Si chiama
Massimo Tartaglia, ha 42 anni e risiede a Cesano Boscone l'uomo che
ha colpito il premier Silvio Berlusconi lanciandogli una statuetta
dopo il comizio in piazza Duomo. Il 42enne, in cura da 10 anni per
problemi mentali al Policlinico di Milano, bloccato subito dopo
l'aggressione al presidente del Consiglio, è stato formalmente
arrestato poco prima delle 22 per lesioni pluriaggravate dalla
qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa e dalla
premeditazione.

BERLUSCONI-TARTAGLIA
Tartaglia aveva
in tasca un altro souvenir, un piccolo crocifisso, ma soprattutto
una bomboletta di spray urticante al peperoncino. «Non sono io. Io
non sono nessuno» avrebbe detto l'uomo subito dopo l'aggressione al
premier, mentre le guardie di sicurezza lo portavano via. Tartaglia
è stato prima trattenuto dalla folla che gli si è scagliata
scontro. Poi è stato sottratto al linciaggio dagli uomini della
società che si stava occupando di sicurezza durante il comizio.
Agli agenti privati si sono subito sostituiti i poliziotti della
Digos.
NESSUN
PRECEDENTE PENALE - Tartaglia avrebbe come precedenti, stando a
quanto risulta alla polizia, solo il ritiro della patente per
motivi di viabilità. Nei confronti del 42enne gli investigatori non
hanno alcuna segnalazione che possa farlo ritenere vicino a gruppi
organizzati o dell'estremismo. Di fatto, è un completo sconosciuto
alla Digos, che sta adesso sentendo l'uomo per capire cosa lo abbia
spinto a colpire Berlusconi. L'ipotesi, al momento ritenuta più
attendibile, è quella del gesto di uno
sconsiderato.
FA IL GRAFICO,
LAVORA CON IL PADRE - Secondo le prime informazioni raccolte,
Massimo Tartaglia lavora come grafico nella ditta del padre e,
secondo quanto si è appreso, conduce una vita sociale normale. È
stato lui stesso a dire agli investigatori, che lo sentivano in
questura, di essere in cura al Policlinico. Sul web sono comparsi
in breve tempo diversi gruppi di fan, che inneggiano al suo gesto e
che lo vorrebbero «Santo subito»; una fan addirittura si spinge
oltre: «Sposami».
PERQUISITA
L'ABITAZIONE - Oltre a sentire l'uomo che ha aggredito il premier,
i funzionari della Digos hanno contemporaneamente avviato una
perquisizione nell'abitazione di Tartaglia a Cesano Boscone,
nell'hinterland milanese. Il padre Alessandro ha poi spiegato che
la famiglia vota per il Pd, che il ragazzo «è psicolabile e in cura
farmaceutica».
2
- IL PADRE: "IO, MIO FIGLIO, LA MIA FAMIGLIA, ABBIAMO SEMPRE VOTATO
PD" Corriere.it
«Io, mio figlio, la mia famiglia, abbiamo sempre votato Pd, in
passato ero socialista e votavo per Craxi, ma nessuno di noi ha mai
avuto odio per Berlusconi». Così ha detto Alessandro Tartaglia, il
padre di Massimo, ai cronisti che gli hanno rivolto alcune domande
attraverso il citofono. Massimo Tartaglia vive infatti ancora con i
genitori in una elegante palazzina nel centro di Cesano Boscone. Il
padre ha accettato di parlare brevemente, dopo che carabinieri e
digos hanno terminato la perquisizione in casa.

MASSIMO TARTAGLIA, IL DEMENTE CHE HA COLPITO
BERLUSCONI
«MAI FATTO DEL
MALE» - «Massimo è una persona psicolabile, ma non ha mai fatto del
male a nessuno - ha mormorato il padre sconvolto -. Anzi lui non ha
mai fatto neppure politica attiva, è un volontario del Wwf».
Alessandro Tartaglia ha raccontato che il figlio è uscito da casa
stamattina verso le 11. «Ciao a tutti - ha salutato i genitori -
vado a trovare un'amica non so quando torno».
In casa nessuno
ha sospettato nulla. «Se avessi saputo cosa sarebbe accaduto avrei
provato a farlo desistere - ha detto il padre -. Penso che questo
episodio sia maturato dal clima negativo che sta montando in
Italia». «In casa nostra abbiamo sempre commentato quello che
succede in politica - ha detto ancora Alessandro Tartaglia - ma
nessuno, e tanto meno mio figlio, ha mai mostrato un'esasperazione
particolare».

DOMENICA 29 NOVEMBRE 2009
ORE 10.00
PIAZZA VITTORIO EMANUELE

La GIOVANE ITALIA LAINATE si mobilita
per difendere l'esposizione del Crocifisso nelle scuole contro la
sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, che vorrebbe
relegare le nostre radici, la nostra identità e i nostri valori
religiosi e laici del rispetto, della tolleranza, dell'umiltà
espressi dal Crocifisso, a dispetto del comune sentire degli
italiani, oltre che della maggior parte degli europei.
Il Governo italiano ha deciso di ricorrere tempestivamente contro
la sentenza di Strasburgo.
la GIOVANE ITALIA vuole sostenere l'azione del governo a tutela di
un simbolo di portata universale e di grande valore umano, in
risposta alla miopia dei giudici laicisti di Strasburgo.
Con questa raccolta firme, tutti aderiremo ad un'azione doverosa
che sarà un passo importante per confermare le nostre radici
culturali e religiose, fondamento della civiltà e della democrazia
italiana ed europea.
Michele di Iasio


BERLUSCONI FINI BOSSI

GIANFRANCO FINI ELISABETTA TULIANI
"Fare un nuovo
congresso del Pdl francamente mi sembra una non soluzione". Terna
sui temi delle polemiche degli ultimi giorni, il presidente della
Camera Gianfranco Fini a 'In mezz'orà e dice che nel Pdl si respira
un "clima parossistico" e che comunque lui sta vivendo "con molta
serenità" e di ritenersi "tranquillissimo" perché "con la coscienza
a posto". "Se qualcuno pensa che il problema del Pdl o dell'attuale
compagine di governo sia il ruolo del presidente della Camera mi
pare un po' autoconsolatorio. Un partito del 35-40% ha il dovere di
guardare al di là del contingente. Dare fastidio se chiedo ciò non
toglie niente alla mia serenita".
"Non voglio la leadership" "No se io avessi voluto esercitare una
leadership personale mi sarei tenuto stretto un partito al 13%. Io
invece credo nel Pdl. Credo in questo progetto". riponde poi a
Lucia Annunziata. "Questa settimana di protagonismo tv, come lei
l'ha definita - prosegue - è per presentare il libro. Era dunque
previsto da tempo. Non mi sarei poi immaginato che coincidesse con
questi momenti della politica. Non sono uno che prevede il futuro".
Un conto poi è affermare che "serva, ad esempio, una correzione di
rotta", avverte Fini, altro conto è dire che "mi metto di
traverso". "Non c'é nessuna intenzione di minare il consenso del
centro destra" conclude.

BERLUSCONI-FINI-ABBRACCIO DA LIBERO
"Nessun
complotto" "La situazione attuale va superata, perché non è che io
voglia fare un nuovo partito o archiviare il Pdl o abbia in testa
un complotto: chi lo pensa non ha capito niente", ha aggiunto,
spiegando che "molte volte sinistra e destra sono solo delle
etichette messe per pigrizia su dei contenitori sempre più vuoti
che rappresentano il presente ma non sono il futuro". Dunque, Fini
invita a "superare la situazione attuale", per "smontare le
etichette fasulle del passato". E invita a "riflettere chi da
destra dice che Fini è diventato di sinistra".

FORATTINI PER PANORAMA - IL LUPO DI GUBBIO. FINI
BERLUSCONI
"Poi - aggiunge
- quando si parla di complotto e si parla del capo dello Stato o
del Presidente della Repubblica siamo al delirio". "Berlusconi -
prosegue Fini - ha il diritto di governare e il dovere di
rispettare il potere giudiziario". Fini poi spiega che il Lodo che
autorizzava le alte cariche dello Stato a venire processate alla
fine del proprio mandato "non credo fosse un motivo di scandalo".
Il presidente della Camera afferma più volte che in questo periodo
c'é stato un vero e proprio cortocircuito anche tra la politica e
il potere giudiziario. "Ma comunque - conclude - tanto più qualcuno
grida al complotto tanto più qualcuno pensa di abbattere Berlusconi
per via giudiziaria".

GIANFRANCO FINI E LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO
E sul Lodo...
"Quando ho letto la motivazione della sentenza della Consulta ho
visto che questa ha motivato in modo difforme da quando bocciò il
Lodo Schifani. Io ho il massimo rispetto per tutti, quindi anche
per il Pd. Mi auguro che in quel partito discutano e non boccino
l'ipotesi con una rottura con cui andare sulle barricate".
"Il Parlamento è garante. Io credo che se c'é la volontà di
risolvere il cortocircuito attuale senza garantire a Berlusconi
l'impunità, nessuno può pensare di abbatterlo per via giudiziaria",
ha concluso Fini. Il lodo Alfano per via costituzionale può
benissimo essere portato avanti dal Parlamento insieme al ddl per i
processi brevi. "L'una cosa non esclude l'altra".
Secondo Fini il provvedimento che fissa in sei anni la durata dei
processi "non deve destare scandalo" dal momento che l'Unione
Europea ha condannato più volte l'Italia per i suoi ritardi. Alla
domanda su come sia stato possibile che lui abbia dato l'avallo ad
un simile progetto di legge, Fini ricorda che lui aveva già detto
no all'ipotesi della cosiddetta prescrizione breve: un'ipotesi
ventilata dal legale del premier Niccolò Ghedini che riduceva di un
quarto il conteggio dei termini di prescrizione.

LA RAGNATELA FINI

BERLUSCONI-FINI
"Schifani -
prosegue il presidente della Camera - ha poi ragione quando invita
a valutare il ddl al termine del suo iter parlamentare, visto che
potrebbe subire dei cambiamenti". Fini comunque ribadisce che la
"condizione preliminare" per il suo sì al testo è che ci sia anche
uno stanziamento nella finanziaria per il settore giustizia,
affinché gli uffici giudiziari "possano davvero celebrare in tempi
rapidi i processi, magari lavorando anche di pomeriggio".
"Ma senza queste risorse", avverte, il ddl sarà difficilmente
applicabile. Fini difende anche l'ipotesi di un lodo Alfano per via
costituzionale e ribadisce che le due iniziative legislative non
sono alternative. Un conto è garantire la governabilità dando la
possibilità alle alte cariche dello stato di venire processate al
termine del loro mandato. Un conto è assicurare il diritto dei
cittadini "a vedersi dare torto o ragione in tempi rapidi". I due
testi "possono benissimo andare insieme di pari passo", osserva. Ma
il numero uno di Montecitorio ribadisce anche che il ddl per i
processi brevi "non è certo la riforma della
giustizia".

