto contatto con le parti sociali ed è assolutamente falso che sia alle viste un aumento delle imposte. Non verranno toccate né la sanità, né le pensioni, né la scuola, né l’università. E’ sicuro invece che il nostro Governo continuerà a tenere i conti pubblici in ordine come ha fatto finora con una politica prudente, coniugando il rigore con l’equità e con il sostegno allo sviluppo. Voglio ripeterlo: non aumenteremo le tasse. Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani! Invece cercheremo con ogni mezzo di combattere le spese eccessive e naturalmente l’evasione fiscale.
Sino ad oggi siamo riusciti a tutelare le famiglie, a tutelare i ceti più deboli, a tutelare le imprese, soprattutto quelle piccole e medie, con provvedimenti mirati, con provvedimenti concreti ed efficaci. Continueremo a farlo, nei limiti delle possibilità naturalmente del nostro bilancio, portando avanti la politica di buonsenso che abbiamo portato avanti negli ultimi due anni e con una gestione economica che, mantenendo in ordine i conti pubblici -questo è stato importantissimo- ha messo il nostro Paese al riparo dalla crisi, e credo che questo merito ce lo debbano tutti riconoscere, ci è stato riconosciuto da tutte le autorità monetarie internazionali, anche quelle più severe.
Per il futuro continueremo a rispettare gli impegni che l’Unione Europea impone a tutti i Paesi europei e cioè una riduzione del deficit, del nostro disavanzo per il 2011 e per il 2012.
E questo per noi significa passare dall’attuale 5% di deficit rispetto al nostro Prodotto Interno Lordo, al 3% nel 2012.
Faremo questa manovra e quando l’avremo messa a punto, quando sarà definita in tutti i suoi aspetti, la faremo conoscere a tutti gli italiani nel modo più diretto, nel modo più trasparente.
Invece penso che alimentare ogni giorno il pettegolezzo su questi argomenti sia una grave responsabilità da parte dell’opposizione.
Voi sapete bene che se il nostro Governo avesse seguito anche solo una parte delle richieste di questa opposizione, cioè più spese, più debito, l’Italia sarebbe finita come la Grecia, cioè sarebbe finita male, molto male.
Noi invece abbiamo garantito la credibilità dei nostri Bot e Cct sul mercato finanziario internazionale, che continua a investire nei titoli del nostro debito pubblico e così facendo abbiamo tutelato il risparmio delle famiglie, abbiamo assicurato la pensione a quasi 17 milioni di pensionati, abbiamo assicurato lo stipendio a 3 milioni e mezzo di dipendenti pubblici, senza mai mettere le mani, voglio ripeterlo, nelle tasche dei contribuenti.
Quindi, agendo sempre come il buon padre di famiglia che cerca di non spendere più di quello che riesce a portare a casa, il nostro Governo ha operato cercando di diffondere continuamente ottimismo e fiducia. Perché senza ottimismo, senza fiducia, non si va avanti, non si va da nessuna parte. Con gli ammortizzatori sociali, che abbiamo esteso per la prima volta anche ai lavoratori autonomi, abbiamo assicurato un sostegno a tutti coloro che hanno perso il lavoro a causa della crisi. Cioè lo Stato non ha lasciato solo nessuno. Abbiamo riportato lo Stato a fare lo Stato come ben sapete, per risolvere le emergenze dai rifiuti di Napoli e della Campania, per risolvere il dopo terremoto de L’Aquila, dove in appena 150 giorni abbiamo costruito abitazioni confortevoli e sicure per 30 mila abruzzesi a cui il terremoto aveva distrutto la casa. Ma non solo questo.
Abbiamo rilanciato il programma delle grandi opere, dal Passante di Mestre ultimato al Mose che è al 64% della sua realizzazione, fino all’avvio del Ponte sullo Stretto che sarà un’opera epocale. Abbiamo modernizzato le ferrovie con l'alta velocità che avevamo iniziato nel 1994 e oggi lo straordinario “Freccia rossa” collega Milano a Roma in meno di tre ore, in due ore e 45 minuti.
Ecco questi sono soltanto alcuni degli esempi di ciò che il nostro governo ha realizzare in questi due anni di lavoro. E sono però fatti concreti, per certi versi epocali, destinati a restare nella nostra storia.
Quindi ricordatelo, ricordatelo a chi continua ad accusarci di avere fatto poco. La sinistra continua a mettere in pratica una massima che mi sembra sia di Voltaire: “Calomniez, calomniez quelque chose restera” cioè “Calunniate, calunniate, qualche cosa resterà”. Noi invece non denigriamo, non insultiamo nessuno, non insultiamo i nostri avversari. E’ un altro segno del nostro buonsenso, della nostra esperienza, della nostra capacità di fare.
Continueremo così.
Auguro quindi a tutti Voi di riuscire a realizzare tutti i sogni e tutti i progetti che avete nella mente e nel cuore.
Per Voi, per le aziende in cui lavorate e per i Vostri cari.
Ancora grazie.

