Aguri di Buone Feste
20/12/07 18:21 Archiviato
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PdL Lainate
Berlusconi spariglia
12/12/07 19:35 Archiviato
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Dal Web

Berlusconi
ha cambiato un'altra volta, da solo, le regole della politica
italiana. Lo fece la
prima volta creando Forza Italia e vincendo le elezioni del '94. La
seconda volta nel '97 quando gettò una corda verso D'Alema,
trasformando il maggioritario parziale del matterellum
in una forma politica: il
bipolarismo. Ha ottenuto nel 2001 una grande maggioranza e un lungo
governo, grazie alle divisioni ideologiche della sinistra. Ma si è
trovato innanzi all'ostilità di tutti i poteri istituzionali e
istituiti: dal presidente della Repubblica ai giudici, dai
sindacati alla stampa, dalla Confindustria all'università. E, dopo
le elezioni del 2005, ha avuto contro quasi tutte le Regioni, a cui
improvidamente il governo Amato aveva dato un diritto di veto su
argomenti, dall'energia ai trasporti, prima assicurate alla
competenza dello Stato. Ha avuto contro un'insurrezione permanente,
dai no global ai no tav. Ha visto la Campania trasformata in una
pattumiera a cielo aperto. Ha avuto due alleati, l'Udc di Follini e
Alleanza nazionale di Fini, che avevano un solo scopo: liberarsi di
lui, spartirsene le vesti. Un uomo solo contro tutti. Le grandi
corporazioni erano tutte contro di lui: poi i liberali della
cattedra gli hanno imputato il non aver liberalizzato i taxi e le
farmacie, cose tutte fatte da Bersani all'unico scopo di potenziare
le cooperative rosse.
Un
uomo solo. Ma ha avuto con sé una realtà che, nella politica
italiana ispirata più a Guicciardini che a Macchiavelli, non conta
niente: cioè il popolo. Un popolo che credeva in lui senza
altro motivo che la sua stessa fiducia e che per questo andava
oltre le potenze che governano l'opinione pubblica. Il sentimento
popolare è una cosa diversa dall'opinione pubblica. Berlusconi è un
caso storico quasi unico: quello di un leader che ha governato senza un partito, ma
solo per la fiducia che coloro che non contavano politicamente
niente gli davano: la libertà contro il potere. La campagna
elettorale del 2006, fatta da Berlusconi solo, diceva due cose: che
la maggioranza era guidata dai comunisti e che voleva aumentare le
tasse. Cose terribili, barbariche, dicevano i custodi dell'opinione
pubblica: la questione comunista era chiusa e criticare il peso
fiscale voleva dire incoraggiare l'evasione delle imposte. Contro
di lui era tutta la prima Repubblica: a destra, al centro e a
sinistra. E perse per 24.000 voti alla Camera. Se non avesse
seguito un incapponito ministro di Alleanza Nazionale, non avrebbe
fatto nemmeno la legge sul voto degli italiani all'estero, che poi
An volle gestire come cosa propria.
Dopo le elezioni Berlusconi chiese le larghe intese oppure nuove
elezioni. La larghe intese furono rifiutate, la maggioranza pensò
di aver vinto con il mandato di annullare tutta l'opera di
Berlusconi. Dalla
riforma costituzionale a quella della giustizia. E allora egli
decise di seguire il sentimento del suo popolo, praticando quello
che Fini superbamente ha chiamato come la preferenza della
fellowship
alla leadership. Ma invece Berlusconi ebbe
politicamente ragione: il popolo italiano, anche di sinistra, sentì
il governo come un non governo, ma come una cooperativa per la
spartizione del potere, quindi come non legittimo perché non
governo. L'antipolitica nacque a sinistra contro la sinistra. E la
politica tremò. E tremò sul piano più delicato: la sicurezza e
l'immigrazione. Giuliano Amato passò dall'espulsione dei rom come
massa di invasione all'incriminazione della polizia e all'abbandono
di parte di Roma alle tifoserie. Un non governo, un non
Stato.
Il popolo non di sinistra, che è restio anche ad andare a
votare, ha riempito
i gazebo animato da un «partito di plastica»
come Forza Italia: e non erano solo elettori di destra. Berlusconi,
legittimato dal suo popolo, spariglia, abbandona il bipolarismo e
sceglie la proporzionale tedesca. Lo fa di autorità, svuotando
Chiti e Violante di ogni autorevolezza. Berlusconi è il solo in
grado di chiudere la partita del bipolarismo. Esce di scena dal
bipolarismo ricostruendo la politica; tutti sono obbligati a
seguirlo. O per convinzione o per
necessità.
Fini e Casini volevano liquidare Berlusconi nelle trattative di
commissione, volevano impiccarlo al bipolarismo da essi ormai usato
come un'arma per distruggerlo. Hanno perso la gallina che faceva le
uova d'oro. Fini è obbligato a domandarsi se vuole diventare un
neogollista o ridiventare postfascista, Casini se vuole fare un
partito democristiano con Mastella, Pezzotta, Tabacci e quanti
altri: e vedere se il pesce elettore abbocca ancora alla lenza
scudocrociata. Bossi non avrà il sistema spagnolo dei piccoli
collegi. Che faranno le componenti del governo? Rimarranno bipolari
con Prodi o sotto Prodi e i consensi calanti quando sanno che ora è
possibile giocare in proprio? Solo per i nanetti dell'Unione non
c'è trippa per i gatti. Berlusconi ha operato una grande strategia
a cui tutti ora sono contrari: perché tutti la chiedevano e nessuno
la prevedeva.
Tag: Berlusconi
BERLUSCONI: Se cade il governo si
vota
04/12/07 16:32 Archiviato
in:
PdL Lainate

Ti proponiamo l’intervista di
Silvio Berlusconi ad Affari Italiani del 3 dicembre
2007...
"Veltroni ha interesse ad affrancarsi dall’abbraccio mortale
dell’estrema sinistra. Sicché il suo Pd pareggia il conto con il
blocco liberale del nostro Popolo della libertà. In sostanza si
vuol procedere entrambi sul modello delle grandi democrazie
europee: un bipolarismo vero, libero da veti e ricatti".
Già,
ma che cosa vede l’ex premier in fondo al tunnel di questa lunga
transizione? Forse che per favorire questo bipolarismo e le riforme
necessarie si va verso un governo istituzionale?
"No, assolutamente no", afferma deciso il leader dell’opposizione.
"Se c’è la crisi e cade Prodi, che è stato indicato come leader
dagli elettori, come si fa a mandare un altro, chiunque altro, al
suo posto?", obietta ricorrendo a una domanda retorica. E completa
il suo pensiero, definitivamente: "Se cade Prodi la strada maestra
è una, una sola: il voto".
C’è
chi dice però che la rigidità di questo diniego potrebbe piegarsi
davanti a una convergenza bipartisan nei confronti di un candidato
che sta nel suo cuore, ma non dispiace a Veltroni: Gianni Letta. E’
così, presidente? E’ vero che lei sarebbe favorevole a Letta
premier, come è stato detto? Niente da fare, pollice verso (ma con
dolcezza) del Cavaliere all’ipotesi di Letta premier:
"Si son dette tante cose al riguardo.
E non c’è dubbio che Letta è persona stimata da tutti. Ma non è una
persona sola che può risolvere il problema, non è una questione di
persone. Ci troviamo di fronte a nodi
politici".
Dunque, presidente, che cosa
c’è in questa ’liaison dangereuse’ (come molti la bollano) tra lei
e Veltroni? "C’è una
coincidenza di obiettivi. Entrambi vogliamo un bipolarismo di
sostanza. Un forte partito da una parte e un forte partito
dall’altra, come tra i popolari e i socialisti di Zapatero in
Spagna, i laburisti e i conservatori in Inghilterra, i
socialdemocratici e i cristianodemocratici in Germania".
Ma
allora, si fa la riforma elettorale e poi si vota?
"No, su questo si sono manifestate
tesi contrapposte tra me e Veltroni. Noi abbiamo detto prima e
ripetuto nel corso dell’incontro con i vertici del Pd: si fa la
nuova legge elettorale e poi si va a elezioni anticipate. Ma
Veltroni invece vuole, prima di andare al voto, non solo la riforma
elettorale, ma anche le riforme istituzionali e dei regolamenti
parlamentari".
Dunque, fate le riforme
elettorali e istituzionali nel 2008? Vi siete accordati per votare nel 2009? "Su
questo non ci siamo accordati".
Tag: Berlusconi
Convocazione Congresso Comunale di
Lainate
28/11/07 09:22 Archiviato
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PdL Lainate
Cari
Amici,
il Congresso Comunale di Lainate, è convocato per il giorno
giovedì 29 novembre
2007 alle ore 21,00 presso la Sala delle Capriate in Largo delle
Scuderie (sopra la farmacia comunale) a Lainate, con il seguente
ordine del giorno:
* elezione del Coordinatore Comunale
* elezione di n. 6 membri del Comitato Comunale
* elezione di n. 6 Delegati al Congresso Provinciale di
Milano.