FINI

FINI E BERLUSCONI SUL PALCO
Berlusconi parli
alle camere "Auspico che il presidente del Consiglio se ha qualcosa
di rilevante da dire lo faccia; e magari lo faccia in Parlamento".
Se il premier venisse alle Camere, rileva, "sarebbe un modo per
sottolineare il rispetto che egli deve avere del Parlamento e della
sua centralità nel nostro sistema istituzionale, soprattutto de
deve presentare una riforma della Costituzione o debba tenere un
messaggio forte alla Nazione"."Da quello che so io no, ma il
presidente del Consiglio avrà altre informazioni", ha detto
rispondendo alla domanda se le minacce alla sicurezza di Silvio
Berlusconi siano serie. "Mi è stato detto che il cittadino libico
che è stato arrestato su di me aveva solo dei ritagli di giornale
da non prendere sul serio. Il che però - ammonisce - non vuol dire
che su Berlusconi ci sia qualcosa di più serio".

VINCINO
No alle elezioni
anticipate "Le elezioni anticipate sarebbero il fallimento della
legislatura", ma anche "del Pdl" che "é il fatto nuovo di questa
legislatura di cui Silvio Berlusconi può a buon diritto menar
vanto". "Questa legislatura - spiega Fini - é nata con una
maggioranza molto ampia, con la Lega, per Berlusconi. Si
tratterebbe di spiegare agli italiani che con una maggioranza tanto
alta non si riesce a governare; le spiegazioni a volte convincono,
altre no. E poi questa legislatura nasce con un grande fatto
politico di cui Berlusconi può menar vanto, la nascita del
Pdl".

FINI SAMURAI DI BENNY PER LIBERO
Dunque, per Fini
le elezioni anticipate "sarebbero il fallimento della legislatura
sia per gli elettori dia per il Pdl. Non penso che le elezioni
anticipate possano essere evocate, a meno che non ci si convinca
della bizzarra teoria del complotto. In ogni caso, nella
Costituzione vigente nessuno, neanche il presidente del Consiglio,
può sciogliere le Camere se non il Capo dello
Stato".

FINI VINCINO
Bondi: "Bene
Fini sul Lodo" "L'intervista rilasciata dal presidente della Camera
a Lucia Annunziata contiene opinioni in larga parte condivisibili".
Lo afferma il coordinatore del Pdl Sandro Bondi, secondo il quale
"in particolare è condivisibile la proposta di ripresentare,
parallelamente al ddl sull'accelerazione dei processi, un
provvedimento di natura costituzionale che tuteli le più alte
cariche dello Stato durante lo svolgimento del proprio
mandato".

FINI STAMPA.IT



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Foto Scattate da
Smachetti Giovanni
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Cari
Amici,
dal 24 al 27 settembre prossimi si svolgerà a Milano presso il Lido
in P.le Lotto la Festa della Libertà che apre, come ogni anno,
l’attività politica milanese.
La
manifestazione di inaugurazione è fissata per Giovedi 24 alle ore
17.00 alla presenza di Ignazio La Russa, Sandro Bondi, Denis
Verdini, Roberto Formigoni, Guido Podestà, Luigi Casero, Massimo
Corsaro, Umberto Maerna e di tutta la classe dirigente
milanese.
Siamo certi di non dover sottolineare l’importanza della Vostra
preziosa presenza al momento iniziale di questa quattro giorni che
offrirà diverse opportunità di dibattito e confronto con la
partecipazione di Ministri, Parlamentari, Assessori e Consiglieri
regionali e provinciali.
Cogliamo l’occasione, infine, per ricordarVi che
il Presidente
Silvio Berlusconi interverrà alla festa domenica 27 alle
18.00.
Non
mancate!


Così come previsto per legge
ecco i dati del nostro comune:






"Il governo italiano sta
esercitando una leadership straordinaria di cui gli siamo grati”.
Lo ha detto oggi il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, al
termine dell’incontro al Quirinale.
Questo è il miglior viatico per l’inizio del G8, rinforzato dalla
promessa di Obama: "Contribuiremo alla ricostruzione dell’Abruzzo”
in particolar modo della università de L’Aquila, e anche attraverso
le borse di studio.".
Il presidente americano ha anche messo l’accento sulla cooperazione
tra Italia e Stati Uniti "in posti come l’Afghanistan, dove
lavoriamo fianco a fianco”, aggiungendo che "non si tratta di una
collaborazione militare quanto quella fra due Popoli”.
La Casa Bianca ha inoltre definito oggi "falsa” la notizia che gli
Stati Uniti avrebbero fatto telefonate agli sherpa del G8 per
preparare l’agenda del vertice per sopperire a presunte
inadeguatezze italiane. "Non è assolutamente vero - ha detto Mike
Froman, il funzionario della Casa Bianca che è anche lo sherpa Usa
al G8 -. Abbiamo fatto una conferenza telefonica per preparare il
G20 di Pittsburgh a settembre. Ma questo non ha niente a che fare
col G8”.
Oltre alla Casa Bianca, anche Il governo tedesco promuove
l’organizzazione del vertice del G8 da parte dell’Italia. "Non ci
sono dubbi sul fatto che l’Italia abbia organizzato il vertice in
modo molto scrupoloso e organizzato ovviamente anche per quanto
riguarda la scelta del luogo". Lo ha detto il vice portavoce del
governo federale, Thomas Steg: "Sul piano dei contenuti non abbiamo
critiche da muovere all’organizzazione. La nostra impressione è che
l’Italia abbia organizzato il vertice in modo molto accorto", ha
concluso Steg.





Clicca sul tasto
play per ascoltare
il Consiglio Comunale del 3 Luglio 2009




Amministrative
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Provinciali
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Comunali

Provinciali

Casa del
Welfare
La sinergia tra Inps, Inail e Inpdap
avra' come obiettivo un accordo piu' ampio che porti alla
realizzazione della ''casa del Welfare'', cosi' come indicato dal
ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali.
Per costruire la ''casa del Welfare'' e' stato tracciato un
percorso condiviso di standardizzazione di processi e di sistemi,
che possa, nel tempo, poi consolidare attivita' e risorse in
un'unica sede fisica.
L'anno 2009 vedra' la nascita dei primi progetti pilota su scala
regionale.
Nel triennio 2010-2012 avverra' la graduale estensione del progetto
per giungere alla nascita di un'unica ''casa del Welfare''.
Davide
Boni per Gianluigi Carnovali
(Assessore Urbanistica e Territorio Regione Lombardia)
Clicca sulla
lettera per ingrandirla





Consiglio Comunale 2009 - Elezioni Comunali
Voti (Capolista) - Sezioni Scrutinate: 25/25
Riepilogo Schede
-
Riepilogo Risultati
(Capolista)

Consiglio Comunale 2009 - Elezioni Comunali
Voti (Liste) - Sezioni Scrutinate: 25/25

Parlamento Europeo 2009 - Elezioni Europee
Voti (Liste) - Sezioni Scrutinate: 25/25
Riepilogo Schede
Riepilogo
Risultati (Liste)
Riepilogo Risultati (Candidati
Lista)


Avrei voluto usare la
campagna elettorale per spiegare l’importanza dell’Unione Europea e
confrontarmi sul ruolo dell’Italia in Europa. Invece in queste
ultime settimane l’opposizione, spalleggiata dai suoi giornali e
dai suoi programmi televisivi, ha fatto una campagna basata
soltanto su ignobili e scandalosi attacchi personali.
Non credevo davvero si potesse arrivare a tanto.
Mi conforta tuttavia l’affetto di tanti italiani, anche non miei
elettori, che hanno capito come questa opposizione senza ideali e
senza programmi, abbia tentato la carta della disperazione.
Mentre loro rimestano nel torbido, il mio governo ha continuato a
lavorare per dare più sicurezza ai cittadini: dai primi di maggio
abbiamo dato il via ai respingimenti delle imbarcazioni degli
immigrati clandestini. Lo abbiamo potuto fare grazie allo storico
accordo firmato il 31 agosto 2008 con il leader libico
Gheddafi.
Questo accordo è uno dei frutti dell’autorevolezza che ci deriva
dagli ottimi rapporti internazionali che abbiamo costruito in
questi anni e che abbiamo messo a disposizione dell’Europa per
risolvere numerose delicate situazioni: il conflitto tra Russia e
Georgia, quello tra Israele e i palestinesi, la “crisi del gas” tra
Ucraina e Federazione russa, lo sblocco del veto della Turchia alla
scelta del nuovo segretario generale della Nato.
Sembrano fatti “lontani” ma sono invece importanti, perché la
politica estera è oramai diventata politica “interna”, per le
ricadute che essa ha sui destini di tutti gli italiani. Per questo
motivo abbiamo dedicato un mare di tempo e di lavoro alla politica
estera, in Europa e nel mondo. In questo modo siamo riusciti a
difendere gli interessi italiani in Europa: il nostro governo ha
rinegoziato con successo il pacchetto clima (che penalizzava
fortemente le nostre aziende senza difendere l’ambiente), abbiamo
ottenuto il raddoppio (da 200 a 420 milioni) dei fondi a nostra
disposizione per importanti opere energetiche, abbiamo sbloccato i
fondi europei per i lavori del MOSE, la barriera mobile che
difenderà Venezia dal fenomeno ormai ricorrente dell’“acqua
alta”.
Non appena si è profilata la crisi finanziaria globale, abbiamo
convinto Europa e Stati Uniti ad affrontarla con interventi
coordinati, basati su questi punti fermi: non consentire il
fallimento di nessuna banca, proteggere i risparmi dei cittadini,
garantire le fasce più deboli, sostenere le imprese e i lavoratori.
Il nostro Governo ha dato l’esempio a tutta Europa: abbiamo messo
al sicuro i conti pubblici con una legge finanziaria valida per la
prima volta non per uno ma per tre anni; siamo stati i primi, il 10
ottobre 2008, a garantire che nessuna banca italiana sarebbe
fallita e a proteggere i risparmi depositati nelle nostre
banche.
Siamo quelli che in Europa hanno stanziato più fondi a favore delle
famiglie, dei lavoratori, delle imprese e dell’economia reale, per
un totale di 55,8 miliardi di euro: 17,8 miliardi per rimettere in
moto le grandi opere bloccate dalla sinistra, 9 miliardi di misure
a protezione dei più deboli, 2 miliardi per le imprese dei settori
più colpiti, 9 miliardi nel fondo a disposizione della Presidenza
del Consiglio per rilanciare le imprese in crisi, 9 miliardi per
gli ammortizzatori sociali cosiddetti “in deroga”, perché estesi,
per la prima volta, al di fuori della Cassa Integrazione ordinaria
e straordinaria, ai lavoratori delle piccole imprese, a quelli
interinali, agli apprendisti, ai collaboratori a progetto. Per la
ricostruzione dell’Abruzzo, superata la fase dell’emergenza,
abbiamo avviato interventi per 8 miliardi di euro e coinvolto
l’Europa attraverso il Fondo di solidarietà per le calamità
naturali. Abbiamo lanciato ai leader internazionali la proposta di
“adottare” un’opera d’arte, un monumento storico, una chiesa da
ricostruire com’era e dov’era. Abbiamo deciso di tenere la riunione
del G8 a L’Aquila, per avvicinare la capitale dell’economia alla
capitale del dolore.
E dalla prossima settimana iniziano i lavori per la realizzazione
di abitazioni per 15 mila persone.
Questi sono fatti, non parole.
Forte di questi fatti, anche stavolta mi espongo direttamente al
giudizio dei cittadini, impegnandomi come capolista in tutto il
Paese, così da rappresentare l’Italia in Europa con una investitura
popolare diretta che nessun altro leader europeo potrà
vantare.
Per questo motivo sabato 6 e domenica 7 giugno invito gli italiani
a votare per il Popolo della Libertà e a scrivere il mio cognome
accanto al simbolo. Per metterci in grado di lavorare con maggior
forza per il bene di tutti: più forti dell’invidia, più forti della
calunnia, più forti dell’odio.
![]()