DIREZIONE NAZIONALE: Il documento finale

DocumentoFinale

La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà sottolinea la vittoria del Centrodestra nelle recenti elezioni regionali e amministrative, con un risultato storico: oggi 40 milioni di italiani sono governati a livello regionale dal Centrodestra, contro i 18 milioni amministrati dal centrosinistra.
Il Centrodestra si è confermato maggioranza nel Paese in modo inequivocabile e il Popolo della Libertà si è riaffermato come la prima grande forza politica nazionale: questo è vero al Nord dove il Popolo della Libertà ha agito in alleanza ma anche in competizione positiva con la Lega; ed è vero nel Centro-sud, dove ha dimostrato di possedere un forte radicamento territoriale.

Tutto ciò rende paradossali alcuni aspetti della polemica interna sviluppatasi in questi giorni: tensioni all’interno delle grandi forze politiche possono manifestarsi, ma è incomprensibile che vengano provocate all’indomani di una grande vittoria, dopo due anni di successi in tutte le consultazioni elettorali e dopo due anni di grandi risultati dell’azione di governo certificati dal costante consenso dei cittadini, unico caso in Europa, durante un periodo di grave crisi economica in contro tendenza rispetto alla sfiducia che ha colpito tutti gli altri governi.
Anche il confronto che si è svolto durante i lavori della Direzione ha rivelato come certe polemiche pubbliche fossero pretestuose e comunque non commisurate ad un dibattito responsabile e costruttivo.

Nei prossimi tre anni il governo, la maggioranza e il Popolo della Libertà completeranno la realizzazione del programma che ci impegna principalmente
1. a ridurre e a razionalizzare la spesa pubblica,
2. a realizzare una riforma del sistema fiscale con l’obiettivo di ridurre le tasse, compatibilmente con i vincoli di bilancio,
3. a sostenere le famiglie, il lavoro, le imprese,
4. a proseguire nella riforma e nella digitalizzazione della Pubblica amministrazione,
5. a realizzare un Piano per il Sud,
6. ad ammodernare e potenziare il sistema delle grandi infrastrutture,
7. a realizzare una riforma organica del sistema giudiziario,
8. a realizzare le riforme istituzionali, ivi compresa la modifica dei regolamenti parlamentari,
9. a proseguire nella lotta alla criminalità organizzata che ha già prodotto risultati mai raggiunti nella storia della Repubblica.

Siamo convinti che una forte ed autorevole leadership, quale quella assicurata dal Presidente Berlusconi, garantirà il raggiungimento di tutti questi obiettivi. La leadership forte è ormai un tratto caratteristico dei moderni sistemi politici e gli italiani certo non rimpiangono le leadership deboli e i governi instabili del passato. Del resto i risultati elettorali ne sono una conferma e la stabilità rafforza altresì il prestigio internazionale dell’Italia.


Una leadership forte non significa affatto rinunciare al dibattito libero e democratico che è anzi previsto dallo Statuto ed è testimoniato sia dalle innumerevoli iniziative politiche e culturali, dal grado di libertà che connota il dibattito interno nelle sedi delegate e nelle riunioni dei gruppi parlamentari, sia dall’esistenza di fondazioni, riviste, centri di riflessione e di elaborazione. Tutte le scelte politiche, anche quelle che hanno riguardato le candidature per le elezioni regionali e l’alleanza con altre formazioni politiche, sono state compiute dall’Ufficio di Presidenza attraverso un dibattito dei suoi trentasette componenti aperto e libero.