Il Congresso si svolgerà dalle ore 21,00 alle ore 24,00 secondo il
seguente programma:
Svolgimento del
Congresso:
* Insediamento Ufficio di Presidenza del Congresso e costituzione
dei Seggi Elettorali.
* Saluti del Presidente del Congresso
* Saluto e relazione del Coordinatore f.f. Comunale uscente.
* Presentazione dei candidati e delle relative mozioni
programmatiche congressuali (come da nuovo regolamento Art,
6)
* Discussione e dibattito (interventi max 5 minuti ciascuno)
Ricordiamo che, ai sensi dello Statuto e del Regolamento, sono
elettori ed eleggibili tutti i soci in regola con il tesseramento
2006, che abbiano compiuto il 18° anno di età alla data di
svolgimento del Congresso.
I nuovi soci 2006 potranno esercitare il loro diritto di elettorato
attivo e passivo solo se iscritti entro il 28 febbraio
2007 e compresi negli elenchi
trasmessi dal Coordinamento Nazionale disponibili presso i
coordinamenti regionali provinciali.
I soci 2005 che non dovessero risultare inclusi nell'elenco
sopraindicato, pur avendo rinnovato l'iscrizione nei tempi previsti
(entro il 28
febbraio 2007), potranno
partecipare alla votazione presentando il documento di
riconoscimento e la ricevuta che attesti l'avvenuto versamento
della quota. Ogni socio, per essere ammesso al voto, dovrà
presentarsi al seggio negli orari indicati, munito di un documento
valido ai sensi di Legge, che ne attesti l'identità
personale.
Le candidature a Coordinatore Comunale devono essere collegate ad
una mozione programmatica e ad una lista di candidati a membri del
Comitato Comunale (vedi art. 6 del regolamento).
Le cadidature a Coordinatore Comunale devono essere sottoscritte da
almeno il 15% degli aventi diritto al voto, oppure 150 soci (nel
caso del Vostro Comune almeno 8 soci); devono essere indirizzate al Coordinatore
provinciale e depositate presso la sede provinciale con almeno 48
ore di anticipo allo svolgimento del Congresso Comunale.
Le candidature a Delegato al Congresso Provinciale sono personali,
non vengono raccolte in liste e devono essere sottoscritte da
almeno il 10% degli aventi diritto al voto al Congresso oppure 100
soci (nel caso del Vostro Comune almeno 5 soci), e presentare secondo le modalità suddette per
le candidatue a Coordinatore Comunale.
E' consentito anticipare via fax al Coordinamento Provinciale
(02-28389246), copia dei documenti originali relativi alle
presentazioni delle suddette candidature.
I grandi elettori dovranno essere in regola con l'iscrizione al
Partito.
Tutte le ulteriori norme riguardanti lo svolgimento del Congresso
sono disciplinate dallo Statuto e dal Regolamento, disponibili
presso il Coordinamento Provinciale o sul sito di Forza
Italia.
In considerazione dell'importanza della riunione, raccomandiamo la
massima partecipazione.
L'Inquilino Prodi (Subito al
Voto)
19/11/07 11:01 Archiviato
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PdL Lainate

L'inquilino
Prodi
Puli puli puli pù
fa el Prodi
ciap ciap ciap ciap
fan i comunisti
cù cù cù cù
fan tutti gli altri
e di noi che cosa sarà
Se gan de di quei de Forza Italia
che ciapen frec a tirà su i firmi
a la mattina quand leven sù
ciapen tuta "luniun" e i
ghel pichen 8 miliun de
firmi in del ...
Puli puli puli pù
fa el Veltroni
Qua qua qua qua
fa l'Ochetto
ci ci ci ci
fa il Fassino
Mandate via l'inquilino
e di Voi che cosa
sarà
Tag: Raccolta Firme
17 e 18 novembre: Forza Italia in
piazza
24/10/07 12:14 Archiviato
in:
PdL Lainate
"E’ l’ora di voltare pagina e di
recapitare l’avviso di sfratto al governo delle tasse, dei
tesoretti estorti e dello sfascio politico e
morale.".
Con queste parole ieri Silvio Berlusconi ha chiamato all’azione noi
parlamentari di Forza Italia ma in realtà tutto il popolo della
libertà, come ha scritto lui stesso: "Il compito di ogni
responsabile forza di opposizione è di convogliare la rabbia che
sale da tutto il Paese in manifestazioni democratiche, di dar voce
al malcontento dei cittadini e di trasformare la protesta in
proposta.
Più grande sarà la mobilitazione in ogni angolo del Paese, più
forte sarà la possibilità di tornare subito al voto per restituire
la parola al popolo sovrano."
Nei prossimi giorni, attraverso www.forzaitalia.it daremo conto delle modalità concrete con le quali
anche tu potrai partecipare a questa importante iniziativa,
probabilmene decisiva per ridare agli italiani la possiblità di
scegliersi un governo capace delle riforme che servono a tutti i
cittadini.
Fiaba: La Cicala e la Formica
18/10/07 23:07 Archiviato
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PdL Lainate
VERSIONE CLASSICA
La
formica lavora tutta la calda estate;
si
costruisce la casa ed accantona le provviste per
l'inverno.
La
cicala pensa che, con quel bel tempo,
la
formica sia stupida; ride, danza, canta e gioca tutta
l'estate.
Poi
giunge l'inverno, e la formica riposa al caldo
ristorandosi
con
le provviste accumulate, mentre la cicala trema dal
freddo,
rimane senza
cibo e muore.
VERSIONE
AGGIORNATA AL 2007
La
formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la
casa
e
accantona le provviste per l'inverno.
La
cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia
stupida;
ride
, danza, canta e gioca tutta l'estate.
Poi
giunge l'inverno, e la formica riposa al caldo ristorandosi
con
le
provviste accumulate.
La
cicala, tremante dal freddo, organizza una conferenza stampa
e
pone
la questione del perché la formica abbia il diritto
d'essere
al
caldo e ben nutrita mentre altri meno fortunati muoiono di freddo e
fame.
Santoro
la
ospita nel suo programma e dà la colpa a
Berlusconi.
Il
portavoce di Rifondazione Comunista parla di una
grave
ingiustizia
sociale.
Rai
3 organizza
delle trasmissioni in diretta che mostrano la
cicala
tremante
dal freddo, nonché degli spezzoni della formica al
caldo
nella
sua confortevole casa con l'abbondante tavola piena di
ogni
ben
di Dio.
I
telespettatori sono colpiti dal fatto che, in un paese così
ricco,
si
lasci soffrire la povera cicala mentre altri vivono
nell'abbondanza.
I
sindacati manifestano davanti alla casa della formica
in
solidarietà
alla cicala, mentre i giornalisti di sinistra
organizzano
delle interviste domandando perché la formica
sia
divenuta così ricca sulle spalle della cicala
ed
interpellano il governo perché aumenti le tasse
della
formica affinché essa paghi la sua giusta parte.
Alla
pacifica manifestazione partecipano anche i centri
sociali
che
bruciano alcuni alberi del bosco e le bandiere di Israele e
degli
Stati
Uniti.
In
linea con i sondaggi, il governo Prodi redige una legge
per
l'eguaglianza
economica ed una (retroattiva all'estate
precedente)
anti
discriminatoria.
Visco
e D'Alema affermano
che giustizia è fatta.
Mastella
chiede
una legge speciale per le cicale del sud.
Di
Pietro chiede l'apertura di una inchiesta su
Berlusconi.
Le
tasse sono aumentate e la formica riceve una multa per non
aver
occupato
la cicala come apprendista; la casa della formica
è
sequestrata
dal fisco perché non ha i soldi per pagare le
tasse
e
le multe:
la
formica lascia il paese e si trasferisce in
Liechtestein.
La
televisione prepara un reportage sulla cicala che ora, ben
in
carne,
sta terminando le provviste lasciate dalla formica
nonostante
la
primavera sia ancora lontana.
L'ex
casa della formica, divenuto alloggio sociale per la
cicala,
comincia
a deteriorasi nel disinteresse della cicala, del governo e
dei
sindacati.
Sono
avviate delle rimostranze nei confronti del governo per
la
mancanza
di assistenza sociale.
Viene
creata una commissione apposita con un costo
di
10 milioni di euro.
La
commissione tarda ad insediarsi per la lite
furibonda
sviluppatasi
all'interno della sinistra per la divisione delle
poltrone.
Intanto
la cicala muore di overdose mentre la stampa
evidenzia
ancora
di più quanto sia urgente occuparsi delle
ineguaglianze
sociali;
la casa è ora occupata da ragni immigrati.
Il
governo si felicita delle diversità multiculturali
e
multirazziali
del paese così aperto e socialmente
evoluto.
I
ragni organizzano un traffico d'eroina, una gang di ladri,
un
traffico
di mantidi prostitute e terrorizzano la comunità.
Il
partito
della sinistra propone quindi l'integrazione perché
la
repressione
genera violenza e violenza chiama violenza.