Vota il più grande
Partito di Lainate

Il cui programma non è un libro dei
sogni, ma un preciso programma politico strettamente coeso e
correlato con il programma nazionale, regionale e
provinciale.
Una coerenza, che deriva dalla incontrovertibile realtà che Lainate
si trova in un contesto assimilabile a delle sfere concentriche
sempre più alte: provincia-regione-stato-Europa ecc.
Firmato: Smachetti

Foto del Gazebo del 3 giugno 2009
(Candidati Presenti: Anzani, Cattaneo, Lattanzio, Mancini,
Smachetti)

Se vuoi spazzar via incoerenze e incomprensibilità
Alle Elezioni
Amministrative del 6/7 Giugno
Vota il più grande Partito di
Lainate
Il cui programma non è un libro dei
sogni, ma un preciso programma politico strettamente coeso e
correlato con il programma nazionale, regionale e
provinciale.
Una coerenza, che deriva dalla incontrovertibile realtà che Lainate
si trova in un contesto assimilabile a delle sfere concentriche
sempre più alte: provincia-regione-stato-Europa
ecc.
Firmato
Un cittadino di Lainate: Smachetti

Foto scattate da: Smachetti Alessandro
(Guarda tutte le foto della serata)
Serata allo spazio Antologico a
Milano.
Oltre alla Candidata alle elezioni Europee RONZULLI
LICIA
sono intervenuti tutti i "GRANDI" e i Candidati Sindaci del Popolo
della Libertà.
Ovviamente il PdL di Lainate
non poteva mancare
Come non Poteva Mancare Silvio Berlusconi
Scarica le foto ad alta definizione


Grande successo per la serata
allo Show Down Caffè di Lainate.

Foto scattate da: Smachetti Alessandro
(Guarda tutte le foto della serata)
Durante la presentazione dei
Candidati del PdL di Lainate sono intervenuti:
Ignazio La
Russa
il Candidato Sindaco di Lainate Gianluigi
Carnovali
Carlo Fidanza
Dott.ssa Carmen Colombo
Stefano Maullo
Scarica le foto in alta
Definizione (circa 205
MB.)


(I candidati al consiglio Comunale di
Lainate)
Ieri sera alla biblioteca Comunale di
Lainate (Sala Capriate)
sono stati presentati i Candidati del popolo della
libertà di Lainate.
In questa occasione sono venuti a darci il loro sostegno ed
incoraggiamento
esponenti politici di spicco:

Sen. Mario Mantovani
(Sottosegretario di
Stato)
Licia Ronzulli
(Candidata al Parlamento
Europeo)

Dott.ssa Carmen
Colombo (Candidata del PdL
alla provincia di Milano)
Sante Zuffada
(Consigliere Regionale "Regione
Lombardia")

Lara Comi
(Candidata al Parlamento
Europeo)
Mercato di
Barbaiana

(Gazebo Organizzato da Mancini e Superchi)
Guarda tutte le foto!
Piazza Vittorio
Emanuele
(Gazebo Organizzato da Anzani e Smachetti)
guarda tutte le foto!

(La Candidata alle Europee Licia Ronzulli
sarà presente
lunedì 18 maggio presso la biblioteca comunale di
Lainate)
Supera a
malapena il metro e 60 e non indossa mai la gonna. È carina, certo,
ma a prima vista colpisce di più il suo aspetto risoluto.
Licia
Ronzulli, quasi 34 anni,
insieme con Lara Comi e Barbara Matera, è una delle tre giovani
nuove candidate dal Pdl alle elezioni per il Parlamento europeo.
Non lavora nel mondo dello spettacolo né, come qualcuno ha
azzardato, ha mai fatto la massaggiatrice. È una dirigente
sanitaria che ha iniziato come infermiera.
Intorno alla definizione delle
liste ci sono state molte polemiche, soprattutto riguardanti le
presenze femminili. Qualcuno vi ha definito “veline”, Veronica
Berlusconi ha addirittura parlato di
“ciarpame”…
Tutto quello
che si è detto prima della presentazione delle candidature era
frutto di supposizioni. Certi nomi non credo siano mai stati
considerati, anche se a qualcuno ha fatto comodo
sbandierarli.
La
sensazione è che si sia fatta pulizia per non assecondare le
chiacchiere. È così?
Sono tutte malignità. I candidati che il Pdl ha scelto sono la
conseguenza di un’attenta selezione effettuata su mandato del
comitato di presidenza del Popolo della libertà ai tre coordinatori
nazionali e che nulla ha a che fare con la lettera della signora
Berlusconi. Io, comunque, non mi sono mai sentita coinvolta dalle
polemiche.
Quali
pensa siano le qualità per cui lei è stata
scelta?
Sono una giovane
donna con un curriculum professionale di tutto rispetto. Ci tengo
che sia chiaro: non sono la massaggiatrice facciale né la
fisioterapista di nessuno. Ho cominciato a fare l’infermiera 15
anni fa: dovevo pagarmi gli studi. Oggi mi occupo del coordinamento
delle professioni sanitarie di un’area critica dell’Irccs-Istituto
Galeazzi di Milano, un ospedale dove si svolge un’importante
attività di ricerca nell’ambito delle malattie dell’apparato
locomotore.
Da
quanto tempo conosce Silvio Berlusconi?
L’ho incontrato nel 2004, in occasione del decennale di Forza
Italia. Sono andata a presentarmi insieme con mio marito.
Quattro anni dopo il presidente
del Consiglio l’ha candidata alle elezioni politiche nelle Marche e
adesso alle europee. Come crede di aver conquistato la sua
simpatia?
Più che la sua simpatia credo di avere conquistato la sua stima.
Credo che sia stato convinto dalla passione con cui gli ho parlato
della mia professione e del mio impegno nel volontariato
missionario in Bangladesh.
Più
precisamente?
Progetto sorriso nel mondo: un’associazione, senza colore politico,
che opera in Bangladesh e in Congo. Curiamo le malformazioni
craniofacciali: nella cultura indù determinano l’emarginazione
dell’intera famiglia. Per questo, dopo l’operazione, li aiutiamo a
reinserirsi nella società.
Se ne
occupa in prima persona?
Ogni anno, a novembre, mi metto in aspettativa non retribuita o in
ferie e parto. Fa molto bene anche a me aiutare chi soffre. Ti fa
sentire migliore.
Dal
Bangladesh a Strasburgo: suo marito l’appoggia
sempre?
Condividiamo tutte le scelte: non avrei mai pensato di potermi
allontanare da lui se non fossi strasicura che è dalla mia parte.
Credo che, prima di tutto, una moglie debba essere l’alleata di suo
marito.

Nell'area riservata
del sito potete scaricare i vostri santini.
se non avete ancora ricevuto la password
contattatemi



Lainate
non è più un paesello di
provincia...
Lainate è una Città di oltre 25.000
abitanti.
Solo i Partiti Politici hanno le capacità di farla crescere e
migliorare.
Per il Bene di Lainate,
Vota il Partito del
Popolo della Libertà.
Giovedì 30 Aprile
2009 presso l'Auditorium di Barbaina è stato
presentato il Candidato Sindaco per il Comune di Lainate:
il Sig. Gianluigi Carnovali.

Clicca sulla Foto
per scoprire la nuova
Sezione Amministrative 2009:
www.pdllainate.it

Il più grande partito europeo dei
moderati, formatosi dalla confluenza di quei partiti che si
riconoscono nei valori della nostra tradizione cristiana, nei
valori irrinunciabili della vita, della libertà, della giustizia,
della tolleranza, della solidarietà, che sono tutti condivisi dalla
grande famiglia politica del Partito Popolare Europeo.
Il Popolo della Libertà è nato dalla libertà, per un paese sempre
più moderno, più giusto, che poggi le sue fondamenta nello sviluppo
economico e nella solidarietà.
Ha come obiettivo principale una società di persone libere e
responsabili, in grado di prendere in mano il loro futuro, anche a
Lainate soffia già il nuovo vento del PdL.
Esso si pone come fulcro per quei partiti che si riconoscono nelle
radici umanistiche ed illuministiche della nostra cultura classica,
e che condividono l'idea politica di coalizzarsi per concorrere
alla vittoria dell'elezioni amministrative del prossimo mese di
giugno, al fine di poter finalmente realizzare quel buon
governo tanto atteso da tutti i cittadini Lainatesi.
Grande è l'impegno esplorativo e valutativo alla ricerca di
sentieri possibili che portino ad una coalizione di governo senza
pregiudiziali di nessuna sorta.
Anche se non mancano spinte individualistiche di alcuni gruppi che
tendono a contrastare il clima intrapreso di grande
concordia.
Esiste ancora un'etica, ossia l'attività morale nelle
manifestazioni della vita pratica?
Noi rivendichiamo un grande motivo di orgoglio. Crediamo che
il Comune debba essere il servitore del cittadino e non
viceversa.
Perseguiamo pertanto il solo obiettivo di bene supremo di
tutta la cittadinanza di Lainate, con l'unico scopo di migliorarne
i vari aspetti sociali, amministrativi ed
economico-finanziari.
Come a livello nazionale Il PdL è stato definito il partito degli
Italiani, a Lainate lo vogliamo definire il partito dei
Lainatesi!