In un grande partito democratico si deve poter discutere di tutto, ma a due condizioni: che non si contraddica il programma elettorale votato dagli elettori e che, una volta assunta una decisione negli organi deputati, tutti si adeguino al risultato del voto.

Il Popolo della Libertà non può contravvenire ai principi di quella democrazia degli elettori che ha fortemente voluto e che impone che il patto stipulato con i cittadini al momento del voto sul programma sia vincolante. Rispetto a quel patto non sono possibili deroghe: come è stato ribadito anche a piazza San Giovanni lo scorso 20 marzo dal Popolo della Libertà.

Così come non sono possibili deroghe rispetto alla nostra Carta dei Valori che è la stessa della grande famiglia del Partito Popolare Europeo e che enuncia i nostri valori fondamentali che sono: la dignità della persona, la libertà e la responsabilità, l’eguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà.

I temi che non rientrano nel programma elettorale e di governo possono essere invece oggetto di dibattito e di discussione nell’ambito degli organismi statutari. Non vi è nulla di negativo se in quella sede emergono opinioni diverse. Purché sia chiaro a tutti che il principio della democraticità del dibattito non esonera dalla responsabilità di assumere decisioni finali. E che una volta che tali decisioni siano state assunte, all’unanimità o a maggioranza, esse acquistano carattere vincolante per chiunque faccia parte del PdL, sia che le abbia condivise, sia che si sia espresso in dissenso.

In tal senso questa Direzione Nazionale dà mandato al Presidente e ai Coordinatori di assumere ogni iniziativa utile ad assicurare la realizzazione del programma e delle decisioni assunte dagli organi statutari, stabilendo il rispetto delle decisioni votate democraticamente.


Quando gli italiani che amano la libertà, che vogliono restare liberi, che non si riconoscono nella sinistra, si riunirono sotto un solo simbolo e una sola bandiera, scelsero che su quel simbolo e su quella bandiera ci fosse scritto “Popolo della Libertà” e non “Partito della libertà”.
Il riferimento al “popolo” deve quindi essere un principio costante dell’azione politica del Popolo della Libertà che deve sempre più radicarsi sul territorio e incardinarsi nella storia d’Italia. Non siamo un vecchio partito. Non vogliamo dividere ma unire. Siamo al servizio del popolo italiano e del suo bene comune. Le ambizioni dei singoli non possono prevalere sull’obiettivo di servire il popolo italiano.
Del pari le “correnti” o “componenti” negano la natura stessa del Popolo della Libertà ponendosi in contraddizione con il suo programma stipulato con gli elettori e con chi è stato dagli stessi elettori designato a realizzarlo attraverso il governo della Repubblica.

La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà approva quindi le conclusioni politiche del Presidente Silvio Berlusconi e gli conferma il proprio pieno sostegno e la propria profonda gratitudine.

Per la Lombardia: 6258 voti (52,246%)

Formigoni

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Quando e come si vota

Gazebi Elezioni Regionali 2010

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Aperitivo in Musica con Sante Zuffada - "Lunedì 15 Marzo Bar Gelateria Aspesi"

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Cara Amica e Caro Amico,
 
la campagna elettorale per le Elezioni Regionali della Lombardia del prossimo 28 e 29 Marzo è ormai entrata nel vivo, malgrado i maldestri tentativi di qualche manigoldo di “truccare” la libera espressione di voto dei Lombardi.
 
In questa competizione elettorale, oltre al voto alla lista del Popolo della Libertà, sarà fondamentale esprimere la propria preferenza, scrivendo il nome del candidato Consigliere a cui si vuole dare il proprio appoggio. Tra i molti che si presentano, ho deciso di appoggiare la ricandidatura di Sante Zuffada, già Consigliere Regionale uscente: è una persona onesta e leale, sempre dalla parte dei cittadini, sempre presente sul territorio, sempre disponibile ad aiutare i propri amici.
 
Senza trascurare che Sante Zuffada sta profondendo il suo massimo impegno anche per il nostro territorio: in particolare, si sta occupando del previsto spostamento del casello autostradale di Lainate, per cercare di farlo restare nel nostro Comune. Ma, oltre che impegnarsi per noi, Sante Zuffada si può anche vantare di aver già ottenuto un risultato concreto, per i lainatesi: si tratta della vicenda del sottopasso di Corso Europa, di cui si parlava da decenni e che, proprio in questi giorni, si sta concludendo con esito positivo, grazie al suo intervento.
 