Tag: Bussini e la sua giunta
Veltroni è il più grande pifferaio
degli ultimi 30 anni di politica italiana
17/10/07 11:53 Archiviato
in:
PdL Lainate
"Stando
a come ha gestito Roma, Veltroni quando passa dalla poesia alla
prosa non dà prove brillanti. Per qualche giorno certamente
Veltroni continuerà a volare alto, altissimo, poi dovrà tornare
sulla terra e misurarsi con i fatti che hanno la testa dura. Per il
centrodestra Veltroni è un serio avversario al quale non vanno
fatti né salamelecchi né sconti perché la sua forza essenziale non
è quella di riformare la realtà ma di manipolarla, essendo il più
grande pifferaio di Hamelin comparso in questi ultimi trent’anni
sulla scena politica italiana".
Lo ha affermato Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di Forza
Italia, che ha osservato: maggioranza pretendendo proprio in
occasione della legge finanziaria un rovesciamento di una linea che
non il centrodestra ma Draghi e una serie di osservatori
internazionali dichiarano essere fondata sul contemporaneo aumento
della pressione fiscale e della spesa pubblica, e conseguentemente
mette in discussione l’alleanza con la sinistra radicale, oppure la
sua è una geniale operazione mediatica sostenuta pressoché da tutta
la stampa e da tutti i telegiornali che ha per obiettivo quello di
dar fiato ad un governo, quello di Prodi, che così continuerà a far
danni agli italiani e che invece va liquidato quanto
prima.”
Attacco a Forza Italia
06/10/07 16:38 Archiviato
in:
PdL Lainate
"Siamo
di fronte, senza esagerare, ad un attacco deliberato e
disonesto nei confronti di Forza Italia". Con queste parole il nostro coordinatore
nazionale Sandro Bondi ha spiegato il parere negativo espresso da
Forza Italia in commissione Affari Costituzionali di Montecitorio a
proposito della riduzione del numero dei parlamentari. Bondi ha
inoltre sottolineato che la campagna mediatica in atto contro Forza
Italia ha come obiettivo "cavalcare l’antipolitica, inneggiare
acriticamente al partito democratico e attaccare e indebolire Forza
Italia" .
Elio Vito ha specificato che Forza Italia non è contraria "al
taglio dei deputati in sé ma con questa sinistra, con questa
maggioranza, non ci sono le condizioni per fare le riforme
costituzionali. Sono solo un pretesto per allungare la vita del
governo di tre anni e non noi vogliamo contribuire ad allungare la
vita ad un governo che ha finito i suoi giorni".
Come ha ribadito il nostro vicecoordinatore nazionale Fabrizio
Cicchitto
"non
accettiamo lezioni da coloro che hanno osteggiato la nostra riforma
e poi bocciata con il referendum" in quanto la riforma costituzionale proposta
dalla maggioranza è "una versione edulcorata fatta solo per
prolungare la vita al governo" E tutti noi desideriamo che questo
governo di incapaci vada a casa entro quest’anno.
Lavori a Rilento e i cittadini si
ribellano
29/09/07 10:39 Archiviato
in:
PdL Lainate
Qui
sotto Vi mostreremo delle foto scattate da
un cittadino che
stufo del malgoverno della giunta di Bussini ci
ha inviato via mail delle foto per
documentare il tutto
Foto
della scuola di via Litta ritardi
nei lavori (
dovevano terminare prima dell'inizio della
scuola)
Foto
Piazza Dante (così
si ripara la piazza in porfido????)
Clicca qui oppure sulla foto per vedere il resto delle
immagini.
Tag: Bussini e la sua giunta
Nuova tassa per titolari di partita
IVA
26/09/07 17:34 Archiviato
in:
PdL Lainate

Sembra
sia in arrivo l'ennesima tassa a caso, questa volta una specie di
"tassa di esistenza", un'imposta fissa e non un'aliquota
proporzionata al reddito del contribuente, questo per circa 900.000
autonomi.
Si legge, su Il Sole 24 Ore, che il Fisco studia una
semplificazione a tutto campo del prelievo e degli adempimenti che
punta a coinvolgere almeno 900.000 titolari di partite Iva con
ricavi fino a 30.000 euro.
Questo 'tributo minimo' sostitutivo di Irpef, Ires, Irap e Iva
sarebbe versato annualmente anche a rate dai soggetti interessati
nelle casse dello Stato, senza doversi imbattere nei calcoli per la
determinazione dell'imponibile. Il meccanismo, che il Governo sta
studiando con le associazioni degli autonomi, con tutta probabilità
troverà posto nella prossima Legge Finanziaria.
Il presidente Confesercenti Marco Venturi dice: “una
semplificazione positiva perché significa dare una prima certezza
sulla quantità delle imposte da pagare, può determinare un effetto
di allungamento della sopravvivenza delle imprese ed aiutare a
combattere la concorrenza sleale facilitando l’emersione
dell’abusivismo commerciale”.
“Ma è solo un primo passo. Molte le cose che rimangono da fare a
sostegno delle pmi: il superamento dello scontrino fiscale per
tutti, l’esenzione delle imprese dal pagamento dell’Irap fino a
15mila euro, la riduzione dell’Iva sul turismo”.
Potrebbe essere senza dubbio positivo il fatto di non dover perdere
intere giornate di lavoro per adempiere a tutti gli obblighi
burocratici, resta da vedere quanto ci potrà "costare" tutta questa
improvvisa libertà...
Le Grandi Opere sono ferme
19/09/07 17:45 Archiviato
in:
PdL Lainate
Se l’attuale governo non lascerà al
più presto le stanze del Palazzo che inutilmente occupa, l’Italia
sarà condannata e perdere le grandi sfide economiche e
organizzative che si profilano. Da quando Romano Prodi si è
insediato a Palazzo Chigi la
realizzazione delle grandi opere e delle infrastrutture necessarie
al sistema-Paese è praticamente bloccata, eccezion fatta per gli
eterni lavori sulla Salerno-Reggio Calabria. Il blocco non è dovuto
né alla congiuntura sfavorevole né a manchevolezze tecniche delle
imprese appaltatrici, ma semplicemente alle lacerazioni interne al
governo che, su questo come su altri problemi, esprime posizioni
contrastanti che paralizzano ogni decisione. C’è una sinistra
radicale e ambientalista che vagheggia un’Italia arretrata e
isolata dalle grandi reti di traffico stradale, ferroviario e
marittimo che si stanno realizzando in Europa e c’è una sinistra
che dice di essere moderna, ma non riesce a sottrarsi ai ricatti
degli antagonisti e subisce, condannando il Paese.
Questa divisione si è tradotta, in consiglio dei ministri, in un
aspro scontro fra il ministro delle Infrastrutture, Di Pietro, e il
responsabile dell’Ambiente, Pecoraro Scanio. Insulti, parole
grosse. Il primo ha accusato il leader dei Verdi di esercitare
tutti i trucchi burocratici possibili per sabotare, con sorda
tenacia, la realizzazione delle grandi opere.
Tav e
dintorni
E' stato soltanto l’ultimo in ordine di tempo di una lunga serie di
scontri. Di Pietro ammette che la realizzazione della Tav è a
rischio, proprio perché tutti gli intoppi posti nella valutazione
dell’"impatto ambientale" hanno creato ritardi che diventa
impossibile colmare. Senza contare che gli oppositori governativi
dell’alta velocità quando non riescono a sabotare con le armi della
burocrazia, sanno come mobilitare la piazza, grazie alla contiguità
che conservano - sia i verdi che i comunisti - con i "movimenti".
Quella di Di Pietro è una dichiarazione d’impotenza: ha
riconosciuto che la coalizione al potere non può contare su una
maggioranza necessarie e sufficiente per realizzare la tratta ad
alta velocità Torino-Lione.
La situazione è aggravata dal groviglio di competenze e
incompetenze creato nel pletorico governo del Professore: il
ministro delle Infrastrutture non si deve scontrare quotidianamente
con quello dell’Ambiente, deve fare anche i conti col titolare dei
Trasporti, Bianchi, designato dal Pcdi.
Tutta la sinistra radicale si è posta fra gli obiettivi principali
quello di cancellare lo sforzo di ammodernamento avviato dal
governo Berlusconi con l’avvio delle grandi opere. Il grande
sconfitto è il Paese, prevalgono l’odio fazioso e la cecità
ideologica.
E non è in pericolo soltanto la Tav. Sono a rischio anche la
tangenziale di Mestre, mentre non si avvia la realizzazione della
Bre-Be-Mi. La complicità di certi partiti contrari alla
modernizzazione esalta e difende il potere d’interdizione e di veto
esercitato da enti e organismi locali e tutto ristagna.