"Il governo non
intende costruire baraccopoli ne’ tendopoli, ma dare un alloggio a
tutti, grazie anche alla disponibilita’ delle associazioni
alberghiere e alla generosita’ degli italiani che hanno messo a
disposizione le proprie case. Quindi prima del freddo dell’autunno
chiuderemo tutte le tendopoli".
Lo ha affermato il presidente Berlusconi che, in visita a Poggio
Picenze, ha ribadito l’impegno suo e di tutto il governo di
permettere alla popolazione terremotata d’Abruzzo di abbandonate le
tendopoli prima che torni il freddo dell’autunno. "Chi vuole
ricostruire la propria casa dov’era o in un altro luogo avra’ il
sostegno dello Stato. Le speculazioni non sono possibili perche’
queste case le dobbiamo fare in sei mesi. Ci sara’ un bando, niente
speculazioni e niente mafia. Ci saranno controlli rigidissimi
contro le speculazioni e la mafia. Faremo case tecnologicamente
avanzate, appartamenti da 50 metri a 102-104 super sicure perche’
saranno costruite su una piastra che separa il tutto dal terreno e
percio’ anche se arriva qualsiasi tipo di scossa non accade nulla.
Saranno anche piacevoli dal punto di vista estetico".
Il presidente del Consiglio ha sottolineato che sull’una tantum sui
redditi alti per contribuire alla ricostruzione in Abruzzo non e’
stata presa nessuna decisione: "Questa tassa qualcuno l’ha evocata
tra le ipotesi. Io assolutamente ho detto che non c’e’ stata
nessuna decisione".

C’è anche un assegno
per gli sfollati fra le misure approvate dal governo a sostegno
delle popolazioni colpite dal sisma. La misura è contenuta in
un’ordinanza della Protezione civile discussa dal consiglio dei
ministri. In virtù del decreto sullo stato di calamità, infatti, la
Protezione civile è autorizzata a adottare misure (anche di spesa),
che sono garantite dal ministero dell’Economia.
L’assegno per gli sfollati (che può salire del 67% in caso di
handicap) andrà a tutte le persone costrette ad abbandonare la casa
per il sisma, ed ospitate nelle tendopoli o negli alberghi della
costa abruzzese. L’ammontare dell’assegno sarà intorno ai 400 euro
al mese.
Queste sono le
altre misure predisposte dal consiglio dei ministri di
oggi:
Bollette. Viene sospeso il pagamento delle utenze
domestiche. I residenti nei comuni colpiti dal sisma non pagheranno
per diversi mesi le bollette di luce e
gas.
Mutui.
Viene prevista la sospensione dei versamenti dei ratei di mutuo per
le persone colpite dal sisma. Con un successivo decreto, il governo
stabilirà le modalità d’interazione con le
banche.
Straordinari.
Viene aumentato il monte-ore
straordinari delle forze dell’ordine e forze armate coinvolte
nell’emergenza-terremoto. Viene forfetizzato un aumento legato allo
straordinario sforzo sostenuto dai soccorritori.
Agricoltura. Viene previsto dall’ordinanza un contributo di
4.000 euro per i coltivatori e gli allevatori che hanno subito
danni nelle proprie aziende.
Farmacie. Il governo rimuove tutti i vincoli di legge
previsti per i farmacisti. Potranno vendere i farmaci senza
prescrizione medica.
Ammortizzatori.
Viene allungato di ulteriori sei mesi
il periodo massimo di cassa integrazione per i lavoratori della
provincia dell’Aquila. In più forme di ammortizzatori sociali sono
previste per i lavoratori autonomi (bar, artigiani, piccole
botteghe), nella forma di un assegno mensile di 800 euro.
Contributi. Tutti i datori di lavoro delle aree colpite dal
sisma, sono esentati dal pagamento dei contributi ai diversi
enti.
Tasse. L’agenzia delle entrate ha avviato la
sospensione del pagamento delle imposte sia delle persone fisiche
sia delle imprese residenti nelle aree colpite dal sisma.
Inoltre il governo ha
stanziato altri 70 milioni di euro (che porta a 100 quelli
immediatamente disponibili) per le spese relative a questi primi
giorni di emergenza.

"Le pene saranno
molto, molto severe, per chi si renderà colpevole del reato di
sciacallaggio”.
Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che
nel corso di una conferenza stampa a L’Aquila ha annunciato un suo
nuovo progetto: "Dividere in cento le zone da ricostruire e
affidarne la responsabilita’ ognuna a una provincia italiana".
Cento cantieri avviati dopo l’indizione di gare di
appalto.
Berlusconi ha ribadito l’intenzione di costruire "new town" a
cominciare dai luoghi interessati dal sisma, parallelamente alla
riedificazione dei beni artistici e culturali, come le Chiese.
"Pensiamo a costruzioni piccole, ma dotate di tutti i comfort,
moderne, con zone verdi, parchi, per nulla somiglianti a ghetti
emarginati dal resto del paese". Il nostro premier ha assicurato,
quindi, che il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha
reperito risorse per la ricostruzione immediata della casa dello
studente e delle altre strutture scolastiche: "Sono 16 milioni, un
segno di speranza per la ricostruzione".
Berlusconi ha mostrato diverse foto scattate da elicotteri o aerei
delle zone colpite dal terremoto che sono monitorate dall’alto in
modo da avere un’idea piu’ chiara di dove andare a intervenire con
piu’ rapidita’. "I tecnici - ha osservato il premier - sono gia’ a
lavoro. All’inizio abbiamo pensato a circa 1000 vittime. Adesso
siamo a 260 morti accertati, di cui 16 bambini. Le zone sono state
organizzate in centri operativi, cinque, a cui ne verra’ presto
aggiunto un altro. Sono 2962 tende installate che hanno accolto
17772 persone. Siamo a posto per quanto riguarda le attrezzature,
brande coperte e torri faro. Ci sono in totale 31 tendopoli, e
abbiamo installato gia’ 24 cucine da campo e 14 ambulatori".
Berlusconi e’ poi ritornato a parlare degli aiuti: "Sono commosso
dall’onda di solidarieta’ e dal lavoro dei soccorritori, ma devo
dire che non c’e’ bisogno di mandare vestiti, scarpe e generi
alimentari. È meglio che siano inviati fondi, anche ricavati dalla
vendita di quel materiale, da destinare su un conto corrente
nazionale". Inoltre il presidente del
Consiglio ha parlato dei detenuti trasferiti dalle
carceri della zona in altre strutture: "Sono 140 i detenuti
trasferiti a Spoleto, Pescara e Rebibbia a Roma, perche’ dicevano,
giustamente, di sentirsi ’topi in gabbia’ all’interno degli edifici
allocati nelle zone colpite dal sisma. 81 di questi sono in regime
speciale di 41 bis, uno e’ detenuto per terrorismo".
Rispondendo alle domande dei giornalisti, il nostro premier ha
spiegato che non e’ "fuori luogo" quello che ha detto ieri alle
popolazioni sfollate in merito al trasferimento negli alberghi
della costa: "Abbiamo invitato e continuiamo a invitare le persone
a usufruire degli alloggi alberghieri, ne abbiamo gia’ 17 mila a
disposizione e 10 mila posti sono stati riempiti. Poiche’ ci sono
17 mila persone nei campi, 7 mila possono andare subito nelle
prossime ore negli alberghi e abbiamo la possibilita’ di reperirne
altri".

"Saro’ qui ogni
giorno e mi mettero’ a disposizione per quello che serve. Fa parte
della mia attivita’ ed e’ il mio dovere". Lo ha affermato il presidente
Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa in cui ha
spiegato la situazione in Abruzzo dopo il terremoto. Il pericolo
delle scosse telluriche non e’ ancora passato, tuttavia il nostro
premier ha rivolto agli abruzzesi l’invito "di non rientrare nelle
proprie case, rassicurandoli sul fatto che “i nuovi palazzi saranno
costruiti con il sistema anti sismico”.
Berlusconi ha poi fatto un bilancio della situazione: 150 persone
estratte vive dalle macerie, gli interventi per cercare eventuali
superstiti dureranno ancora 48 ore perche’ nulla deve essere
lasciato intentato. Le vittime complessivamente, fino ad oggi, sono
state 207, 190 identificate e 17 ancora da identificare. I dispersi
sono 15, 1.000 i feriti, e fra questi 100 sono in condizioni
difficili; 179 feriti sono stati trasportati in ospedali abruzzesi.
Complessivamente nella zona dell’Aquilano colpita dal terremoto
lavorano piu’ di 7mila soccorritori. Sono presenti sul luogo con
ambulanze, cucine, tende, 12 regioni.
Il nostro presidente ha lodato tutti i soccorritori perche’ c’e’
stata una "gara tempestiva di solidarieta’ grazie alla quale sono
state installate 20 tendopoli e 16 cucine da campo, piu’ di 2mila
le tende gia’ preparate per 4.500 persone. Altre 2mila tende
saranno allestite in caso di pioggia in siti in via di definizione.
Tutti i volontari lavorano ininterrottamente da tre giorni e per
questo siamo ammirati e grati". Poi il Presidente del Consiglio ha
voluto smentire alcuni titoli di stampa stranieri che hanno parlato
di alberghi requisiti per ospitare gli sfollati: "Nessun albergo e’
stato requisito le stanze occupate sono state offerte a prezzi
naturalmente scontati grazie al grande spirito di solidarieta’
manifestato da tutti gli abruzzesi".
Il presidente del Consiglio ha inoltre fatto gli auguri al nuovo
prefetto de L’Aquila Gabrielli, nella speranza che possa presto
integrarsi nelle operazioni di ricostruzione. Quindi il premier ha
parlato dai beni culturali colpiti dal terremoto ed ha annunciato
un inventario ed un piano d’intervento specifico per i beni
culturali. "Il bilancio di queste ore dopo il terremoto - ha
spiegato Berlusconi - e’ assolutamente positivo. Domani iniziera’
l’inventario dei danni alle case colpite dal terremoto e 1.500
tecnici valuteranno le condizioni in cui si trovano le abitazioni
colpite dal terremoto".
Berlusconi ha raccontato di quante e quali siano state le offerte
del mondo internazionale che e’ stato molto vicino all’Italia nel
dolore del terremoto. Offerte che il Governo ha rifiutato perche’
non c’e’ stato bisogno di aiuti particolari. "Siamo un popolo
fiero, un Paese capace e non abbiamo bisogno di aiuti per questo
tipo di emergenza". Accettiamo invece, come il premier ha spiegato
allo speaker della Camera degli Stati Uniti, Nancy Pelosi,
eventuali raccolte di fondi per la costruzione di edifici.
Nel corso della conferenza stampa, Silvio Berlusconi ha anche
parlato del Presidente degli Stati Uniti Obama, sottolineando come
i rapporti con la nuova amministrazione Usa siano ottimi. "Obama mi
ha manifestato la sua grande stima. D’altra parte le proposte che
io gli ho fatto sono state tutte accettate, prima fra tutte
l’incontro con la Russia che c’e’ stato recentemente". Il
Presidente del Consiglio ha annunciato inoltre di estendere la
Cassa Integrazione anche a quei lavoratori autonomi, commercianti e
artigiani che hanno perso il lavoro a causa del terremoto. "La
linea del Governo e’ quella dell’economia sociale dello Stato, vale
a dire che i cittadini non devono sentirsi emarginati, nella
malattia o nelle calamita’. Lo Stato, dunque, e’ vicino ai
cittadini che sono in difficolta’ sia per la crisi economica che
per il terremoto, insomma, people first, vale a dire prima i
cittadini.
Infine Berlusconi e’ tornato a parlare della sua idea di costruire
nuove citta’ nelle vicinanze dei capoluoghi di provincia E non ha
nascosto che la prima “new town” gli piacerebbe fosse costruita a
ridosso de L’Aquila. Per quanto riguarda la ricostruzione l’Italia
potra’ contare su un cospicuo fondo dell’Unione Europea e quelli
che mancano li mettera’ il Governo stesso ma, ha garantito, i tempi
della ricostruzione "saranno rapidi e certi". A chi gli ha fatto
notare che forse era meglio mettere in sicurezza gli edifici
piuttosto che costruire il ponte sullo Stretto di Messina,
Berlusconi ha risposto che "per l’Italia il ponte sullo Stretto e’
un’opera prioritaria che dara’ ai siciliani lo status di cittadini
italiani".