Avere un amico come Sante Zuffada in Regione Lombardia è un vantaggio per tutta la nostra città. E' proprio per questo, per conoscere personalmente e meglio Sante Zuffada e per dimostrargli tutto il nostro supporto che Ti invito a partecipare all'Aperitivo in Musica con Sante Zuffada che si terrà Lunedì 15 Marzo dalle ore 18:30 alle ore 20:00 al Bar Gelateria Aspesi in via XXV Aprile (angolo via Grandi e Treves) di Lainate.

IL DECRETO CHE SALVA IL VOTO

Il decreto varato dal governo è un decreto interpretativo, che non prevede nessuna modifica della legge elettorale, delle procedure elettorali, che non riapre i termini per presentare le liste. scaduti lo scorso 28 febbraio.

Poichè interpretazioni difformi hanno creato situazioni contestate il governo ha dato una interpretazione autentica delle norme vigenti, senza modificarle, per consentire ai giudici del TAR di applicare la legge in modo corretto.

E’ uno strumento a disposizione della magistratura amministrativa. Saranno i TAR e non il governo a decidere se le liste escluse potranno rientare. Il governo si limita a dire quale è l’interpretatzione da dare alle norme vigenti, dato che sono state applicate in modo non corretto.

Ad esempio, nella circolare del ministero esplicativa del ministero dell’interno si dice con chiarezza che il cancelleire non può rifiuttarsi di ricevere le liste nemmeno se le giudica irregolari o se sono presentate fuori termine. A Roma questo non è accaduto.

Far decidere i TAR meglio e bene, sulla base della interpretazione corretta della legge. Per questo è un decreto salva diritto di voto, non salva liste.

Primi Gazebi per le elezioni regionali

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FORMIGONI: PARTITA ROVESCIATA I NOSTRI AVVERSARI SENZA FIRME

Roberto_Formigoni
Da grande accusatore ad accusato. Dopo una giornata di controlli in Tribunale ora sono gli sfidanti a doversi difendere: «Sulle firme che accompagnano le liste di Filippo Penati sono state riscontrate numerose e gravi irregolarità». Roberto Formigoni passa al contrattacco. Riuniti i giornalisti all’hotel Gallia di Milano, il governatore ancora una volta spiazza tutti. «Le firme regolari per Penati sono meno delle 3500 necessarie. La sua lista non può dunque essere ammessa alle elezioni regionali».
Non è finita. Formigoni punta il dito contro l’ufficio centrale regionale della Corte d’appello del tribunale di Milano «che ha dapprima accettato la nostra lista, consumando in tal modo il suo potere. In seguito ha accettato il ricorso dei Radicali che era improponibile e inaccettabile ai sensi della legge. Non era nelle facoltà della Corte d’appello tornare a esaminare le nostre firme che erano già state ritenute valide».
Lo stesso ufficio ha poi commesso un’ulteriore irregolarità: «Ha dato libero accesso alle nostre liste senza avvertirci. I Radicali hanno potuto effettuare qualsiasi attività manipolatoria».

I controlli invocati dal governatore, effettuati oggi dal vice coordinatore regionale del Pdl
Massimo Corsaro, hanno portato a galla una verità diversa da quella urlata nei giorni scorsi dai grandi mezzi di comunicazione: «C’è stata manipolazione - taglia corto Formigoni -. Sono stati asportati documenti e apposti segni sulle firme». Di più: «Siamo in presenza di una manovra ordita da più soggetti per recare nocumento alle liste del centrodestra in Lombardia. Non si può scippare la democrazia in questo modo».

Parla di semplice «buon senso» il segretario nazionale della Lega lombarda
Giancarlo Giorgetti che, auspicando ora una soluzione rapida, si chiede: «Ma come si fa a pensare che la lista di Formigoni non sia sostenuta da almeno 3500 firme?».