Il
grande gelo
Pochi giorni fa, l’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti
ha affermato che nel prossimo inverno il nostro Paese rischia di
restare al freddo e al buio. L’Italia dipende principalmente dalle
importazioni di gas dall’Algeria e della Russia. Non c’è da stare
tranquilli perché gli aumenti mondiali dei consumi, oltre che
condizioni di turbolenze politiche, specie all’Est, potrebbero
rendere problematiche le forniture o ridurle. La situazione sarebbe
di gran lunga migliore se il nostro Paese potesse ricevere il gas
via nave, ma per farlo dovrebbe disporre di "rigassificatori",
impianti mai realizzati per l’opposizione sorda della solita
sinistra radicale e ambientalista. Il ministro Pecoraro Scanio ha
tentato di minimizzare l’allarme di Conti, ma un altro esponente
del governo, Bersani, ha riconosciuto che il pericolo è reale,
"siamo al pelo".
Il rischio di "black out" è concreto perché l’Italia non dispone
nemmeno di grandi depositi di stoccaggio. Di recente è stato
chiesto di ampliare uno di questi depositi, a Settala, nel
Milanese, proprio perché si potessero costituire delle scorte
sufficienti per diversi mesi. E’ subito scattata un’operazione di
sabotaggio basata su interpretazioni pignole e cavillose delle
norme, ad opera del solito ministero dell’Ambiente.
Veti e
rifiuti
Sono passati pochi mesi, ma non si è cancellato il ricordo di una
Napoli infernale, ammorbata dalle montagne di rifiuti e dai fumi
dei cassonetti incendiati.
Una gravissima emergenza, che ha danneggiato l’immagine
dell’Italia. Altro che Terzo Mondo. Anche lì, in una città che
legava non poche speranze alle opportunità della stagione
turistica, da anni non si riescono e realizzare i
"termovalorizzatori" per l’opposizione irriducibile delle solite
forze del "no", abilissime nel mobilitare piazze ed enti locali.
Mentre Bassolino diffondeva la leggenda metropolitana di un
"rinascimento napoletano" che non c’è, città e province vicine
affondavano fra discariche e smaltimenti illegali che hanno
arricchito soltanto la camorra.
Non appena lorsignori avranno tolto il disturbo, bisognerà
rimboccarsi le maniche e riguadagnare il tempo perduto. Che è
tanto.
Berlusconi: la maggioranza imploderà
presto, voto in primavera
09/09/07 23:12 Archiviato
in:
PdL Lainate
"Sono
ottimista sul nostro futuro perche’ questa maggiornaza implodera’
presto. Noi torneremo alle urne a primavera". Lo ha affermato
Silvio Berlusconi che è intervenuto a Gubbio nella terza e
conclusiva giornata del seminario organizzato da Forza
Italia.
Il Presidente ha citato i dati dell’ultimo sondaggio di ’Olimpia
research’ che danno la Casa delle Liberta’ al 55,7 per cento e il
centrosinistra al 44,1 per cento. Il Partito Democratico, che
definisce ironicamente "grande, nuovo, straordinario" e’ fermo al
27%, mentre Forza Italia sale al 32,7%. "Per quanto riguarda la
fiducia a Prodi il fantastico leader e’ al 23,2%; Silvio Berlusconi
voi mi direte al 25, al 30, al 40, al 50, al 55 per cento. E invece
il sottoscritto e’ al 63%". Dopo le elezioni delle politiche
Berlusconi aveva proposto un accordo al centrosinistra per
governare il Paese e ripartire e cariche istituzionali". "Loro
invece di ricercare soluzioni capaci di rappresentare la realta’
uscita dalle urne, hanno pensato di governare l’Italia con una
maggiornza risicata e divisa".
Parlando della rivolta fiscale adombrata da Bossi, il leader della
Cdl ha sottolineato che senza il calo della pressione fiscale
"l’Italia finira’ per ribellarsi", ma soprattutto accusa il
centrosinistra di aver riportato indietro gli orologi della Storia.
Il Governo Prodi e’ sotto il ricatto della sinistra ed e’ costretto
ad una medizione continua. Il fattore ’K’ pesa sull’Esecutivo e
sulle sue scelte e si e’ in presenza di un "tragico spettacolo di
rissosita’". "L’Italia e’ in crisi - ha osservato Berlusconi - e ci
chiede di tornare al Governo con la nostra classe dirigente
disinteressata e moderna". Non c’e’ spazio ad operazioni di
frontiera ed antistoriche, ma Berlusconi apre ad una nuova legge
elettorale, purche’ raccolga l’accordo di Gemonio con Bossi:
"Rafforzamento del bipolarsimo, premio di maggioranza alla
coalizione, voto per il programma per il Presidente del Consiglio.
Detta anche i tempi, cioe’ subito, altrimenti si puo’ anche andare
a votare con quella attuale che ha funzionato bene alla Camera e
non ha funzionato al Senato solo perche’ il centrodestra ha preso
200 mila voti piu’ del centrosinistra.
Berlusconi ha sollecitato la creazione della federazione dei gruppi
parlamentari della Cdl per poi proseguire il percorso "condiviso e
corale verso il Pdl. Un Partito delle liberta’ che non deve avere
paura dei Circoli di Michela Brambilla e degli altri movimenti. Per
spiegare questo ha fatto ricorso ad una metafora: "Un grande fiume
non puo’ avere timore dei suoi affluenti. Piu’ affluenti ci sono e
piu’ il fiume diventa grande". "Ho un grande sogno concludere la
mia avventura politica lasciando in eredita’ un grande partito
unitario, federato con la Lega".
Governo Prodi: eccesso di ribasso
21/07/07 09:44 Archiviato
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PdL Lainate
"Ecco i brogli in Australia"
10/07/07 11:58 Archiviato
in:
PdL Lainate
ROMA - A lungo si è discusso sulle presunte irregolarità nelle
elezioni politiche dell'aprile 2006,
per il rinnovo del Parlamento, vinte di stretta misura dal
centrosinistra. Ma il voto all'estero, che alla fine risultò
decisivo, è stato il più contestato: sia nelle sedi locali, che
durante lo spoglio centrale a Roma.
Ora arriva a Repubblica.it
un video destinato a riaprire la discussione. E' girato in una casa
australiana ("di Sydney" dice la voce narrante, che è di Paolo
Rajo, candidato al Senato per l'Udeur all'estero), dove qualcuno,
ripreso di spalle, ha davanti a sè su un tavolo un mucchio di
schede elettorali, che compila in blocco, assegnando voti e
indicando preferenze in massa per l'Unione al Senato (scheda viola)
e, per errore, per Forza Italia alla Camera (scheda arancione). Le
schede vengono poi richiuse e sistemate nelle buste originali del
Consolato e sigillate. Sono almeno un centinaio.
"Il filmato l'ho fatto io stesso durante la campagna elettorale per
le scorse elezioni politiche in cui io ero candidato al Senato
nella lista Udeur di Mastella" spiega a Repubblica.it
l'autore.
Il racconto integrale.
"Mi chiamo Paolo Rajo lavoro come giornalista e presentatore nella
stazione radio Rete Italia, conducendo il programma del mattino.
Ero andato in giro a chiedere voti come facevano tutti i candidati
e sono capitato a casa di un conoscente con famiglia numerosa.
Essendo molto conosciuto e amato proprio per il lavoro che faccio,
sono stato accolto con estrema gioia da questa persona. Quando poi
gli ho spiegato il motivo della mia visita mi ha detto candidamente
"Ma Paolo, noi ti stiamo già aiutando, in garage c'è mo figghiu cu
ati boy frend che ti stanno a riempire le tue ballot paiper (leggi:
schede elettorali).
Resto spiazzato, lo ringrazio, poi ripensandoci, gli chiedo di
spiegarmi perché in garage e perché con altri amici?
Ti faccio vedere, vieni e mentre andavamo nel suo garage mi spiega
che era stato avvicinato da alcune persone che gli avevano detto:
"Se vuoi aiutare Paolo ti portiamo dei pacchi di schede e ti
diciamo cosa devi fare, poi passeremo noi a riprenderle e daremo
anche una cassa di birra ai ragazzi che ci aiuteranno".
Il mio stupore diventa allucinazione, pensavo di stare sognando,
comunque entro in garage e davanti a me, si para la scena di un
tavolo apparecchiato con tovaglioli, ma sopra invece che del cibo
c'erano tantissime schede pronte al voto in serie. Ovviamente non
si votava per me per l'Udeur ma per l'Unione.
Pacchi di schede, con ancora i plichi originali così come erano
stati spediti dal consolato. "Vedi, vedi come ti aiutiamo...!" Ho
fatto presente che non stavano votando me, ho anche detto, che
comunque quell'aiuto io non lo avrei mai accettato, almeno in quel
modo. Sapete com'è? Si è quasi offeso. Queste sono persone giunte
oltre 50 anni fa in Australia, in Italia forse non avevano mai
votato e quello che stavano facendo veramente lo facevano "di
cuore", incredibile ma è così.
Avevo con me il mio cellulare ed ho ripreso la scena cercando di
evitare i volti, non mi andava affatto creare problemi a quella
gente.