"I soldi per la
ricostruzione gia' ci sono. Ho convocato un Consiglio dei ministri
ad hoc". Lo ha
affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi nel corso
della conferenza stampa alla scuola della Guardia di finanza
dell'Aquila parlando del sisma che la scorsa notte ha devastato
gran parte del territorio del capoluogo di
regione.
Con Berlusconi c'erano i ministri Roberto Maroni e Altero Matteoli,
il capo della protezione civile Bertolaso, il presidente della
Regione Abruzzo Gianni Chiodi, il sindaco dell'Aquila, Massimo
Cialente, e la presidente della Provincia Stefania Pezzopane.
Berlusconi ha spiegato che si sta operando tra le macerie con mezzi
non meccanici, facendo ricorso anche a telecamere a infrarossi per
accertare la presenza di superstiti. "Ne abbiamo salvati gia'
molti", ha spiegato il presidente, "ma c'e' ancora molto da
lavorare. "Ho fatto un giro con l'elicottero sulla zona colpita dal
terremoto ed effettivamente si vedono molte macerie ma di edifici
vecchi o molto vecchi. Anche qui dove ci troviamo ora sono caduti
dei calcinacci ma se le strutture sono ben fatte il terremoto ha
potuto provocare solo lesioni non particolarmente
importanti".
Berlusconi ha spiegato che l'epicentro del sisma ha avuto una
profondita' tra i 10-15 chilometri, tenendo a precisare che "c'e'
stata una concertazione immediata tra tutte le istituzioni e gli
enti interessati. La parola d'ordine e' garantire i soccorsi,
salvare chi e' sotto le macerie, non c'e' nessuno che sara'
lasciato solo". Berlusconi ha poi annunciato che stanno arrivando
all'Aquila diverse migliaia di persone con colonne mobili
costituite praticamente da tutti i Corpi. "Abbiamo un numero di
soccorritori assolutamente adeguato" e ha aggiunto di "aver
ricevuto la solidarieta' dei presidenti degli Usa e della
Russia".
Il nostro presidente ha poi rivolto un invito ai cittadini a non
entrare nelle case lesionate ma di recarsi, nei punti di raccolta
istituiti presso la caserma Rossi, lo stadio Fattori, piazza
d'Armi, e i campi sportivi di Centi Colella e Acquasanta, cose
ribadite subito dopo da Bertolaso, il quale ha ricordato che
Palazzo Chigi ha deciso immediatamente lo stato di emergenza.
Berlusconi infine ha tenuto a precisare che "il terremoto e' un
evento che purtroppo non possiamo prevedere, non c'e' nessuno che
possa dire che ci saranno o meno altre scosse. Questo ce lo hanno
ulteriormente confermato tutti i maggiori esperti della rete
sismica italiana interpellati. Ora e' tempo di reagire".
Nel suo intervento Bertolaso ha ricordato come proprio all'Aquila
si sia riunita nei giorni scorsi la Commissione grandi rischi.
"C'erano tutti esperti di chiara fama che hanno stabilito che dopo
la scossa di fine marzo del quarto grado della Scala Richter non
era assolutamente prevedibile ipotizzare o meno altre scosse.
L'unica cosa che si poteva fare era quella di organizzare il
sistema, e noi lo abbiamo fatto. La nostra missione fondamentale e'
di quella di intervenire tra le macerie con la massima
delicatezza".
Causa
Effetto


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Concluso
da pochi minuti il Congresso del Pdl, con l’acclamazione per
“alzata di delega” di Silvio Berlusconi a Presidente, discorso
durato poco più di 60 minuti, e come aveva fatto venerdì, il
premier, nel suo intervento di chiusura al congresso romano, ha
toccato diversi temi, ed ha esordito dicendo: “Non esagerate,
perché l’emozione e la commozione a una certa età possono far
male…”.
Nasce ufficialmente al congresso della Fiera di Roma il Popolo
della Libertà. I 6mila delegati hanno infatti eletto Silvio
Berlusconi presidente del nuovo partito all’unanimità. A far votare
il Congresso, a invitare i delegati ad alzare il cartellino e,
infine, a proclamare l’elezione di Silvio Berlusconi è stata
Giorgia Meloni. In sala hanno poi iniziato a sventolare bandiere
tricolore e del Pdl.
Il rilancio: “Costruire ancora un miracolo italiano”
-
Berlusconi rilegge ai delegati del congresso del suo partito il
testo del suo primo appello, quello della ‘discesa in campo’ del
1994. Lo legge da una carta-pergamena che e’ stata regalata a tutti
i partecipanti del congresso.
”Vi regalo - dice Berlusconi - la carta-pergamena del mio primo
appello”. E inizia a rileggere sorridendo sul finale mentre
scandisce le parole: ”Dobbiamo costruire insieme un nuovo miracolo
italiano”.Sul
significato del nome del partito
“popolo perche’ la sovranita’ appartiene al popolo”, ribadisce il
Cavaliere, “liberta’ perche’ e’ il nostro valore di riferimento”.
Il premier mette in risalto i valori di riferimento di quello che
“altri chiamano il berlusconismo con buona parte di chi vuole
denigrarci”.
Il presidente del Consiglio sottolinea che “la persona deve venire
prima dello Stato” e parla della “difesa della famiglia
naturale”.
“Sono un po’ matto davvero” -
”Gianfranco Fini mi ha fatto i complimenti e mi fa piacere il
riferimento alla lucida follia. Ha colto nel segno, senza il Pdl
non sarebbe mai nato. Grazie davvero”:
cosi’ Berlusconi, all’inizio del discorso dal palco del
Congresso.
”Grazie per questo attestato. Un po’ matto - dice ancora il
Cavaliere - lo sono stato davvero”. Il
premier cita poi ancora una volta Erasmo da Rotterdam,
sottolineando di condividere il suo pensiero:
”la vera saggezza non scaturisce dal ragionamento, ma dalla
lungimirante visionaria follia, che credo mi abbia guidato in
questa avventura politica”.
“Porteremo l’Italia fuori dalla crisi” -
”Portare l’Italia fuori dalla crisi’‘.
E’ la ”prima, indefettibile missione” che Silvio Berlusconi indica
per il governo. Una crisi, torna a sottolineare, provocata da ”un
virus che viene dagli Stati Uniti”. Il
presidente del Consiglio rivendica i risultati del governo come
”innegabili successi, frutto della politica del fare”.
Ma sottolinea anche come ora si debba ”rivolgere lo sguardo al
futuro, stabilire le priorita’ per governo, maggioranza
parlamentare e partito”. L’obiettivo e’ quello di realizzare la
”rivoluzione liberale” che deve servire a mettere ”la persona prima
dello Stato”.
L’impegno per le donne -
In Italia esiste una ”questione femminile”, che parte dalle
differenze di salario rispetto ai colleghi maschi e dalla carenza
nella rappresentativita’ e il Pdl ha intenzione di intervenire per
trovare una soluzione.
”Il Pdl - ha detto Berlusconi - ha dato un primo segno di
rinnovamento alle ultime elezioni con molte donne candidate che
hanno anche ruoli importanti, ve ne sarete accorti anche qui al
congresso. Esiste una questione salariale, esiste una questione
femminile sulla rappresentanza”.
”Noi - ha concluso - abbiamo fatto da subito una legge sulla
violenza sulle donne che e’ gia’ stata approvata in un ramo del
Parlamento e tra questo e il mio precedente governo abbiamo varato
7 leggi in difesa delle donne, i governi precedenti non ne hanno
fatta nemmeno una. Vogliamo fare ancora di
piu”’.
“Rivitalizzare
la Costituzione” -
“Dobbiamo rivitalizzare e arricchire” la nostra legge fondamentale
dello Stato, dice Berlusconi.
Il presidente del Consiglio prende spunto dalle parole di
Gianfranco Fini:
“Una delle missioni della nostra maggioranza e’ ammodernare
l’architettura istituzionale dello Stato. Ha ragione Fini quando
usa la metafora del calabrone e della farfalla. Ora e’ il tempo di
passare dal calabrone alla crisalide ed e’ tempo che la crisalide
diventi finalmente farfalla. Noi faremo di tutto perche’ la
farfalla, che rappresenta la nuova Italia, spicchi il suo
volo”.
“La sinistra ferma le riforme…” -
E’ colpa di una ‘’sinistra irresponsabile” se le riforme
costituzionali sono rimaste al palo, dice Silvio Berlusconi. Quella
sinistra ”che oggi plaude a chi chiede riforme’‘ e
che invece, secondo il premier,
”nel 2004-2005 ha impedito con il suo no” di
realizzare la riforma costituzionale scritta dal centrodestra e
arrivata fino alla seconda lettura dell’esame parlamentare. Una
riforma, ricorda Berlusconi, che andava dalla devolution, al
rafforzamento dei poteri del governo, alla fine del bicameralismo
perfetto, al Senato delle Regioni.
“…ma noi andiamo avanti” -
Se, sulle riforme,
”ci sara’ un atteggiamento di confronto, saro’ il primo a
rallegrarmene e a darne atto ai leader della minoranza; ma nel
frattempo la nostra maggioranza e il Popolo della Liberta’ non
possono sottrarsi al dovere di fare la loro parte, sciogliere
questo nodo e offrire agli italiani la soluzione per un governo che
governi e un Parlamento che controlli”,
ha detto ancora Berlusconi ribadendo l’urgenza di modificare la
seconda parte della Costituzione, ‘’senza
stravolgerla”.
“Ridurremo le tasse col federalismo” -
‘‘Il
federalismo, quando sara’ a regime, portera’ a una riduzione delle
spese inutili. Tutto cio’ che sara’ risparmiato verra’ utilizzato
per diminuire le tasse”, ha
detto ancora il presidente del Consiglio. Berlusconi ha detto che
il federalismo ‘‘non
e’ un tributo pagato alla Lega”, ma ”qualcosa su cui abbiamo
profondamente creduto”.
“Rafforzare i poteri del premier” -
”Il Paese ha bisogno di governabilita’, l’esperienza recente ci ha
dimostrato” quante
responsabilita’ siano in capo al premier al quale vanno
attribuiti
”maggiori poteri rispetto a quelli attuali che di fatto sono
inesistenti, finti”, ha
detto il premier parlando ancora dal palco del congresso del
Pdl.
“Mi candido alle Europee” -
Silvio Berlusconi ribadisce che sara’ capolista del Pdl alle
prossime europee e sfida Dario Franceschini a fare altrettanto
perche’ un vero leader e’ cosi’ che si comporta.
“Io non ho esitazioni ad impegnarmi concretamente alle prossime
europee. Un leader deve avere il coraggio di farlo. Dicono che e’
una candidatura di bandiera? Ma e’ una bandiera dietro la quale
ogni vero leader chiama a raccolta il proprio popolo. Sarebbe bene
che anche un leader dell’opposizione, se esistesse un leader,
facesse altrettanto“,
scandisce il presidente del Consiglio.
La chiusura del Congresso
- Il
congresso del Pdl finisce con una ‘foto ricordo’: tutti i big del
Pdl sul palco, chiamati da Silvio Berlusconi attorno a se’ come
membri dell’ufficio di presidenza.
”Gradirei avere le dame qui vicino”,
dice il neo eletto presidente del Pdl, chiamando le ministre
Giorgia Meloni, Stefania Prestigiacomo, Mara Carfagna e Mariastella
Gelmini. Sul palco sale anche il coro: prima canta l’inno alla
gioia, poi l’inno di Mameli, e tutto il gruppo dei big (ministri,
governatori, capigruppo) si unisce. Finiti gli inni, parte la
canzone ”Meno male che Silvio c’e”’, che chiude la tre-giorni della
Fiera di Roma che ha sancito la nascita del Popolo della
Libertà.