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Formigoni: il Tar ci dara' ragione

Ricorso depositato "Sereni"



Guido Podestà e Massimo Corsaro hanno presentato il ricorso alla Corte d'Appello di Milano per l'ammissione della lista del presidente Formigoni

www.formigoni.it

Elezioni Regionali 28 e 29 Marzo - Roberto Formigoni

lista candidati regionali
Sono lombardo e come voi amo immensamente la Lombardia dove - fin da ragazzo e grazie a forti legami di amicizia - ho avuto la possibilità di realizzare la mia personale vocazione: un impegno umano e civile straordinario che mi ha portato fino alla politica.


NEL SEGNO DELL'AMICIZIA
Sono nato nel 1947, primo di tre fratelli, in una casa di due piani nel centro di Lecco, già dimora dell'onorevole Vittorio Calvetti, storico deputato della Democrazia cristiana, e dell'onorevole Guido Alborghetti del Partito repubblicano italiano: qui trovò sede anche la sezione lecchese del Partito socialdemocratico e, sempre qui, nacque Giulio Boscagli, futuro sindaco della città. Come vedete le premonizioni della politica abbondavano fin d’allora.

A Lecco ho respirato l'impegno sociale e politico, immergendomi pienamente nella vita della comunità del mio paese e vivendo le grandi battaglie degli anni Settanta. L'incontro con don Luigi Giussani e l'esperienza di Gioventù studentesca prima e di Comunione e Liberazione poi hanno rappresentato il terreno fertile su cui è germogliata la mia passione per la politica.

Ricordo ancora le giornate trascorse in via Ariosto a Milano con tanti amici tra cui Angelo Scola, ora patriarca di Venezia, Sante Bagnoli, fondatore della casa editrice Jaca Book, Pier Alberto Bertazzi, medico e professore, e un allora giovanissimo Giancarlo Cesana, oggi docente universitario. Dalla condivisione di quelle esperienze esaltanti ho tratto la forza per il mio impegno in quegli anni così affascinanti e tormentati: allora, nelle scuole e all'università, io e molti amici dovevamo combattere ogni giorno per affermare il diritto di tutti e di ciascuno a parlare e a difendere le esperienze di vita e di lavoro generate da una vera amicizia.


IL MIO SESSANTOTTO

Per questo, per me, resta indimenticabile l'esperienza come direttore del
Crocevia, giornale studentesco del liceo Manzoni di Lecco: fu uno spazio di confronto dove poter liberamente esprimere idee e opinioni, anche in contrasto con il comune sentire dell'epoca.
Sono sempre stato un anticonformista: il percorso aureo di un ragazzo lecchese degli anni Settanta prevedeva di diventare ingegnere, commercialista o medico.

Io sono andato contro le regole iscrivendomi alla facoltà di Filosofia dell'Università Cattolica di Milano, dove mi sono laureato l’11 novembre 1971 (erano circa le ore 13) con 110 e lode e bacio accademico. Cosa mi attraeva allora? Organizzare cooperative di lavoro per aiutare e favorire le relazioni nel lavoro e la cultura.


QUANDO LE PASSIONI SI TRASFORMANO IN POLITICA
Il mio approdo in politica è stato il modo più naturale di continuare a coltivare queste passioni, nella consapevolezza di potermi rendere maggiormente utile assumendo pubblicamente la difesa delle cose che io, e tanti altri come me, avevamo costruito attraverso le cooperative e i centri culturali.

Era necessario, anche in campo politico, realizzare un progetto che aiutasse queste opere a vivere e desse voce alle persone che credevano in tale percorso. Questo era il progetto politico del Movimento popolare di cui sono stato fondatore e presidente fino al 1987 e che ha dato vita a straordinarie iniziative la cui più nota è certamente il Meeting per l’amicizia fra i popoli a Rimini che nel 2010 giungerà alla trentunesima edizione: difendere la libertà di tutti, credenti e non credenti. Difendere la creatività sociale di tutte queste persone. Il mio concetto di politica è ancora difendere la società e rispondere concretamente alle sue domande.


ROCK, MILAN E LETTERATURA: GLI AMORI DI UNA VITA
Gli anni Sessanta e Settanta sono stati non solo anni di grande impegno politico, ma anche di grande musica rock dai Beatles ai Rolling Stones fino ai Jefferson Airplane, senza dimenticare il grande Lucio Battisti: l’ascolto della musica era - e lo è ancora (nel mio ipod, oggi, ho anche Mina, Elisa, Beethoven, Mozart, i Red Hot Chili Peppers e gli AC/DC) - una delle mie passioni insieme al Milan, alla scherma (mio maestro il plurimedagliato Dario Mangiarotti), al basket, alla corsa e ai grandi nomi della letteratura mondiale da Pavese a Kerouac a Péguy.