Questo succedeva, attenti, almeno una settimana prima che si
votasse in Italia, ed io quella ripresa l'ho subito inviata via
e-mail in allegato all'Udeur, il partito per il quale ero
candidato. Nessuna risposta, nulla, nemmeno un riscontro per dirmi
di aver ricevuto l'e-mail. Per timore che via Internet qualcuno
potesse metterci lo zampino, ho inviato tutto sempre al Partito,
via posta espressa. Nulla. Dopo il risultato delle elezioni ho
chiesto decine, forse centinaia di volte, spiegazioni, chiarimenti
sulle azioni da poter perseguire. Nulla, assolutamente nulla.
L'unica volta in assoluto che il partito mi ha contattato senza
minimamente accennare alla cosa è stato qualche mese fa quando mi
chiedeva di inviare al più presto la nota firmata per le spese
elettorali che avevo sostenuto in Australia ai fini del rimborso.
Rimborso, sia chiaro, per il partito, non per me.
Questa in breve è la storia del filmato. Dovete anche considerare
che la cosa allucinante è che in Italia si parla di riforma
elettorale ma non si fa accenno alle modalità del voto all'estero.
All'estero si è votato con il sistema postale, ovvero tutti gli
aventi diritto al voto hanno ricevuto le schede per posta, tutti.
Il voto postale è contemplato anche per altre nazioni, ma solo
riservato solo a quei cittadini che per straordinari motivi
contingenti non possono recarsi nel proprio Paese. Altrimenti si
vota all'estero con il sistema della costituzione dei Seggi
Elettorali con tanto di presidente e scrutatori e rappresentanti di
lista presso i rispettivi consolati e/o sedi da questi scelti per
l'occasione. Gli scrutini si fanno in loco e i resoconti vengono
verbalizzati dall'ambasciatore o ufficio addetto e quindi i
risultati inviati nella nazione di appartenenza.
Il voto degli italiani all'estero invece si è svolto in questo
modo:
1 Le schede elettorali, i certificati elettorali, e le stesse buste
sono state stampate in loco, non in Italia, sembra per mancanza di
tempo materiale. Quindi viene facile chiedersi: chi ha scelto la
tipografia? Chi ha controllato che non siano state stampate
quantità maggiori di schede, etc.
2 Le schede elettorali sono state spedite in alcuni casi a cura
delle stesse tipografie agli aventi diritto al voto. A Sydney,
prove alla mano, moltissime schede sono state spedite almeno con
tre giorni di ritardo, rispetto a quanto stabilito dalla legge
elettorale.
3 Lo stesso elettore doveva rispedire le schede elettorali con
busta preaffrancata al Consolato che raccolte le doveva poi inviare
a Roma, sotto scorta? Forse.
4 Il sistema di votazione era così convulso da mettere in
difficoltà anche quelli più preparati e avvezzi già al voto,
immaginiamo per quelle persone che hanno votato per l'Italia per la
prima volta e per giunta con questo sistema assurdo (questo per
l'80% dei votanti all'estero).
Ci sarebbero tantissime altre considerazioni da fare. Una cosa
molto importante che riguarda il filmato: fateci caso, il giovane
impegnato al voto commette un errore nel voto alla Camera, scheda
color arancione. Avuto le "spiegazioni" di votare il primo simbolo
in alto a sinistra, ponendo quindi il nome del candidato, questi,
nella scheda della Camera la cui predisposizione dei simboli era
diversa, vota sempre il primo in alto a sinistra (quindi Forza
Italia) scrivendo invece il nome del candidato dell'Unione,
Fedi".
Tag: Brogli Elettorali
della Sinistra
Berlusconi attacca Ciampi e le
"stronzate" di Prodi
03/07/07 11:46 Archiviato
in:
PdL Lainate

“Da un campione di 3mila
persone intervistate durante la manifestazione del 2 dicembre a
Roma, emerge che almeno 5 milioni di italiani sono pronti a tornare
a Roma per chiedere di ritornare alle urne e mandare a casa
l’attuale governo”.
Il Cavaliere sfodera un altro dei
suoi sondaggi alla “scuola di politica” della fondazione Europa
Civiltà, organizzata alla Fiera di Milano dal presidente della
regione Lombardia, Roberto Formigoni. Durante l’appuntamento,
Silvio Berlusconi ha sferrato una serie di attacchi. Nel mirino
anche l’ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.
Infatti, nel parlare della legge elettorale “è una buona legge”, ha
detto che Ciampi, in quanto “uomo della sinistra”, con il suo
intervento allora “determinò un premio di maggioranza al Senato a
livello regionale”. Per il leader di Forza Italia, la legge in
vigore si potrebbe “correggere mettendo il premio di maggioranza
nazionale al Senato e uno sbarramento, se non del 5% almeno del
4%”. E, alludendo all’ex ministro leghista Roberto Calderoli, si è
detto dispiaciuto che l’attuale legge fu definita da questi “una
porcata”.
Berlusconi ha poi lamentato il
fatto che, durante la scorsa campagna elettorale, è stato costretto
ad andare in Tv per rispondere alle “stronzate di Prodi”, invece di
avere la possibilità di esporre ciò che il suo governo aveva fatto
in cinque anni di mandato. “Volevo andare in tv a rendicontare sul nostro
operato, ma mi hanno limitato a rispondere, solo per due minuti,
alle domande dei giornalisti e a replicare alle stronzate di
Prodi”, ha detto il cavaliere, che rivolgendosi ai giovani in
platea: “Vedo che apprezzate il mio linguaggio rozzo ma efficace!”.
Altra critica alla politica del No che per Berlusconi viene
agevolata dal governo nonostante sia caratteristica di una
minoranza di italiani: “Lo Stato ha abdicato all’uso legale della
forza. Trecento persone alla stazione Tiburtina bloccano un intero
Paese, un manipolo di persone dice no alla Tav, in questo Paese ci
possono essere delle minoranze che bloccano opere pubbliche e
servizi. Lo Stato non li contrasta, abdica all’uso legale della
forza, perché al Governo c’è una sinistra che vede queste
manifestazioni come esercizio di democrazia”. Il discorso si è poi
spostato sul partito unico del centrodestra. “Il partito unico, -
ha detto il leader di Fi – resta l’obiettivo da perseguire. Anche
se al momento non sembra essere vicino a diventare realtà e non
rientra tra le intenzioni degli attuali eletti, so che è nel cuore
di molti elettori”. Berlusconi ha ricordato come dentro la Casa
delle Libertà si sia sentita “la necessità di fare un passo avanti
e si sia iniziato a parlare di una federazione delle libertà sulla
quale all’inizio sembrava fossero tutti d’accordo, Udc compreso.
Poi dopo le elezioni, è saltato tutto per aria ma, ripeto, il
partito unico rimane un obiettivo da perseguire”. Anche per,
secondo l’ex premier, Udc e Lega a parte, l’idea del partito unico
trova il consenso di Alleanza Nazionale: “Fini si è espresso anche
di recente in modo molto positivo sulla cosa e la sua fondazione
partecipa ad uno studio per una ipotesi di statuto del partito
unico delle libertà. Si tratta di una ispirazione che nasce dal
basso, non di una fusione a freddo tra i vertici di due partiti con
la finzione delle primarie su un leader già deciso”. Infine, i
Circoli della Libertà, guidati da Michela Brambilla, che per l’ex
premier “possono essere avanguardia del partito delle libertà,
visto anche che la Brambilla è un caterpillar”.
Tag: Berlusconi
Nuovo Reality Show: Un Giorno in
Pretura
17/06/07 11:19 Archiviato
in:
PdL Lainate

Qualsiasi
conversazione telefonica, una volta intercettata, registrata e
trascritta, assume un tono sinistro da “carbonaro”. Non c’è da
stupirsi quindi se le intercettazioni di D’alema, Fassino & co.
hanno oggi riempito le pagine dei giornali italiani.
C’è però da dire che frasi come : «Dobbiamo vederci personalmente,
stai attento alle comunicazioni» e «Sto abbottonatissimo» lasciano
qualche perplessità sulla bontà degli intenti..
L’interessante saga delle intercettazioni telefoniche ci sta
facendo vivere una sorta di reality show che in qualche modo si
dimostra più appassionante del classico Grande Fratello. Ma ci
rendiamo conto ? Tutto ciò incorpora il meglio del Reality Vip, del
Gf, di Un giorno in Pretura e sono pronto a scommettere che, se
inseriranno anche le nomination, il format così confezionato ci
darà un bel pò di soddisfazioni anche in termini di
audience...
Il Castello di Barbaiana
30/05/07 12:11 Archiviato
in:
PdL Lainate
Sindaco,
Vicesindaco, redazione di Settegiorni.
Ancora io, ma non mi fermerò mai e continuerò a sfidare il "comune"
menefreghismo sui problemi della piccola e
dimenticata Barbaiana frazioncina di Lainate.
Grazie ad amici è stato fatto un blog, spero
Sig. Sindaco che lei sappia cosa sia altrimenti qua
"andem ancamò in gir in
caret".