Diretta del 1°
Congresso Nazionale del Popolo della Libertà
la diretta
avrà inizio venerdì alle 17




Care donne di Lainte,
il Dr. Fabrizio
Grignani è stato veramente
felice di festeggiare la festa della donna con voi in piazza a
lainate.
(per vedere tutte le foto cliccare
Qui)

| Per approfondire, vedi la voce |
Sabato 17 Gennaio 2009 si è svolto il
Consiglio Comunale Aperto presso l'Auditorium del
Centro Civico di Barbaiana.
Ordine del giorno "DECRETO
GELMINI E RIFORMA SCOLASTICA"
(Intervento del
Prof. Franci Franco)
In questa occasione
abbiamo voluto fare chiarezza ed
abbiamo invitato due esperti del PDL del settore scuola
;
Prof. Franci Franco e il
Prof. Scalese
Angelo .
“Slogan Oxfordiani a
parte, si spera che
qualcuno abbia finalmente capito gli intenti della
Gelmini.”
(Intervento del
Prof. Scalese Angelo)
Qui sotto vi riporto un articolo scritto dal
Prof. Scalese
Angelo che riassume tutti i
punti trattati anche in Consiglio Comunale.
La riforma della scuola

Il ministro Mariastella Gelmini é partita con il piede giusto e
sta facendo davvero un buon lavoro.
L' introduzione dell' educazione civica, il maestro unico, il voto
in condotta, la sostituzione dei giudizi con i voti, sono tutti
provvedimenti che da insegnante ho sempre sognato ed ora che sono
andato in pensione me li vedo arrivare a tempo scaduto. Non
importa, sono contento lo stesso perché ne trarranno vantaggio i
miei colleghi e soprattutto gli allievi che finalmente potranno
frequentare una scuola un po’ più seria. Chi non vive nella scuola
non può capire quanto siano necessari questi
provvedimenti.
Partiamo
dal maestro unico. Dicono
che si vuole distruggere una scuola elementare che funziona a
meraviglia.Citano i dati OCSE che
collocherebbe la scuola elementare italiana ai primi posti nel
mondo. I dati OCSE dicono che i ragazzi di 15 anni sono agli ultimi
posti nella classifica mondiale in quelle abilità come la lettura
che si apprende alle elementari. Il deficit in matematica e scienze
viene attribuito alla sperequazione tra discipline umanistiche e
scientifiche. Purtroppo i nostri ragazzi non eccellono né nelle
materie umanistiche né in quelle scientifiche.All' inizio di ogni anno
scolastico ho sempre fatto la prova di lettura ai ragazzi
di prima media.
Poco meno di metà classe non sapeva leggere. Dopo cinque anni di
scuola elementare buona parte degli alunni non sa fare le divisioni
a una cifra, non riconosce le più semplici figure geometriche piane
e non sa le tabelline. Lo scorso anno ho provato a
chiedere agli alunni di seconda media: dove si trova Pordenone?
Qualcuno ha risposto: “in Calabria”. Allora mi sono spinto
oltre ed ho chiesto: "in provincia di Cosenza o di
Catanzaro?". Metà classe ha risposto Cosenza e l' altra metà
Catanzaro. Andando avanti nell' indagine ho scoperto che il
frumento costa di più del grano e che il granoturco è
diverso dal mais perché ha i semi più piccoli. Il dato
preoccupante di questa inchiesta domestica è che i ragazzi si sono
giustificati dicendo che
quelle cose non le avevano mai studiate. E’ possibile che in
cinque anni di scuola non ci sia il tempo per imparare quelle
nozioni di base che evitano ai ragazzi di sentirsi dei somari? Chi
è impegnato a decifrare i fonemi durante la lettura, non riesce a
cogliere il senso di quello che legge. E’ più importante saper
leggere bene o imparare a fare i pupazzi con la pasta di sale e a
dipingere, con la tecnica dell’ imbianchino, enormi tabelloni che
richiedono ore ed ore di lavoro? Quando dalle elementari arrivano
ragazzi in queste condizioni, c'è poco da fare. Il loro destino
scolastico è già compromesso. Dopo il triennio delle medie avranno
imparato a leggere e sapranno fare le divisioni, ma raramente
sapranno applicare le proporzioni nei problemi o sapranno applicare
il teorema di Pitagora all'esame di terza media. Dopo anni di
studio della lingua inglese, solo due o tre alunni per
classe riuscivano a rispondere alle semplici domande dell'
insegnante di lingue durante esami orali ai quali ho assistito
nella mia lunga carriera di insegnante. E le mie non erano scuole
del sud!Se si vanno a leggere i
programmi delle elementari c'è da rimanere stupiti. Un maestro
dell' area scientifico-matematica, nel suo programma aveva inserito
il calcolo statistico, lo studio di funzioni e i linguaggi di
programmazione. Una cosa impressionante, neanche fossero all’
università.
La domanda che mi pongo,
però, è questa:
chi ci garantisce che il maestro unico funzioni meglio dei tre
insegnanti su due classi? E poi, sapranno i maestri di adesso
essere bravi come quelli di una volta?
Io ritengo di si. Il
maestro di una volta faceva solo le magistrali mentre quelli di
adesso sono tutti laureati nelle discipline che formano non solo l’
insegnante, ma che ne fanno anche un ricercatore nel campo della
didattica (Il maestro non studiava Chomsky e la grammatica
generativo-trasformazionale). Bisogna dire poi che i contenuti
delle scuole elementari non sono così impegnativi da creare delle
difficoltà a chi deve insegnarli. Diverso è il discorso per le
medie e per le superiori. Un docente che ha studiato 30 anni fa la
teoria atomica di Plank e di Bohr avrà la necessità di conoscere
come si è evoluta la teoria della cromodinamica quantistica.
Oggi la ricerca ha fatto progressi notevoli in
moltissime discipline, sono nate nuove discipline come le
biotecnologie e le nanotecnologie e tutto questo richiede un
aggiornamento dei docenti proprio sui contenuti. Gli aggiornamenti
proposti a scuola, invece, spaziano dal corso sulla sicurezza a
quello sul pronto intervento a quello sulla privacy! C’è da
mettersi le mani nei capelli. Assodato che il maestro unico è in
grado di insegnare tutto, perché non deve valere il detto:
“three is meglio che one” ?Perché uno costa meno?
Anche! Perché scandalizzarsi del fatto che si risparmino i
quattrini del contribuente e si utilizzino magari per rendere più
decorose le scuole in cui andiamo ad insegnare? Ma non è il solo
buon motivo! Nella maggior parte dei casi le maestre vanno d’
accordo e spendono non poche ore per fare la programmazione, ma non
sono isolati i casi in cui le maestre non si trovano d’ accordo su
come lavorare insieme e allora son dolori. A volte la diatriba
sfocia in una guerra all’ ultimo sangue con seguito di dispetti
reciproci, i genitori che si schierano con l’una o l’altra fazione
e chi ci rimette? quel povero Cristo di bambino che si trova a
vivere in un clima che gli rende angoscioso l’ andare a scuola.
Quando invece regna l’ armonia, allora si esagera nelle cortesie e
si tende a strafare per dimostrare di essere gli insegnanti più
bravi del mondo, oppure si continua in classe quella programmazione
che nelle ore previste non è stata esaurita perché le ore non
bastano mai, anche se non riesco proprio a capire come si fa ad
occupare ben due ore settimanali per la programmazione! Un altro
motivo per cui uno è meglio di tre è dovuto alle simpatie che l’
alunno prova per l’una o l’ altra insegnante. Se l’ insegnante di
matematica è simpatica all’ allievo sarà simpatica anche la
disciplina e viceversa. Si potrà eccepire che se l’ insegnante è
antipatico il bimbo andrà male sia nell’ una che nell’ altra, ma
non è così. Quando un alunno va male in una disciplina e va bene
nell’ altra, il genitore ha la prova provata che la colpa è della
maestra cattiva perché con l’altra il figlio va bene e questa è la
rovina. Con il maestro unico se l’ alunno va male in qualsiasi
materia, il genitore lo mette sotto e lo fa studiare di più. Sia
ben chiaro che con il maestro unico, muore il modello scolastico
che Bertagna ha inserito nella riforma Moratti.Cosa
dice Bertagna in sintesi? Dice che lo studio per
materie porta al contenutismo fine a se stesso. Dice che l’
apprendere è bello e tutti gli uomini lo vogliono sperimentare (
non so perché ma mi ricorda tanto Padoa Schioppa quando diceva che
pagare le tasse è bello). Ci farei una scommessa, ma sono sicuro
che Bertagna non è mai entrato in una classe ad insegnare
altrimenti non direbbe queste cose. Dice anche che quando si
insegna una disciplina in realtà se ne insegnano molte altre e che
bisogna avere la coscienza di ciò che si trasmette all’ allievo.
Nel processo di apprendimento non è in gioco soltanto il si insegna
(il sapere), né soltanto il ma conta altrettanto il . Egli
distingue
le conoscenze dalle abilità e dalle competenze. La riforma Moratti, che è
permeata da questi contenuti, ha mandato in soffitta i vecchi
programmi calati dall’ alto ed ha introdotto le più macchinose
“unità di apprendimento”. Ogni allievo ha diritto ad un piano di
studi personalizzato. I genitori, insieme ai docenti, programmano e
concordano tale percorso. Se l’ allievo ha acquisito, anche fuori
dalla scuola, delle competenze (certificate da chi, dal genitore?),
queste devono essere allegate al “portfolio delle competenze”.
Questa è la riforma Moratti. E’ demagogico dire che un allievo ha
diritto ad un percorso didattico personalizzato in una classe con
27 alunni? Per carità! E’ una bestemmia!Questa è stata la mazzata
finale data addosso ad un docente sempre più in crisi, sempre più
incapace di stare in classe e di trovare motivazioni per fare un
lavoro delicatissimo e fondamentale per lo sviluppo di un
Paese. Per certificare le competenze, vale a dire per
dimostrare che le conoscenze e le abilità apprese vengono
utilizzate dall’ allievo in un contesto applicativo, è necessaria
l’ attività laboratoriale. Questi ultimi anni sono stati tremendi