Ma non ho mai dimenticato neanche il primo amore, quello per il giornalismo: la comunicazione è, a mio avviso, fondamentale in ogni ambito. Non a caso è stata per me una grande gioia quando, nel dicembre 2004, sono stato insignito della laurea honoris causa in Scienza e tecnica della comunicazione dalla Libera Università di Lingue e Comunicazione.


DALL'EUROPA A ROMA CON LA LOMBARDIA NEL CUORE
Sono stato eletto al Parlamento europeo
nel 1984. L'Italia aveva vinto il Mondiale di calcio due anni prima, ma non riuscì a qualificarsi agli Europei. Nel 1989 - rieletto al Parlamento europeo di cui sono stato vice-presidente - ho visto cambiare l'Europa e i confini che la dividevano dal proprio futuro. Conosco da vicino anche le stanze dei bottoni di Roma, dopo essere stato eletto per la prima volta al Parlamento italiano nel giugno del 1987, rieletto nel 1992 e nel 1994. Altra musica - quella degli anni Novanta - con l'avvento di quella che è stata definita la seconda Repubblica: proprio negli anni in cui i Queen registravano i loro ultimi due album e il cd mandava in soffitta le cassette.

Nel 1993-94, mi sono occupato da vicino di questioni ambientali, come sottosegretario al ministero dell'Ambiente. Un'esperienza molto interessante in un settore che, all'inizio degli anni Novanta, non aveva ancora conosciuto il clamore mediatico di oggi. Da allora ho imparato che la responsabilità ambientale è dettata anche dalla capacità di far crescere nelle giovani generazioni una sensibilità su questi temi e che milioni di piccoli gesti virtuosi fatti nelle nostre case, negli uffici o per le strade, possono davvero migliorare le prospettive nostre e del mondo in cui viviamo.

Sia al Parlamento europeo che alla commissione Esteri del Parlamento italiano, ho maturato un'ampia esperienza anche in campo internazionale, con particolare attenzione agli interventi umanitari. Nel 1990, alla vigilia della guerra, ho portato a casa dall'Iraq 250 cittadini italiani ostaggi di Saddam Hussein, quasi tutti artigiani brianzoli e tecnici lombardi dell’Eni: i loro volti li ho ancora stampati nella mente e non potrò mai dimenticarli.

 
IN CIMA AL PIRELLONE, UN ATTO DI FEDELTÀ ALLA MIA REGIONE

Nel 1995 è iniziata la mia avventura come presidente di Regione Lombardia. Sono stato rieletto nel 2000 con il sostegno del 62,5 per cento dei votanti. Tra i significativi risultati della VI e della VII legislatura ci sono stati il varo di un'avanzata e articolata politica ambientale, con il Libro azzurro della mobilità e dell'ambiente, il piano socio-sanitario, l'innovativa legge sui servizi di pubblica utilità e la realizzazione del polo esterno della Fiera di Milano, uno dei più grandi al mondo.

Ho voluto inoltre promuovere il sistema socio-economico lombardo in campo internazionale, attraverso progetti come il Club delle Regioni, e missioni istituzionali di altissimo livello che toccano tutti e cinque i continenti, come quella in Cina insieme ai Quattro Motori per l'Europa, quella in Sud Africa e quella in Australia. Mostro ancora con orgoglio le mie foto con Tony Blair, Josè Aznar, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, Lech Walesa, Michail Gorbaciov, Nelson Mandela, Kofi Annan e Arnold Schwarznegger.

La guida della più importante Regione italiana, che realizza un quarto del Pil del Paese e attrae il 50 per cento degli investimenti esteri, è stata anche l'occasione per sperimentare modelli di sviluppo che, in molti casi, si sono poi diffusi a livello nazionale: per questo rappresenta una straordinaria occasione di innovazione e di dialogo con le forze più vitali del Paese.