Ora le mie mail non verranno cestinate solo da Lei ma pubblicate e
lette da chi vuole. Naturalmente non mancherò di segnalare se la
mail mandata avrà risposta o no.
Ricordo naturalmente che tutte le mie mail hanno come
oggetto IL
CASTELLO DI BARBAIANA DI VIA CAIROLI, I PROBLEMI CHE QUESTO CAUSA E
LA COSTANTE ASSENZA DI TUTELA DEL COMUNE di chi, come me, ABITA NEL PARCO!
Se tra i riceventi di questa mail qualcuno è interessato ad avere
copia delle precedenti spedite al Sindaco da circa 3 anni può
contattarmi.
Tengo a precisare che il tema del castello non ha l'esclusiva sul
blog, quest'ultimo ha il potere di informare, espandere e ricevere
tutto quello che le persone pensano sul tema LAINATE.
Fabio Danisi
Tag: Bussini e la sua giunta
Proprio come il nostro Sindaco!!!
22/05/07 18:36 Archiviato
in:
PdL Lainate
Bilancio 2007: Perché dissentiamo
24/04/07 11:59 Archiviato
in:
PdL Lainate
Bussini e la sua
giunta assomigliano sempre più
a quei soldati giapponesi asserragliati su un’isoletta del
Pacifico,ai quali nessuno aveva detto che la guerra era
finita.
Con il bilancio di previsione 2007 questa sciagurata Giunta , come
quei poveri soldati, si rifiuta di guardare in faccia la realtà e
segna il suo indecoroso e definitivo fallimento.
Le promesse elettorali sono svanite nel nulla…..nessuno le ricorda
o fa finta di non ricordare.
L’arroganza e la spudoratezza di questa Amministrazione ha
costretto il Gruppo consiliare di Forza Italia ad abbandonare
l’aula nel corso della presentazione del bilancio di previsione
2007.
Le motivazioni vanno ricercate sia nell’assoluta mancanza di
considerazione delle opinioni espresse dalle minoranze, sia in
tutto quello che c’è e in quello che manca nella proposta di questa
Giunta di sinistra (il Centro lo trovate su “ Chi l’ha visto ? “
RAI 3).
Vi
proponiamo un breve scampolo delle suddette
:
- è il
bilancio delle tasse, mai così
alte nella storia di LAINATE.Tutto ciò malgrado i trasferimenti da
Stato e Regione risultino in aumento. ”Guinnes dei primati “
raddoppia l’IRPEF
- è il
bilancio del conflitto d’interessi.
- è il
bilancio dei debiti.
- è il
bilancio dell'ideologia contro
il buonsenso e l'interesse dei cittadini.
- è il
bilancio del malgoverno e degli sprechi. Crescono le spese correnti ma calano gli
investimenti. La macchina amministrativa di Bussini costa di più (
leggi consulenze inutili ecc.) ma produce di meno. Le scelte
politiche non sono chiare, né danno risposte ai bisogni dei
cittadini (sicurezza, ordine, pulizia, tranquillità,
sburocratizzazione ecc. …non nominiamo la viabilità per non
infierire ).
- è il
bilancio di chi non mantiene le promesse, non rilancia le
infrastrutture, “tira a campare “ in una immobilità
assoluta.
Un consiglio spassionato a “ lorsignori “ della Giunta : Tirate
fuori dai cassetti delle scrivanie il vostro programma elettorale,
leggetelo attentamente e……meditate.
Pensierino della sera
:
A
tutti coloro che hanno votato e sostenuto questa Amministrazione e
ora si lamentano, rammentiamo che non era necessario essere degli
indovini per sapere come sarebbe andata a finire ………. e noi ve lo
avevamo anche detto.
Ricordate……. il lupo perde
il pelo ma.. ecc. ecc. SVEGLIA !!!
Coordinamento di Forza Lainate
Tag: Bussini e la sua giunta
Politica e Affari
23/04/07 15:16 Archiviato
in:
Dal Web
NASCE IL PD E IL MONDO
DELL'ECONOMIA LO FESTEGGIA CON UN’ASSORDANTE ASSENZA DELLA
LEADERSHIP: RUTELLI DIMENTICA
PRODI MA ROMANO E BAFFINO PUNTANO AL QUIRINALE.
UNICREDIT-SOCGEN, SI MUOVE LA LOBBY MCKINSEY
LA VENDETTA DI AGNES SU PRODI
1 – LA NASCITA DEL PD SALUTATA
DAL MONDO DELL'ECONOMIA CON L’ASSENZA
Carletto De Benedetti
non c'era e non c'erano nemmeno gli
industriali (ad eccezione di Pasquale Pistorio) e banchieri che di
solito posteggiano davanti agli uffici di Ciccioduro
Rutelli e
Mortadella
Prodi.
Nelle due
kermesse di Firenze e Roma che hanno segnato l'atto di nascita del
nuovo Partito Democratico, il mondo dell'economia ha brillato per
la sua assenza. Evidentemente gli imprenditori e la finanza
preferiscono stare alla finestra. E' probabile che tra i primi ad
affacciarsi a ottobre, quando si terrà l'Assemblea Costituente, ci
sarà Carletto De Benedetti che due anni fa assicurò di aver preso
la prima tessera del nuovo Partito.
L'unica voce del mondo industriale
che si è sentita al congresso fiorentino è stata di
Guido
Barilla, il 49enne erede del
mitico Pietro che nel 1993 ha raccolto l'eredità dell'azienda di
Parma. Barilla ha studiato per due anni negli Stati Uniti e ha
una formazione universitaria in filosofia. Dopo aver superato
momenti drammatici quando il padre negli anni '70 vendette
l'azienda all'americana Grace, Guido non dimentica che negli anni '60 i governi di
centrosinistra imposero l'obbligo di inscatolare la pasta. L'unica
azienda attrezzata in quell'epoca era la Barilla che su quell'opportunità costruì le sue fortune
anche se le origini risalgono addirittura al 1735.
Al Congresso DS l'uomo del Mulino Bianco non ha fatto un discorso
sensazionale; ha chiesto stabilità del mercato, credibilità dei
politici e ha lanciato un appello in difesa delle imprese familiari
bistrattate dalle tasse. Nel forno del Partito nascente il
biscottino rosso del Mulino Bianco è stato molto apprezzato.
2 –
LEADERSHIP: RUTELLI DIMENTICA PRODI. MA ROMANO E BAFFINO PUNTANO AL
QUIRINALE
Erano le 12,45 di ieri quando
l'ex-sindacalista Franco Marini
si è buttato a capofitto in una
violenta polemica con i giornalisti. Messi da parte la pietas e il
pathos, il leader dei Popolari ha accusato i media di giocare in
modo perverso. "Non so usare il computer, non conosco l'abc di
questi ordigni - ha urlato il Presidente del Senato - so soltanto
che dalle 3 alle 6 di ogni giorno voi tutti, cari amici, corrette
dietro alle agenzie, poi dopo le 6 di sera telefonate a tutti i
giornali per fare in modo che le vostre dichiarazioni vengano
riprese. Quando il mio portavoce mi porta le agenzie, io molte
volte lo faccio correre...non vi accorgete che i media prima
parlavano di fusione fredda; da 4-5 giorni dicono che il nuovo
partito è un fatto storico?".
Pochi minuti dopo le dichiarazioni di Marini è salito sul palco Ciccioduro Rutelli per il discorso finale e anche lui con toni più
composti ha cacciato in un angolo la tentazione della stampa di
trovare subito il nuovo leader che con il suo carisma metterà a
tacere le primedonne dei due partiti. "Bando ai personalismi - ha
esclamato il leader della Margherita - saremo una squadra che non
si divide". E qui ha citato Piero, Walter, Massimo, dimenticando Romano con grande disappunto di Arturo Parisi che seduto
nella prima fila non ha battuto le mani su questa affermazione
montezemoliana. Con puntualità inevitabile il giochino perverso
della ricerca del Grande Leader è già scattata. I giornali di oggi
stilano una tabella dove si ritrovano i sopravvissuti (Fassino,
Rosi Bindi), i volenterosi (Rutelli, Enrico Letta), gli outsider (Veltroni,
Finocchiaro) e i padri della patria (D'Alema e
Prodi) pronti a fare un passo
indietro per puntare al Quirinale.
3 –
ANSIA PER L’ANSA
L'Ansa soffre. Dopo sei anni di bilanci positivi l'Agenzia
nazionale della stampa associata fondata il 15 gennaio 1945,
chiuderà il bilancio 2006 in passivo. Agli editori-azionisti
l'amministratore delegato Mario Rosso sta per comunicare che il
deficit è di 2 milioni di euro, un risultato che deriva dalla
riduzione degli abbonamenti e dal taglio del 7% delle convenzioni
con gli enti pubblici. Mario Rosso, un manager che ha cominciato a
sgambettare nel '73 in Fiat e per un paio d'anni ha lavorato in
Telecom prima di passare a Tiscali e poi all'Ansa, non è certo
felice da questo risultato. Ma più triste ancora è Giampiero
Gramaglia, il neodirettore dell'Ansa, già corrispondente da
Washington che sarà costretto a ridimensionare il piano di sviluppo
dell'Agenzia.