per i docenti. Come si fa a certificare le competenze se non si
fanno le attività laboratoriali? Si inventa! Si sono fatte le
sedute psichiatriche per realizzare le “unità di apprendimento”.
Ogni insegnante ci metteva quello che aveva capito della riforma.
Risultato? Si cercava di scopiazzare dai modelli che pubblicavano
le varie riviste, ma il risultato di tutta questa confusione quale
è stato? La scuola italiana è balzata ai primi posti nella
classifica mondiale? Neanche per sogno. Se non siamo peggiorati,
siamo rimasti li.
Cosa
dicevo sulla riforma Moratti? La colpa non è dei
Ministri che di volta in volta si accingono a riformare la scuola
se non si riesce mai a capire il senso che hanno i cambiamenti che
ci propongono, (pensiamo al progetto Berlinguer che prevedeva
contemporaneamente l’ iscrizione alla prima superiore delle seconde
e delle terze medie con un fantasioso meccanismo di estrazione a
sorte sostitutivo della promozione), ma nel significato equivoco
che assume la parola “riforma”. Anzi è il prefisso “ri” che è poco
serio rispetto a molti altri che svolgono un ruolo ben preciso ed
inequivocabile. Se infatti viene anteposto alla parola nascere
assume il significato (metaforico) di nascere una seconda volta.
Basta porlo davanti a muovere che assume ben altra funzione. Se
pensiamo a cosa combina davanti a gettare e ferire ci accorgiamo
che è un prefisso di cui non ci si può fidare. Limite del
linguaggio, dove Wittgenstein si è arreso e dove Aristotele è
naufragato tra anfibolie e paralogismi, che assolve ogni
Ministro dal dover compiere qualcosa di sensato nel mettere mano
alle questioni che riguardano la scuola.
Eppure questa sembrava la
volta buona. Finalmente prevale il pragmatismo!Messi da parte i grandi
pensatori, quelli che sanno di: Piaget, Tyler, Bloom, Gagnè,
Skinner, Guilford, Mager ( mi scusino gli altri se non li ho citati
), si ripristina il voto di condotta perché finalmente qualcuno è
entrato nelle classi ed ha capito che metà del tempo del docente
viene speso per inutili interventi disciplinari.Benissimo! Si sono accorti
anche che il docente vigilante in mensa è sprecato? Ma bene! Vuoi
vedere che stavolta fanno piazza pulita di tutti quei progetti che
hanno ridotto la scuola a livello di oratorio in cui i docenti si
improvvisano, senza alcuna abilitazione specifica, esperti di
teatro, di informatica, di scacchi, di erboristeria, di
cinematografia e così via? Non sembra vero! Finalmente qualcuno ha
capito che il tempo che impieghi a studiare gli scacchi ti manca
poi per il teorema di Pitagora. Da anni, infatti, arrivano alle
medie ragazzi che sanno tutto sulla riproduzione delle piante
perché hanno seguito il progetto “adottiamo un giardino” ma
non sanno leggere e scrivere.In questa mia
rappresentazione
perspicua dei problemi scolastici non
può mancare una lamentatio
sullo studio
delle lingue straniere.Le classi di prima media
vengono formate con alunni che hanno studiato, alle elementari, la
lingua inglese, altri che hanno studiato il francese, altri lo
spagnolo e altri ancora il tedesco. In base a quale criterio? Il
criterio della maestra. Ma che criterio è? E’ il criterio che se
una maestra ha fatto il corso di 600 ore di tedesco il bimbo impara
il tedesco e se lo ha fatto di francese impara il francese. Ma è
sicuro che la maestra dopo 600 ore sappia insegnare le lingue e
soprattutto è sicuro che l’alunno le impari? Che importa. Tanto
poi, quando arriva alle medie, ricomincia tutto daccapo. L’esito?
Basta assistere agli esami di terza media: dopo otto anni di studio
delle lingue il povero allievo non riesce a mettere due parole in
croce in nessuna delle tante lingue studiate. E i genitori sono
anche contenti perché i loro figli hanno fatto il bilinguismo e il
progetto lingua 2000.Non fatemi tirare in ballo
Lenneberg e Chomsky per documentare quanto siano importanti i primi
anni di età per l’apprendimento delle lingue, sicuramente non
mancano al Ministero quelli che ne conoscono anche di altri, fatemi
dire però che non ha senso far insegnare le lingue alle maestre che
hanno fatto un semplice corso, quando abbiamo una fila
interminabile di laureati in lingue straniere e che hanno
anche frequentato il corso di specializzazione biennale (i famosi
corsi SISS) che abilita all’insegnamento. Se le lingue venissero
studiate seguendo un percorso didattico che va dalla prima
elementare alla terza media, dopo otto anni di studio di una
lingua, l’esito sarebbe certamente diverso da quello
attuale.La lamentatio
non è completa
se non si mettono in piazza anche i problemi del tempo
prolungato.Il tempo prolungato è un
servizio? Benissimo ma perché deve essere
intermittente?Il lunedì si il martedì no.
Abbiamo scoperto che la compresenza nel tempo prolungato è uno
spreco di risorse? Utilizziamo queste risorse ed estendiamo il
tempo prolungato a tutti i giorni della settimana. Si vuole offrire
un’ opportunità in più a chi non ce la fa? Gli si imponga di
frequentare la scuola al pomeriggio visto che in Italia la
bocciatura è un tabù e le scuole professionali sono una
discriminante sociale.Se in Scienze si studiano
gli “oggetti della natura” e in Tecnica gli “oggetti
dell’uomo” perché i primi devono essere obbligatori e i secondi
facoltativi?Perchè gli insegnanti di
Educazione tecnica non possono insegnare anche scienze visto
che spesso sono costretti a spiegare prima il fatto scientifico e
poi quello tecnico?Perché con il grande
bisogno che abbiamo di parlare bene almeno la lingua inglese si
riducono le ore obbligatorie di inglese nelle scuole
medie?Si
possono risolvere questi problemi con una riforma che introduce il
criterio delle materie facoltative? E con quale criterio si
stabiliscono le materie facoltative? Con il criterio della
maestra?Non riesco proprio a capire
che senso abbia una riforma del genere.Forse,
per tornare all’inizio, il termine “riformare” sta assumendo nella
scuola italiana il significato che ha quando si va a fare la visita
per essere arruolati. Come
vedete stiamo ancora parlando degli stessi
problemi.La
Gelmini ha ripristinato il voto di condotta? Bene! Era ora!
Riuscirà a mantenerlo? Dipende anche da noi. Non dobbiamo lasciarla
sola a combattere, bisogna sostenerla e
incoraggiarla. Anzi, sul fronte della
disciplina bisogna fare ancora di più. Una volta gli allievi erano
terrorizzati dai docenti, oggi avviene il contrario. Quello che
accade nelle classi è incredibile e sono convinto che anche voi che
mi leggete pensate che stia esagerando. Ci sono classi in cui
viene l’ angoscia all’ idea di entrare a fare lezione. Prima
di ottenere il silenzio passano dieci minuti. Si entra in classe e
pare che non sia entrato nessuno, i ragazzi continuano nel loro
lavoro di pubbliche relazioni, di compilazione del diario, che poi
viene consegnato alla compagna o al compagno, c’è chi copia i
compiti per la lezione successiva oppure chi ascolta le
canzoni registrate nell’ ultimo ipod. Appena entrato in classe il
docente deve respingere l’ assalto di due o tre allievi che
chiedono di andare in bagno ad ogni cambio dell’ ora. Altri dieci
minuti servono per rispondere alle note che il docente riceve dai
genitori perché non ha mandato il figlio in bagno il giorno prima o
perché ha sequestrato il telefonino utilizzato per filmare il
sedere della compagna che sta davanti che con i pantaloni a vita
bassa mostra la marca delle mutande e non solo
(viva il grembiule obbligatorio). Dieci minuti vanno via per
verificare che nessuno ha fatto i compiti, perché ormai la maggior
parte dei ragazzi ha perso l’abitudine di studiare a casa e il
resto serve per fare lezione a quei quattro o cinque che hanno
ancora voglia di imparare qualcosa. Se un alunno manda l’
insegnante a quel paese, questi
deve avere l’ autorità di sospenderlo seduta
stante.
Oggi invece per sospendere un alunno maleducato, bisogna convocare
il consiglio di classe, far perdere mezza giornata ai colleghi
convocati e, se il regolamento lo prevede, dopo quindici giorni
arriva la sentenza: “sospensione di un giorno con obbligo di
frequenza”. E’ un non senso? Sembra incredibile ma le cose
stanno proprio così.Se vogliamo bene alla
scuola bisogna avere il coraggio di cambiare queste storture. La
scuola italiana è davvero allo sbando. Un alunno delle scuole
elementari costa ai contribuenti circa 5000 euro l’ anno, è mai
possibile che dopo aver speso 25.000 euro metà di questi non
sappiano nemmeno leggere?
La
Gelmini ha reintrodotto il voto numerico.