Un percorso che è proseguito anche dopo il 2005, quando sono stato riconfermato presidente: in quel momento ho rinnovato il mio impegno a portare a termine i progetti intrapresi nel cammino di modernizzazione, a dare forma stabile alla sussidiarietà, a sostenere la competitività e a mantenere fermo il timone del federalismo.


DALL'IMPEGNO PRESENTE AL FUTURO
Per l'VIII legislatura (2005-2010) ho posto come priorità strategiche il consolidamento di una governance fondata sulla sussidiarietà e il rilancio dell'attrattività della Lombardia. È nata così l'esperienza del comitato strategico per la competitività, che raccoglie i protagonisti dello sviluppo industriale e tecnologico italiano tra cui Mario Monti, Alessandro Profumo, Corrado Passera, Marco Tronchetti Provera e Santo Versace. Insieme a loro, viene messo a punto il manifesto per la competitività: un progetto organico e integrato di interventi che ha generato iniziative di rilievo quali un'innovativa legge per la competitività; è nato anche un accordo di programma con il sistema camerale per creare sinergie di progetti e risorse, in particolare su ricerca, innovazione e internazionalizzazione.

Grazie anche alla riforma del quadro normativo riguardante istruzione, formazione e mercato del lavoro, e al deciso impulso dato all'adeguamento infrastrutturale, è stato creato un contesto favorevole al pieno protagonismo e alla crescita delle persone e di tutto il sistema Lombardia. Per questo, quando nel 2006 sono stato eletto al Senato, ho valutato insieme agli stessi cittadini, agli amici e ai miei collaboratori che fosse più importante rimanere presidente della Regione per continuare - da questa posizione - a lavorare al servizio dei lombardi. È quello che continuo a fare tutti giorni, dal 1995.

Con più passione di prima, con una convinzione e un entusiasmo crescenti.

Tesseramento Popolo della Libertà

PDL, un partito a misura di popolo: priorità assoluta ad un profondo Radicamento sul territorio, Efficienza sul piano organizzativo ed Efficacia su quello politico. Meritocrazia ed elezione, criteri per la scelta della classe dirigente ad ogni livello.

Questi sono gli ambiziosi obiettivi che dobbiamo perseguire e riteniamo, che il tesseramento sia la migliore possibilità del partito di esprimere una rappresentatività democratica, che tramite i congressi conduca all’elezione dei coordinatori provinciali e comunali.
Su queste basi è iniziata a Lainate, come nel resto d’Italia, domenica 13 dicembre la campagna di tesseramento 2009/2010.
Iscriversi è semplice: con i tradizionali moduli cartacei presso i gazebo organizzati localmente e presso le sedi del partito, oppure via internet digitando
http://adesioneonline.ilpopolodellaliberta.it e seguire le istruzioni.

L’associazione, che dà diritto di voto attivo e passivo, è pari a 50 Euro, che scendono a 25 Euro per gli Over 65 ed i giovani dai 16 ai 28 anni. Se ad aderire è il nucleo famigliare, il primo membro versa la quota intera della sua categoria, mentre il coniuge ed i figli (età minima 16 anni) verseranno il 50% dell’importo dovuto.
L’adesione invece, che dà diritto di voto attivo, è pari a 20 Euro e non prevede riduzioni per età.
Il pagamento via internet si effettua con carta di credito e strumenti di pagamento elettronici, mentre per l’adesione con modulo cartaceo è necessario fare il versamento con il bollettino di c/c postale allegato.
I moduli di adesione si possono ricevere contattando i Coordinatori Comunali.

Invitiamo tutti gli elettori ed i simpatizzanti del PDL a tesserarsi, in particolare giovani e donne, perché il partito ha bisogno dell’apporto attivo di idee ed energie nuove, cosicché la sua azione locale possa essere veramente efficace ed innovativa, per un nuovo modo di “fare politica”.

Per informazioni si possono contattare i Coordinatori Comunali.