4 –
UNICREDIT-SOCGEN, DIETRO LE QUINTE SI MUOVE LA LOBBY
MCKINSEY
Tra piazza Duomo e piazza Cordusio, dove ha sede l'Unicredit, ci
sono poche decine di metri. Un filo ideale lega però i vertici
della banca guidata da Alessandro Profumo e della
società di consulenza McKinsey che ha il suo quartier generale al numero 31
della piazza della Madunnina, ed è la "mamma" dove sono stati
allevati lo stesso Profumo,
Colao Meravigliao e Corrado Passera. Non è un caso quindi che a
tirare la volata a Unicredit sulla Societè Gènèrale di Parigi in
favore del banchiere italiano, sia un uomo targato
McKinsey. Si chiama Gianemilio
Osculati, ha 60 anni, una moglie di nome Maria Antonietta, e un
profilo da attore di soap opera americana.
Osculati è presidente di McKinsey nell'area mediterranea e siede
come indipendente nel consiglio di amministrazione della banca
francese. Per sei anni è stato direttore della Banca d'America e
d'Italia (filiale di Deutsche Bank) ed è molto amico di Philippe
Citerne, il numero due di Societè Gènèrale che siede nel consiglio
di amministrazione di Unicredit. Sono loro gli anelli di
congiunzione tra Unicredit e il colosso francese (fondato nel 1864)
con 22,5 milioni di clienti, 120mila impiegati e una presenza in 77
paesi.
Alessandro
Profumo ce la sta mettendo
tutta per diventare uno tra i primi grandi banchieri europei e
anche se negli ultimi giorni sono sorte difficoltà sul prezzo, i
francesi non sembrano mettere barricate insormontabili al
matrimonio con Unicredit. Perfino un giornale come il "Figaro"
sabato ha scritto che a spingere per l'integrazione tra le due
banche sarebbero soprattutto i parigini. Dietro le quinte si muove
la lobby McKinsey che vede in prima fila il genovese Alessandro
Profumo e il lombardo Gianemilio Osculati, entrambi laureati alla
Bocconi, la madre di tutti i sapientoni.
5 –
CAZZOLA, PRENDI 50 MLN E SCAPPA
Prendi il malloppo e scappa. Così viene interpretata a Bologna la
mossa improvvisa di Alfredo Cazzola, il 57enne patron del MotorShow
e della squadra di calcio locale, che dalla mattina alla sera ha
deciso di vendere la sua società "Promotor International" a un
gruppo francese. Cazzola è un bolognese 57enne, molto dinamico e
grande amico di Luchino di Montezemolo, che dal '81 ad oggi è
riuscito a mettere le mani sulle principali Fiere italiane. Nel '94
ha preso in gestione il Salone dell'Automobile di Torino, poi negli
anni successivi ha collezionato Lingotto Fiere, Fiera Roma, Rimini
Fiere e Bologna Fiere (quest'ultima presieduta dall'amico
Luchino).
Ancora pochi mesi fa dichiarava che Bologna era la città dei
motori, del basket e del futuro. Di colpo ha deciso di cedere ai
francesi di GL Events, la società di Lione più grande al mondo nel
settore espositivo, il pacchetto di Promotor International nella
quale dal 2000 è socio anche Interbanca del Gruppo Antonveneta.
Cazzola non ha ragioni strane per scappare; fino a pochi giorni fa
girava per le aziende proponendo il rilancio dello Smau, il salone
delle tecnologie che si tiene ogni anno a ottobre. Ma l'aria che
tira in Italia sulle Fiere e sui Saloni non è delle migliori; il
mercato è in calo e le aziende espositrici stanno tirando i remi in
barca. Evidentemente l'offerta di 50 milioni di euro da parte dei
francesi ha indotto Cazzola a cercare un futuro migliore.
6 – LA
VENDETTA DI AGNES SU PRODI
Per trovare i nemici più grandi di
Prodi, quelli che hanno il dente più avvelenato, non bisogna
guardare a destra, ma nella pattuglia dei sopravvissuti
democristiani che fa capo a Ciriaco De
Mita. Sono gli uomini
dell'Irpinia, una terra dove gli ideali della Magna Grecia lasciano
il posto all'odio profondo. Da queste parti è nato
Biagio
Agnes, detto
Biagione, l'uomo che dall'82 al '90 è stato direttore
generale della Rai e poi è sbarcato in Stet dove
Romano
Prodi, Mario Draghi e Carletto
Ciampi lo hanno segato senza pietà nel 1997.
(Biagio Agnes con Nicola
Mancino)
Biagione adesso ha 79 anni, ma conserva una memoria e un
rancore di ferro. Non ha mai negato di aver lottizzato
scientificamente le poltrone in nome della politica, ma nessuno lo
ha mai pizzicato in strani affari di tangenti. Adesso scatena la
sua ira contro i vertici dell'Iri (primo fra tutti,
Romano
Prodi) che a suo dire non
potevano ignorare gli strani rapporti tra l'Italtel della Stet e il
fornitore Siemens che si trova al centro di uno scandalo
internazionale.
L'azienda tedesca è sotto il tiro della magistratura per lo
scandalo dei fondi neri da 420 milioni di euro che hanno costretto
venerdì il presidente dell'organo di sorveglianza Heinrich Von
Pierer a dimettersi. Non si capisce dove voglia arrivare la
vendetta postuma di Biagione e fino a che punto lo scandalo arriverà a toccare
i dirigenti della Stet che negli anni '90 ebbero a che
fare con la Siemens e con il
grande elemosiniere di Stato, Giuseppe Parrella (direttore generale
del Asst, l'azienda pubblica dei telefoni). Di certo si sa soltanto
che l'uomo dell'Irpinia ha messo da parte gli ideali della Magna
Grecia e cerca con l'aiuto del "Giornale" di Paolo Berlusconi, la
sua rivincita sul Professore di Bologna.
D'Alema ha mentito al Paese
05/04/07 18:42 Archiviato
in:
PdL Lainate
Si può
affidare la trattativa per il salvataggio di un ostaggio a un
mediatore, chiunque esso sia; si può concordare il prezzo del
riscatto con il presidente dell’Afghanistan; si può, infine,
raccogliere gli allori del salvataggio, mettendo in scena un
trionfo “che neanche quello dell’Aida”; si può fare tutto questo e
poi raccontare al Paese, come ha fatto il ministro degli Esteri a
Porta a Porta, che “il governo italiano non ha trattato con nessuno
né ha liberato dei detenuti”?
La polemica innescata in questi giorni da Gino Strada, con il quale
non siamo d’accordo su nulla, ha l’innegabile merito di richiamare
il governo al senso delle proprie responsabilità, miserevolmente
accantonate nel corso di tutta la vicenda. Ma impone soprattutto al
premier e al ministro degli Esteri di rimangiarsi una menzogna
propinata a tutti gli italiani e che offende il buon senso.
Le accuse di Strada inchiodano il governo: “Per la liberazione di
Mastrogiacomo c’è stato un accordo tra Prodi e Karzai…Dicono che
non hanno trattato? Certo che no, hanno demandato Emergency a
farlo…Rahmatullah non ha fatto nulla che io non gli dicessi di
fare, dopo averlo concordato direttamente con il presidente del
Consiglio, con il ministro degli Esteri, con l’Unità di crisi della
Farnesina e con l’ambasciatore italiano a Kabul”.
C’è qualcuno in Italia che pensa che il solo fatto che abbia
utilizzato un mediatore, consenta al governo di affermare di non
avere trattato? C’è qualcuno che pensa che, senza un intervento del
governo italiano, il presidente Karzai avrebbe accettato di
rilasciare cinque terroristi?
E’ stato davvero avvilente sentir raccontare al ministro degli
Esteri di aver “ricevuto una lista da un’organizzazione umanitaria
e di averla trasferita al governo afghano, il quale ha ritenuto che
queste persone non avessero il carattere di pericolosità tale da
non metterle in libertà”. Il ruolo del governo italiano sarebbe
stato, dunque, quello di passare un biglietto con una lista di nomi
a quello afghano.
Modi e termini della trattativa, tutto si può discutere, su tutto
si possono incrociare opinioni diverse. Ma verso gli italiani, il
Parlamento, lo stesso Capo dello Stato, un governo degno di questo
nome ha il dovere istituzionale, anzitutto, di dire la verità.
Bastano due paroline serie e responsabili del premier o del suo
ministro degli Esteri: “Abbiamo trattato”.
Parlamento Trans (dal Blog Di Beppe
Grillo)
20/03/07 18:38 Archiviato
in:
Dal Web
Il fattore C
ha colpito ancora il Governo Prodi.