E’ un messaggio chiaro e comprensibile a tutti. Sapete quante ore si spendono inutilmente nei consigli di classe per mediare su giudizi in cui si litiga se l’impegno è costante, quasi costante o abbastanza costante? Non ci credete? Lo so, sembra impossibile ma è così. I giudizi mediati a colpi di aggettivi risultano, dopo estenuanti litigi, delle frasi prive di significato frutto di un contorsionismo dialettico raggiunto per stanchezza. Anno dopo anno ci siamo abituati a questo teatro dell’ assurdo e non riusciamo più a renderci conto di quanto siamo fuori dalla realtà.Non è meglio avere il maestro unico nella scuola elementare ed utilizzare il personale che avanza per dare il tempo pieno anche alle scuole medie? Se in una famiglia lavorano entrambi i genitori, i ragazzi che restano a casa il martedì e il giovedì sono abbandonati a se stessi, non hanno la mensa, sono soli a casa e potete immaginare cosa può succedere. C’ è poi la necessità di eliminare lo spreco di risorse dovute a tutte quelle attività che interrompono il lavoro che il docente fa in classe. Fin dal mese di novembre arriva il docente di musica che vuole 6 ragazzi per preparare il saggio di Natale, poi ci sono quelli che si devono allenare per la gara di pallavolo, poi c’è la collega di lettere che chiede tre alunni bravi in informatica che vengono lasciati da soli nel laboratorio a scrivere la poesia di un autore sconosciuto o a scrivere il giornalino della scuola che tiene lontano dalla classe i ragazzi per mesi. Il tutto per la gioia dei genitori e dei docenti che espongono le loro vanità durante le feste della scuola. Io che insegnavo agli allievi di prima media a fare le pagine web, a quelli di seconda a programmare i robot e a quelli di terza gli argomenti per la patente europea non ero nessuno, perché non esponevo nulla dei lavori fatti dagli allievi e le mie attività non venivano nemmeno menzionate dalla preside quando presentava la scuola ai genitori delle elementari. Eppure non credo che ci siano molte scuole in Italia dove si insegna robotica!Il problema della valutazione non si risolve solo con il ritorno al voto numerico. Nella scuola media si sono abolite le valutazioni trimestrali e introdotti i quadrimestri per dare più spazio alla didattica. Purtroppo, in numerose scuole, i presidi, presi dalla smania di tenere informati i genitori, hanno costretto gli insegnanti ad aggiungere ai quadrimestri altre due valutazioni intermedie e così ai primi di novembre, ci troviamo davanti i genitori che ci chiedono come vanno i loro ragazzi. Ora ditemi voi come si fa in un mese e mezzo a fare un pezzo di programma e valutare 25 alunni! E’ assurdo, ma soprattutto, è una gran perdita di tempo che viene sottratta all’ attività di apprendimento. Inoltre, bisogna prendere atto che la natura non fa crescere tutti gli alunni con gli stessi ritmi così come pretende la scuola. C’è chi matura prima e chi un po’ più tardi, ma questo non deve essere vissuto come un dramma né dalle famiglie e nemmeno dai docenti. Bisogna capire a cosa serve la valutazione. A volte capita che un alunno che dà fastidio in classe, non studia e si assenta molto, venga promosso per “toglierselo dai piedi” e quindi va avanti negli studi senza aver acquisito gli strumenti necessari per affrontare gli studi successivi. Ci sono dei professori che vivono la bocciatura come un insuccesso personale e hanno il terrore di essere giudicati negativamente. A me è capitata una collega di lettere che dava a tutti ottimo e distinto nel tema d’esame di terza media, per impedire al consiglio di classe di bocciare quelli che all’ orale facevano scena muta. Ovviamente molti temi contenevano errori di grammatica gravi e il contenuto era insussistente. Non sarà facile cambiare una mentalità molto radicata nel corpo docenti: si tende a giustificare sempre l’ insuccesso scolastico con motivazioni di ordine sociologico e familiare. (il bimbo non studia perché i genitori litigano tutti i giorni. Come fa un ragazzo a fare i compiti se un giorno sta a casa della mamma e un altro a casa del papa?). Per non dire del danno che fanno i Presidi impegnati a tutelare l’ immagine della scuola che votano quasi sempre per la promozione di alunni che non conoscono e non hanno mai valutato. Bisogna escluderli dalla valutazione. Ritornare alla scuola meritocratica significa promuovere gli allievi che studiano e bocciare quelli che non sanno. Di fatto la scuola italiana è già meritocratica perché, in un modo o nell’ altro, la selezione avviene comunque se pensiamo che solo il 19% degli studenti italiani arriva alla laurea. Se questo è vero qual è il problema? Il problema è che la scuola rifiuta ipocritamente di certificare il reale livello di apprendimento dell’ allievo e lo induce a un percorso scolastico che non è in grado di affrontare, condannandolo al fallimento scolastico. All’ allievo viene negata la possibilità di prendere coscienza delle proprie carenze e di porvi rimedio per tempo, arrecando un danno irreversibile allo studente e alla società. Il sistema dei debiti formativi e del recupero estivo non risolve il problema. Occorre invece ridurre, come già propone la Gelmini, l’ orario scolastico delle lezioni per trovare quelle risorse che consentono alla scuola di offrire un sistema di recuperi disciplinari che devono durare tutto l’anno. Tanto per fare un esempio. Un allievo che non ha raggiunto la sufficienza in matematica, l’ anno successivo frequenterà le ore di lezioni ordinarie e in più verrà assegnato ai corsi di recupero in cui dovrà colmare le lacune accumulate nell’ anno precedente. Ovviamente, sarà possibile sostenere questo sforzo solo per un paio di discipline; nel caso in cui le insufficienze fossero di più si dovrà ripetere l’ anno.L’ obiettivo del docente deve essere quello di attrezzare l’ allievo per affrontare il corso di studi successivi e quindi sarebbe opportuno capire quali sono le conoscenze e le competenze richieste da chi sta a monte nel sistema scolastico. Bisognerebbe procedere alla valutazione non alla fine del corso di studi ma all’ inizio. Gli allievi di quinta elementare dovrebbero fare l’ esame di ammissione alla prima media. I docenti che valutano l’ allievo sono quelli che si assumono anche la responsabilità della sua formazione e per la quale dovranno rispondere ai docenti del corso di studi successivo. Con questo sistema si introduce anche un criterio oggettivo di valutazione del docente. Non è possibile, per ragioni ovvie, che i genitori o gli allievi valutino i docenti e nemmeno il preside che pur avendone le capacità, non è in grado di capire, se non per gli aspetti marginali, legati alla capacità di tenere la disciplina in classe, quanto valga un docente quando fa lezione. Invece se un docente si assume la responsabilità di accogliere un allievo che non sa leggere, deve anche sapere che corre il rischio di consegnare al docente delle scuole superiori un allievo che poi verrà respinto perché non è stato ritenuto idoneo. Valutare i docenti in base ai corsi di aggiornamento frequentati o in base ai progetti che presenta è una sciocchezza. Ci sarebbe la corsa ai progetti e ai corsi di aggiornamento più strani, si spenderebbero soldi ma la qualità della scuola non migliorerebbe. Si dovrebbe costituire un organismo che valuti i programmi che il docente intende svolgere, mentre il preside dovrebbe controllare che questi programmi vengano effettivamente realizzati. Faccio un esempio. Se un docente di tecnologia, si ostina, e ce ne sono molti, a rifiutare di insegnare informatica, continua a proporre i soliti lavoretti di falegnameria oppure fa fare ai ragazzi i circuiti in cui si accendono le lampadine, il programma del docente avrà un punteggio più basso. Come sarà bassa la valutazione di quei docenti che svolgono la metà degli argomenti di altri, perché se la prendono comoda e il tutto risulta debitamente scritto nella programmazione. Ovviamente diventa essenziale il controllo esercitato dal preside sull’ effettivo svolgimento del lavoro progettato. Potrebbe accadere che non in tutte le scuole si riescano a realizzare le attività proposte dai docenti perché prive degli strumenti necessari; questo spingerebbe le scuole a dotarsi degli strumenti e i docenti ad andare nelle scuole in cui possono lavorare meglio.La scuola italiana va riformata profondamente soprattutto nei contenuti degli insegnamenti proposti. Bisogna anche fare in modo che i docenti che non sanno insegnare vengano dirottati su altri lavori; non si può rovinare la vita di tanti allievi solo perché non si ha il coraggio di guardare in faccia la realtà. Ci sono ancora molti docenti che non sono laureati e che sono diventati obsoleti sul piano professionale. Ci sono docenti che insegnano matematica e non l’ hanno mai studiata. Bisogna rivedere le classi di concorso e sistemare certe stranezze che si trovano solo nel sistema scolastico italiano. C’è uno squilibrio tra discipline umanistiche e scientifiche. Lo studio delle lingue dovrebbe seguire un percorso parallelo a quello scolastico, con momenti di valutazione autonome finalizzate alla certificazione dei livelli standard di apprendimento (toefel). Se un allievo frequenta per otto anni un corso di lingua straniera senza le interruzioni dovute al cambio delle classi, i risultati sarebbero straordinari. Le attività di laboratorio si dovrebbero svolgere, come già avviene nelle università, al pomeriggio, destinando la mattina all’ apprendimento delle conoscenze. Oggi accade che tra un’ ora e l’altra di lezione gli alunni si mettono in fila per andare nel laboratorio di informatica, poi c’è la fila di quelli che vanno in palestra, poi c’è la fila del laboratorio di scienze, poi la fila che va a fare musica e poi quella di artistica. Insomma un via vai di ragazzi che si spostano avanti indietro per la scuola, perdendo tempo prezioso e creando non pochi disagi e accade spesso che l’ insegnante dell’ ora successiva stia in classe ad aspettare che gli alunni tornino dalla palestra o dagli altri laboratori. Le ore del mattino andrebbero ridotte perche il periodo che va dalle 8 alle 13 e 45 è troppo lungo. Alle attività di laboratorio si potrebbero destinare i docenti non laureati, le maestre in esubero e i docenti neoassunti. C’è poi da regolamentare le attività di sostegno e le modalità di inserimento nelle classi degli alunni immigrati. Attualmente vengono inseriti nella classe in base all’ età anagrafica. Se questo non sa leggere, non conosce la lingua italiana e sta in classe ad annoiarsi non importa. Basta che socializzi. Questo è l’ imperativo della scuola di oggi!