Augusto Anzani
Antico Gori

TREMONTI: La sinistra non si trova più: abbiamo prosciugato l'antiberlusconismo

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Alla sinistra italiana resta solo la lotta ad personam e «se si preoccupa di rimettere in piedi una coalizione contro una persona fallirà ancora una volta». Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in un’intervista al Messaggero spiega che "dal ’94 il contrasto a Berlusconi si è incentrato su un doppio anti: anti-Berlusconi e anti-berlusconismo". Da un lato un’opposizione di tipo personale, «rivolta verso una figura politica moderna» e dall’altro un’opposizione ad un modello politico "che la sinistra rappresentava in termini sistematicamente negativi. Il punto politico fondamentale - dice Tremonti - è che nel pensiero politico prima di Forza Italia e poi del Pdl si è registrata una maturazione profonda derivata dalla analisi del mutamento della realta".

Secondo Tremonti il governo Berlusconi ha fatto "una politica opposta alle aspettative caricaturali della sinistra. Avendo avuto la fortuna di aver previsto in anticipo la crisi, la priorità è andata alla conservazione dello Stato sociale". Tremonti fa un’analisi più allargata e sottolinea come in Europa «non trovi più la sinistra» e «dove è al governo, è in crisi» e conclude: "Se il futuro della sinistra italiana si concentra sull’assemblaggio di una coalizione per battere Berlusconi nel 2013 e non sulla costruzione di idee autonome alla dialettica contra personam è una via che porta ad una nuova, anzi, alla stessa sconfitta".

"Riforma fiscale, serve prudenza e consenso». «Una riforma fiscale è una cosa complessa e servono insieme alla determinazione politica e all’ottimismo sempre necessario anche una grande prudenza e un grande consenso»: lo dice il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti che, in un’intervista al Messaggero tocca anche il nodo della riforma fiscale, «per la quale non possiamo fare errori perché bisogna tener conto di vincoli come il debito pubblico e di passaggi delicati come l’arrivo del federalismo fiscale".

"Una riforma fiscale non è una manovra elettorale - dice il ministro - non è neppure una manovra finanziaria, è qualcosa di enormemente più complesso. E’ una sfida che Silvio Berlusconi ha lanciato già nel ’94. Il discorso che abbiamo fatto col premier è che noi abbiamo un sistema fiscale che è stato disegnato negli anni 60, messo in legge negli anni 70 e poi per 40 anni infinitamente rattoppato. E’ diventato un labirinto. Abbiamo una infinita quantità di regimi fiscali che non corrispondono alla facoltà di comprensione della mente umana. Il fisco italiano riflette più la realtà dell’Italia. Con Berlusconi siamo convinti che non si può entrare nel nuovo secolo con gli strumenti di cinquant’anni fa". Tremonti non nasconde le difficoltà . "Tuttavia - aggiunge - abbiamo una serie di vincoli, a partire dal debito pubblico. Sappiamo che non possiamo fare errori, e dobbiamo tra l’altro combinare la riforma fiscale con il federalismo fiscale. E’ un meccanismo ad alta complessità".

Bonaiuti: riforma sì, ma non taglio delle tasse. «Lo diciamo da anni. Sappiamo che il reddito fisso è il piu tassato. Però per fare questo occorrono i tempi giusti e i momenti giusti, ma non immaginate che la riforma sia il taglio»: lo ha detto Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, intervenendo a Rainews24, a proposito della riforma del fisco. "Il fisco attuale risale al 1971, a una legge delega del 1971 - aggiunge Bonaiuti - E’ un fisco elaborato alla fine degli anni 60 e teneva conto del mercato comune europeo e non dell’Unione europea, quando c’erano le grandi aziende come la Fiat o la Olivetti che sostenevano città come Torino o Ivrea e non c’erano i sei-sette milioni di piccole e medie imprese che costituiscono il tessuto italiano; quando non c’erano i cellulari o Internet.

E’ chiaro che bisogna arrivare a una riforma, ma non si può immaginare che si faccia in un momento. La notizia è che intendiamo riformare il fisco - dice Bonaiuti riferendosi alla telefonata fatta ieri da Berlusconi agli europarlamentari del Pdl - Esce un’agenzia che parla di taglio delle tasse, la correggiamo e inizia il solito balletto. Una delle tante riforme è quella fiscale. Per fare le riforme ci rivolgiamo, in un clima costruttivo di dialogo, alla sinistra riformista. Ieri, ho detto che se c’è, Bersani batta un colpo. Ancora una risposta non la abbiamo avuta. Sulle riforme abbiamo lanciato un invito al dialogo, ma finora non c’è stata risposta".