Il portavoce Sircana è stato fotografato secondo fonti autorevoli su una strada piena di
trans. L’agenzia 'Velina
Rossa' vicina a
Massimo
D’Alema ne chiede le
dimissioni con queste parole: “Riteniamo l’onorevole Sircana una
persona retta, ma di fronte a determinate accuse non può che
compiere un atto dovuto: rassegnare subito le
dimissioni da
portavoce.”
Prodi aveva
dedicato due punti su dodici del nuovo Patto tra alleati a Sircana.
Lo aveva blindato. E lui passeggia in una strada piena di trans...
Pensate cosa sarebbe successo se fosse stato fotografato in
intimità con i parlamentari
pregiudicati. Niente, appunto.
I trans transitano, come si fa a non essere fotografati? Non c’è
via senza trans e inceneritore senza ds.
A Prodi propongo una soluzione per salvare la faccia e il c..o di
Sircana: Emma Bonino e Rosy
Bindi. Sircana faccia il suo
dovere di portavoce celodurista. Si faccia fotografare con loro di
nascosto in un luogo appartato. La sua reputazione sarebbe
salva.
Massimo D’Alema è stato visto più volte in intimità politica
con Berlusconi. E fotografato senza
pudore. L’agenzia indipendente 'Bolina Nera'
ha scritto: “Riteniamo l’onorevole
D’Alema una persona retta, ma di fronte a determinate accuse non
può che compiere un atto dovuto: rimanere al suo posto
a garanzia delle
leggi ex Cirielli e Pecorella”.
Manifestazione del 26 Marzo
14/03/07 12:33 Archiviato
in:
PdL Lainate
Silvio
Berlusconi partecipera’ alla
manifestazione promossa dal sindaco di Milano, Letizia
Moratti, il prossimo 26 marzo,
per protestare
nei confronti del governo e della scarsa attenzione riservata dal
Viminale al capoluogo lombardo sul fronte della sicurezza.
"Io - ha dichiarato Berlusconi - ci
saro’ alla manifestazione del 26 marzo per sottolineare la gravita’
del problema per quanto riguarda Milano e non solo". "Forse è
inusuale che sia stato il sindaco di una grande città a proporre
una manifestazione, ma credo che anche questa sia
democrazia".
Silvio Berlusconi ha fatto riferimento alla consuetudine per cui
"normalmente sono le associazioni a proporre una manifestazione, ma
in questo caso si sono rivolte al sindaco che ha creduto di dare il
suo appoggio ad un’iniziativa che era partita dalla base e
soprattutto dall’associazione dei commercianti". Il nostro
Presidente ha osservato che il problema della sicurezza è un
problema "sentito, e non tenuto nella giusta considerazione da
parte del Governo centrale. Per questo mi pare opportuno essere qui
per sottolineare la gravità del problema".
Tag: Manifestazioni
21 Febbraio 2007
22/02/07 18:53 Archiviato
in:
PdL Lainate
Ultimo sondaggio:Forza Italia 33%, Cdl
57%
19/02/07 22:10 Archiviato
in:
PdL Lainate
Forza Italia al 33%, la Casa
della Libertà al 57%. L’Unione al 42,5%.
Questi i dati dell’ultimo sondaggio Euromedia di lunedì 19
febbraio. Anche dopo "il carnevale di Vicenza", gli arresti delle
nuove BR, gli insulti di Diliberto a Berlusconi, le polemiche sui
Dico, gli annunci di Padoa Schioppa sulla TAV il clima politico nel
nostro paese non cambia: gli italiani hanno messo definitivamente
in minoranza il governo Prodi, che gode della fducia di soltanto il
26,6% degli italiani. Sul piano della fiducia personale, Romano
Prodi è al 29,8%, mentre Silvio Berlusconi si attesta al
57,4%.
Privo di
maggioranza al Senato, privo di consenso tra i cittadini, quando il
governo Prodi ci priverà della sua presenza?
Bondi:Prodi toglie ai poveri per dare
ad amici ricchi
31/01/07 12:39 Archiviato
in:
PdL Lainate

"È un salasso superiore persino a
cio’ che avevamo previsto noi, che da sempre siamo consapevoli
delle bugie raccontate da Prodi. E siccome le bugie vengono sempre
a galla, a gennaio i cittadini hanno trovato una pessima sorpresa:
il governo ha messo le mani anche nelle loro buste paga. Il governo
che ’toglie ai ricchi’, dunque, sottrae 22 euro al mese a chi ne
guadagna 1.300". Lo ha affermato Sandro Bondi, coordinatore
nazionale di Forza Italia. "E si scatenano le proteste degli
elettori del centrosinistra che si sono lasciati ingannare da Prodi
e dalla sua falsa propaganda. E i cittadini ancora non hanno piena
consapevolezza di cio’ che accadra’ ai loro portafogli quando
entreranno in vigore le nuove aliquote catastali, con conseguenze
devastanti sul pagamento dell’Ici sulla prima casa. Con questo
esecutivo, ormai e’ chiaro, ridono solo le Coop e i centri di
potere economico che non a caso hanno sostenuto Prodi. Il quale,
come un Robin Hood al contrario, toglie ai poveri per dare ai (suoi
amici) ricchi, con buona pace degli slogan demagogici della
sinistra radicale".
Difendiamo le riforme del governo
Berlusconi
13/01/07 12:41 Archiviato
in:
PdL Lainate

Il governo Prodi sta operando
per distruggere una per una le riforme varate dal governo
Berlusconi, nonostante gli
indubbi risultati positivi che queste leggi hanno permesso di
raggiungere, nell'interesse di tutti gli italiani.
Per impedire ciò e rendere ancora più forte e incisiva
l'opposizione al governo, il Coordinamento nazionale di Forza
Italia ha raccolto l'idea lanciata da Ludovico Festa su Il Giornale di formare comitati in tutti i centri italiani,
grandi e piccoli, per la difesa delle leggi e delle riforme varate
dal governo Berlusconi, in particolare la legge Biagi sul lavoro, la legge Maroni
sulle pensioni, la legge sulla riforma della
scuola e dell'università del
ministro Moratti e i provvedimenti sulle grandi opere
pubbliche del ministro
Lunardi, la
legge Bossi-Fini sull'immigrazione.
Forza Italia mette a disposizione le proprie strutture territoriali
e chiama a raccolta cittadini e associazioni, per diffondere nel
modo più capillare possibile le ragioni per le quali tutti dobbiamo
impegnarci contro un governo che sta saccheggiando il presente e
rubando il futuro degli italiani.
Tremonti: Merito del nostro
governo
03/01/07 19:11 Archiviato
in:
PdL Lainate
"Il tempo e’
galantuomo". Con queste
quattro parole Giulio
Tremonti manifesta al
’Corriere della Sera’ la sua soddisfazione per l’ottimo risultato
sul fronte del fabbisogno pubblico, dovuto in gran parte al boom
delle entrate. Per l’ennesima volta i dati si stanno incaricando,
mese dopo mese, di dimostrare che la politica di bilancio seguita
dal governo Berlusconi non hanno certamente lasciato un buco nei
conti, come il centrosinistra ha sostenuto in campagna elettorale,
ed anzi ha posto le premesse per il loro risanamento. Tremonti
accetta di ’rivendicare’ almeno una parte del successo: "La mia
Finanziaria ha posto le premesse per il recupero della base
imponibile". L’ex ministro sa benissimo che non tutto si spiega con
la sua ultima Finanziaria e che c’e’ anche una ripresa
dell’economia che si sta manifestando ora. E infatti subito
aggiunge: ’Sono convinto che l’economia la fa l’economia, non la
politica’. La politica, pero’, continua Tremonti, ’imposta la
piattaforma per lo sviluppo: l’economia si ristruttura anche per
effetto di una politica di governo che garantisce stabilita". E
ovviamente "il governo Berlusconi ha fatto esattamente questo. In
anni difficilissimi, ha posto le premesse per un un miglioramento
strutturale del sistema. Non c’e’ stata una crisi finanziaria.
Quelle che abbiamo dovuto affrontare, dalla Cirio alla Parmalat,
dall’Alitalia alla Fiat, venivano dal passato. Abbiamo fatto le
grandi riforme: pensioni, risparmio, mercato del lavoro, diritto
societario e fallimentare, la legge obiettivo, il taglio delle
tasse". Tutti provvedimenti, dice Tremonti, che hanno mandato
all’economia un messaggio univoco di sviluppo. Ma non ci sono state
solo le riforme, bensi’ anche le scelte politiche, come quelle che
hanno portato al cambio al vertice della Banca d’Italia. E anche
qui Tremonti e il governo Berlusconi hanno avuto un ruolo da
protagonista. "Nel settore bancario sono state fatte cose
importantissime. Le grandi fusioni di questi mesi sono state rese
possibili dal fatto che il vecchio governatore della Banca d’Italia
e’ andato via. E se Fazio non c’e’ piu’ non e’ certo merito
dell’attuale maggioranza. Anzi, ci sono in giro certi predicatori
che se gli avessimo dato retta, Fazio sarebbe ancora li’
dov’era’.
Tag: Giulio Tremonti